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Dialogando con Psiche 3° – La crisi della coppia "Maledetto il giorno che ti ho incontrato" – Pollicino era un grande
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Dialogando con Psiche 3° – La crisi della coppia "Maledetto il giorno che ti ho incontrato"

L’amore è un dono degli Dei che facilmente si trasforma in castigo di Dio.
Alessandro Morandotti
 

Continuano gli incontri a Torre Pellice di Dialogando con Psiche,  con piacere si vedono visi nuovi e consolidato interesse per i temi presentati insieme con una bella e tonda curiosità verso il mondo della psicologia. In questo caso, lo scorso 7 marzo, si è affrontato il complesso  mondo della coppia, passando a definire il momento della sua nascita sino alle motivazione della sua crisi con le trasformazioni positive e negative che questa porta.  Insieme con il Andrea Dulicchio, si è partiti proprio dalla nascita di una coppia per capire come sia spesso già nelle sue premesse la motivazione stessa della sua possibile crisi.

Quando diciamo coppia, infatti, dobbiamo pensare che all’incontro fantastico con l’innamoramento si arriva con un bagaglio spesso ricco, spesso difficile di quanto vissuto precedentemente.  In questo bagaglio, che resterà sempre presente nella coppia, arricchito/appesantito di volta in volta con quello del partner, si trova la storia familiare di ognuno di noi, le emozioni vissute, le esperienze fatte in precedenza, fin dalla prima e fondamentale con i genitori, le aspettative personali, i desideri. Succede quindi che spesso, quanto chiamiamo destino, sia in realtà una scelta fatta nel rispetto di quanto le nostre relazioni importanti si aspettano da noi.  Ecco allora entrare in gioco il mito familiare, inteso come significato dato dalla famiglia alla sua stessa storia,  intreccio di senso che approda nel mitico che unisce fatti con leggende, eventi sentiti come fondanti e che definiscono i ruoli dei suoi partecipanti ( Andolfi, 1987). Il mito indica in parte la direzione da prendere nella scelta della propria coppia. Più sarà ricco il mito più possibilità e creatività potrà essere introdotta nella scelta, al contrario, maggiore sarà la sua rigidità meno sarà possibile muoversi “liberamente”. Facilmente ci si trova a rispondere al proprio mandato familiare personale. quanto ciò si deve fare, in armonia con i bisogni delle relazioni familiari, per rispettare il proprio ruolo ( es. sposare una persona facoltosa laddove ci sia, banalmente, il mito del potere e della scalata sociale).  A questo si unisce il bisogno di appartenenza e intimità che spinge a creare nuovi legami e la pressione del mondo esterno, diverso a secondo del contesto sociale. Quindi ecco che quando ci si innamora, quanto ci è dato vedere e conoscere della coppia è solo una parte mentre, come in un possente iceberg, gran parte del senso di quella relazione resta sommerso. Finchè non ci si scontra con lui. Ogni coppia avrà, presumibilmente, un momento di crisi e difficoltà. Un momento in cui le stesse motivazioni della scelta della coppia saranno messe in dubbio o, peggio, diverranno ragione stessa di scontro. “L’ho amata perchè era una bambolina!” e poi il non sopportare il suo esserlo o non accettare, invece, che si esca dal ruolo conosciuto (“Dov’è la mia bambolina?”). Eventi stressanti, belle come una nascita o brutti come problemi sul lavoro, malattie, crisi di sviluppo personali, sono solo una delle ragioni per cui una coppia può entrare in crisi. Problemi di comunicazione, mancanza di sessualità ( sintomo quando causa di problemi di coppia), difficoltà nella gestione del tempo e della famiglia, tradimento ( agito o pensato), invadenza delle famiglie di origine qualora non si fosse del tutto realizzata la piena autonomia, svincolo, dalle stesse sono alcune dei più comuni motivi di consulenza di coppia e di sofferenza. La crisi arriva sotto diverse spoglie ma è sempre un momento di grande dolore. Qualunque tipo di coppia vive il momento come un fallimento, mette in questo a dura prova la propria autostima, la rabbia che agisce con il partner è spesso la propria verso se stesso e il non “essere stato capace di”…. ogni storia di coppia è un universo a se, con le sue regole e il suo modo di interagire con il mondo. Come se qualcosa si fosse spezzato, niente fluisce come prima. La crisi traccia una netta separazione tra il prima e il dopo. Ma deve essere per forza sinonimo di rottura? Per fortuna no.

La stessa parola crisi ha insita in se la possibilità del cambiamento ma anche la separazione ( dal greco e la scelta . Nell’esperienza della crisi viene a mancare la certezza su tutto, non si sa più bene cosa sta accadendo e cosa di sta diventando. Ci si scopre diversi, spesso carichi di paura e rabbia, molte coppie diventano aggressive, ci si ferisce, si usano le debolezze dell’altro per fargli del male, perché ha tradito il sogno di perfezione che ogni coppia inizialmente vorrebbe incarnare, la perfezione della mela intera delle sua parti. Se la stessa energia impiegata nel litigio, nel dolore che si prova, verrà impiegata nel provare ad ascoltare cosa la crisi stessa sta comunicando alla coppia allora forse sarà possibile rileggere in termini di futuro e trasformazione quanto accade e riprendere, chi lentamente, chi più in fretta, un discorso comune di progetti e condivisione. Molte coppie, dopo i primi anni, incontrano difficoltà ad accettare i cambiamenti e le diverse esigenze dell’altro, altre hanno bisogno di capire come sono arrivate a scegliersi per capire se il loro patto matrimoniale possa essere rilanciato ( Vittorio Cigoli 1999,2000) o se la rigidità insita nel loro incontro è intoccabile. I vari passaggi della vita di coppia nel suo sviluppo, porteranno necessariamente ad un sempre nuovo bisogno di organizzare un equilibrio in risposta a sempre diversi compiti evolutivi, quando ci si trova nella difficoltà di fare questi aggiustamenti, molto spesso significa che qualcosa di non risolto sta parlando per noi e di noi e della nostra storia passata, singola e di coppia. Affrontarlo ci permette di apprendere molto rispetto quanto siamo e tradurre il tutto in una esperienza positiva di cambiamento. Questo significa che le crisi non sono sempre ad un solo senso, ma che ci vuole anche una forte fiducia nel potere delle relazioni, consapevolezza che, sebbene la crisi potrà arrivare e sarà dolorosa, questo non significa dover rinunciare alla coppia ma imparare a prendersi cura di lei anche quando scalcia e urla. Durante l’incontro di Dialogando con Psiche abbiamo visto anche degli spezzoni di film, in quello tratto da “Se mi lasci ti cancello”(2004) i protagonisti ( Clementine e Joel), alla fine, hanno questo scambio:

Clementine: Che cosa vuoi Joel?!
Joel:
Aspetta! Aspetta! Voglio soltanto che… aspetti… un po’.
Clementine:
…Va bene.
Joel:
Davvero?
Clementine:
Io non sono un’idea, Joel, ma una ragazza incasinata che cerca la sua pace mentale, non sono perfetta.
Joel:
Non riesco a vedere niente che non mi piaccia in te, ora non ci riesco.

Clementine: Ma lo vedrai, ma lo vedrai! certo col tempo lo vedrai, e io invece mi annoierò con te, mi sentirò in trappola perché è cosi che mi succede!
Joel: Okay.
Clementine: Okay? …Okay?
Joel: Okay.

Cosa significa? Che il sapere che ci saranno dei problemi non deve far evitare a prescindere la meraviglia del poter condividere il proprio progetto di vita con un altra persona capace di far sentire bene, di accogliere, di attrarre e di comunicare con noi nei mille modi in cui questo è possibile. Non sempre sarà necessario un percorso di terapia, a volte basterà vivere e ascoltare la crisi per poterne comprendere il messaggio e iniziare il cammino verso una ritrovata dimensione di coppia. dove intimità, racconto, equilibrio nella soddisfazione dei propri desideri di coppia e di individuo, comunicazione e soprattutto voglia di continuare la strada insieme per una storia comune. Seppure, chiaramente, non tutte le crisi sono superabili e spesso è più saggio sapersi lasciare per migliorare la propria, e altrui, qualità della vita, trasformando la crisi/rottura in un inizio verso il meglio. Altre volte, ,molte altre volte, ascoltare quanto la nostra fatica di coppia ci racconta, urlando o sussurrando, è una esperienza dura ma anche ricca di emozioni positive. Emozioni che possono essere la chiave per portarci a ritrovare noi stessi e la fiducia nel rapporto di coppia, con tutte le sue complicazioni e il bello che c’è.

Pollicino:  La meravigliosa dannazione di vivere in coppia.
L’Orco : Lasciare che la crisi annienti la possibilità di crescere insieme.
L’arma segreta :  Ascoltare il linguaggio della nostra crisi
Marzia Cikada
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