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Sing (2016) – Pollicino era un grande
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Sing (2016)

Everybody’s got a thing
But some don’t know how to handle it
Always reachin’ out in vain
Accepting the things not worth having but

Don’t you worry ‘bout a thing
Don’t you worry ‘bout a thing, mama
Cause I’ll be standing on the side
When you check it out

Stevie Wonder

sing_2016.jpg

Che bello che i film di animazione non parlano più soltanto di principesse che si vogliono sposare e di  reami pronti ad essere salvati da principi biondi armati di bianco destriero. Sing (2016) è un film di animazione, per la regia di Garth Jenning ci racconta la storia di sei personaggi che rappresentano altrettante storie complicate, dove i piccoli drammi quotidiani li rendono simili a tutti noi che guardiamo. In sottofondo la passione, il desiderio di essere felici e amati per quello che si è.

Il film è una specie di Musical con molti allegri rimaneggiamenti musicali di pezzi famosi con diversi stili, ma tra una canzone e l’altra, la Illumination Entertainment, casa di produzione di produzione cinematografica con bei successi all’attivo, ci passa anche qualche messaggio di ottimismo e positività.

Se fosse una favola potremmo dire che la scelta di animali antropomorfi è fatta anche per potersi riconoscere con più facilità ed in fondo, la magia dell’animazione, Sing è proprio una favola, dove si parla di sogni e di come sia possibile realizzarli in barba alla paura, alle convezioni, alle sofferenze e alle banche.

La TRAMA in brevissimo: il teatro del signor Moon sta andando malissimo, ma un errore della sua buffa segretaria attrarrà moltissime persone. Infatti, viene stampato un errato volantino che dice che saranno dati $100,000 al vincitore di una gara di canto. Tra le moltissime persone che arrivano le prescelte saranno al fianco di Moon nelle sue rocambolesche vicende, anche quando tutto sembrerà perduto.

COSA CI INSEGNANO LE STORIE DI “SING”

Abbiamo la storia della maialina casalinga Rosita, mamma di 25 piccoli e con un marito che non la vede, non ricorda le sue qualità, innumerevoli. Sembra che la vita di Rosita scorra invisibile mentre è divisa tra mille compiti quotidiani e dare voce al suo canto la porterà a ricordarsi chi è, riaccendere il suo matrimonio, far capire a chi ama il suo valore.

Non dobbiamo mai dare per scontate le persone accanto a noi. Dentro hanno sempre un segreto che pulsa e noi possiamo aiutarle a liberarlo.



Abbiamo la storia di Meena, elefantina timida dal grande talento canoro ma che, nonostante il sostegno della famiglia, senza la quale non sarebbe mai riuscita a farcela, è profondamene introversa. Alla fine la sua voce è bellissima e tutti possono ascoltarla, con grande gioia di tutti.

Capita che abbiamo bisogno di qualcuno che ci faccia coraggio, anche esterno alle persone a noi care, per capire quanto valiamo e superare i nostri limiti.


Abbiamo la storia di Johnny, gorilla “cantante nato” che però non riesce a far apprezzare al padre il suo desiderio di cantare, mentre questo lo vorrebbe dentro gli affari, illeciti, di famiglia. Dovrà provocare una rottura e deludere il padre, non seguendo la sua strada (che per altro non è consigliabile essendo un ladro) per far scoprire allo stesso, non solo il suo talento, ma l’importanza di amare i figli lasciandoli liberi di mostrarsi per quello che sono.

Rincorriamo sempre, grandi o piccoli che siamo, l’approvazione e la stima dei nostri genitori. Anche se tutti dovessero dirci che siamo bravi, è il “sono fiero di te” di nostro padre/madre che cercheremo tutta la vita.


Abbiamo la storia della porcospina adolescente Ashley, che viene tradita da un fidanzato che non è capace di apprezzarla e che la tiene in un angolo, laddove, ce lo insegna un altro film, nessuna ragazza andrebbe lasciata, specialmente se all’ombra del narcisismo di lui. Grazie alla fiducia che le regalano i suoi nuovi amici, impara ad avere maggiore autostima e finalmente, segue la sua vena rock per diventare quello che vuole.

Non dovremmo mai amare qualcuno che ci mette in un angolo, se diamo troppo potere agli altri, siamo noi a diventare piccolissimi  e senza voce.


Abbiamo poi il tipo Mike con un grande ego che tale resta e il sognatore per eccellenza, il koala, padrone del teatro in rovina protagonista della storia, Buster Moon, che non si vuole arrendere agli insuccessi in onore del sostegno datogli dal padre anni prima. Sebbene ci sarà un momento in cui – ma chi non lo avrebbe fatto al posto suo? –  sembrerà arrendersi,  riesce a credere di nuovo nella sua passione e a renderla viva e di successo. Chiaramente, questo sarà possibile perchè si dimostrerà un buon mentore e leader per i suoi nuovi amici, che grazie alle sue “dritte”hanno scoperto molto di se stessi e non lo abbandoneranno nel momento difficile.

Un vero leader spinge gli altri a sentirsi migliore verso un sogno comune e non li usa a suo piacimento per raggiungere i suoi obiettivi. Questo è lo spirito del lavoro di gruppo! Un sogno da fare insieme.


Pollicino:  Chi non riesce a dare voce al suo talento

L’Orco: Farsi limitare dalla paura

L’arma segreta: Trovare qualcuno che creda in noi per imparare a farlo da soli.

Marzia Cikada
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