Top
Autostima Fantastica e dove trovarla (1^ episodio)- Incontrando i ragazzi a Pinerolo – Pollicino era un grande
fade
12914
post-template-default,single,single-post,postid-12914,single-format-standard,eltd-core-1.1,flow-ver-1.3.5,,eltd-smooth-page-transitions,ajax,eltd-grid-1300,eltd-blog-installed,page-template-blog-standard,eltd-header-vertical,eltd-sticky-header-on-scroll-up,eltd-default-mobile-header,eltd-sticky-up-mobile-header,eltd-dropdown-default,wpb-js-composer js-comp-ver-5.0,vc_responsive

Autostima Fantastica e dove trovarla (1^ episodio)- Incontrando i ragazzi a Pinerolo

I nostri dubbi sono traditori e ci fanno perdere il bene che potremmo ottenere perchè abbiamo paura di tentare. William Shakespeare

[Il presente post rappresenta la prima parte della sintesi di un intervento svoltosi a Pinerolo il 03/05/2017 davanti a classi dalla scuola secondaria di primo grado e del “Liceo Porporato”. La mia è stata una piccola presenza in un evento ben più grande, organizzato dai ragazzi del liceo alle prese con tre giornate di interventi gestiti e coordinati da loro con il sostegno degli insegnanti. Nel mio piccolo, ho parlato di Autostima, tema su cui poi, gli studenti più grandi, hanno lavorato in autonomia con i ragazzi più piccoli]

Quanto è difficile credere in se stessi? Come ci si riesce? Si impara da piccoli e poi basta o cresce con noi? Fa differenza se siamo bambini o bambine? Che ruolo hanno gli amici, la scuola, i genitori? Tante sono state le domande che mi sono state fatte sull’Autostima dai ragazzi del Liceo di Pinerolo. Tante e ancora ce ne erano. Qualcosa suonava familiare, in altri casi erano dubbiosi su quello che sentivano, in alcuni punti prendevano appunti, ma erano lì, ad ascoltare e a pensare a quello che stava accadendo intorno a loro. Perchè l’autostima è un ingrediente certamente necessario nella nostra vita, ma in quel momento della vita che è l’adolescenza, ne sentiamo il bisogno ancora di più. Perchè sono tante le cose che capitano intorno ai ragazzi e avere una buona fiducia in se stessi, aiuta a trovare il proprio Nord, per poter usare meglio la propria personale bussola per orientarsi nella vita.

Questo post sarà diviso in due episodi. Proprio per raccontare al meglio un tema così trasversale e decisivo in tutta la nostra vita. Da psicologa, l’autostima è tema che più di altri finisco per fare mio, lavorandoci con le persone che incontro, adulti o adolescenti che siano.  

Come spiegare l’Autostima?

Di certo l’autostima è un mix. Dentro c’è tutto quello che abbiamo imparato e ci hanno insegnato su noi stessi nell’arco della nostra vita. Nell’Autostima troviamo il Sé REALE, quello che siamo e siamo capaci di fare e il Sé IDEALE, cioè quello che ci piacerebbe
tanto essere, ma non siamo. Le immagini positive o negative di noi si incontrano e costituiscono quella che diventa la nostra idea di noi stessi, il modo in cui ci presentiamo al mondo e agli altri.

E’ importante conoscere la nostra autostima. Perchè? Perché l’autostima è la pietra su cui costruiamo noi stessi. Se è forte, quello che costruiamo sopra di lei reggerà ogni temporale, altrimenti, cadrà alle prime piogge. Momenti difficili non mancano mai nella vita, ma una buona resilienza, la capacità di rispondere in maniera positiva anche agli eventi complicati e dolorosi, ci permette di reagire e di andare avanti, imparando anche qualcosa di nuovo che potrebbe esserci utile in futuro.

Sapere quali sono i PUNTI DI FORZA e le DEBOLEZZE significa conoscersi e se ci conosciamo bene, rinforziamo la nostra autostima.

Chi ha autostima alta sa essere determinato nel raggiungere i nostri
obiettivi, se sbaglia riconosce di avere delle debolezze ma cerca di di migliorarle e se qualcosa va storto, pur stando un po’ male, riesce ad imparare qualcosa e andare avanti, senza amareggiarsi a lungo.

Invece, chi ha l’autostima bassa, non ha una buona consapevolezza delle sue risorse, tende quindi a vedere solo le proprie debolezze. Per questo, finisce con il non avere tanti interessi e sono pronti a scommettere che le cose vadano sempre male, arrendendosi subito davanti alle difficoltà. La fatica ad accettare gli insuccessi è molta e  le critiche fanno male per molto tempo, senza riuscire a reagire. Si finisce quindi, con il partecipare poco alla vita sociale, isolandosi per non sentirsi presi in giro, con la paura di vedere gli altri puntare il dito sulle proprie mancanze.

In alcuni momenti della vita, come l’adolescenza, si è ancora più delicati al giudizio degli altri. Per questo i ragazzi soffrono ancora di più la pressione e il peso delle parole degli altri. Ogni parola ha un peso specifico diverso se la si dice a qualcuno che ha una buona autostima o a qualcuno che non crede di valere molto. Ma anche chi ha una buona immagine di sé potrebbe cadere vittima di episodi sgradevoli e se questi sono costanti nel tempo,  se non ci sono abbastanza fattori protettivi che sostengono l’adolescente, questo potrebbe perdere lentamente la forza di star bene, facendo fatica a parlare di quello che prova e sentendosi sempre più di poco valore.

Le critiche dei compagni, le allusioni, le prese in giro diventano insostenibili. In questo clima, i Social (Facebook, Snapchat, Instagram e gli altri) finiscono con il rendere estremamente più violenta ogni interazione tra i ragazzi. Ogni virgola, aggettivo, foto acquista il potere di una bomba atomica nella vita di un adolescente. La poca conoscenza di sé, da entrambe le parti, la mancanza di empatia e consapevolezza delle possibili conseguenze rendono pericoloso l’utilizzo dei sociale. Facilmente, gesti che si ritengono, mentre li si compiono, “piccole cose divertenti” si trasformano con facilità in “enormi tragedie dolorose”.

L’Autostima si può allenare, giorno dopo giorno.

L’immagine che abbiamo di noi stessi, cresce man mano che cresciamo noi e diamo alla vita e a noi stessi, la possibilità di imparare le nostre qualità, la nostra forza e come creare nel mondo un posto nostro.

L’autostima, che nasce in famiglia e interagisce con il contesto intorno a noi, sentendo l’influenza di cultura e relazioni. La possibilità di allenare la nostra autostima, ci permette di migliorare il rapporto con noi stessi, il nostro corpo, il nostro modo di stare al mondo. A volte ci bastiamo, altre volte sono gli adulti di riferimento o gli amici che conosciamo a farci star bene, altre abbiamo bisogno di un coach professionista, lo psicologo, che sia in grado di tirare fuori il meglio di noi.

  • Focalizzare i propri punti di forza
  • Pensare in maniera positiva e attiva
  • Non generalizzare, se non sappiamo fare una cosa, non sappiamo fare una cosa, non tutto!
  • Sostituire i pensieri negativi su noi stessi
    con pensieri positivi sul nostro valore
  • Accettarsi
  • Evitare di sabotarsi da soli per paura di
    un NO o di fallire
  • Imparare sempre qualcosa di nuovo
  • Avere cura di quello che piace (musica,
    hobby, amici, viaggi, libri, scrivere…)
  • Perdonarsi

Un allenamento quotidiano ci permette di costruire la nostra speciale autostima tuttanostra. Specie in età adolescenziale, infatti, il nostro cervello è pronto ad esplorare in maniera creativa, ad imparare, creare collegamenti, relazioni, stare con gli altri. Diversamente dall’idea dell’adolescenza come momento terribile, durante la quale i ragazzi vanno fuori di testa, tutto ormoni e trasgressioni, è bene pensare a questa fase della vita come un momento di cambiamento del cervello, pieno di possibilità di sviluppo.  Si tratta di una fase che è bene comprendere, dove possibile, per una migliore esistenza adulta, di cui, proprio in questi anni, di gettano le basi.

 

[fine primo episodio – per parlare di famiglia, relazioni, cosa succede quando autostime diverse si incontrano- PARTE SECONDA QUI]

 

 


Pollicino:  Chi non riesce a dare voce al suo talento

L’Orco: Farsi limitare dalla paura

L’arma segreta: Trovare qualcuno che creda in noi per imparare a farlo da soli.

Marzia Cikada
Commenti

Scrivi un commento