Privacy Policy
Top
Amore sì, ma senza Sesso - Psicologia dell'Amore asessuale - Pollicino era un grande
fade
12891
post-template-default,single,single-post,postid-12891,single-format-standard,cookies-not-set,eltd-core-1.1,flow-ver-1.3.5,,eltd-smooth-page-transitions,ajax,eltd-grid-1300,eltd-blog-installed,page-template-blog-standard,eltd-header-vertical,eltd-sticky-header-on-scroll-up,eltd-default-mobile-header,eltd-sticky-up-mobile-header,eltd-dropdown-default,wpb-js-composer js-comp-ver-5.0,vc_responsive

Amore sì, ma senza Sesso – Psicologia dell’Amore asessuale

Legare l’amore al sesso è stata una delle trovate più bizzarre del Creatore.

Milan Kundera

 

“Sesso senza amore” cantava un personaggio televisivo di qualche tempo fa e ci si chiedeva se fosse possibile, ma cosa dire dell’amore senza il sesso? L’idea di una intesa passionale come conferma di una buona relazione è condivisa a tanti livelli  e spesso nelle terapie di coppia si lavora molto sulla intimità sessuale, sulla soddisfazione che si prova nei rapporti sessuali, sulla capacità di vivere la relazione tra le lenzuola.
Eppure. Capita sempre più spesso che le coppie decidano di costruire la loro vita di coppia senza sesso o che neppure lo decidano, semplicemente ne fanno a meno, senza drammi.

Olivia Fane, autrice del libro “Possibly a Love Story”  asserisce che l’amore nella coppia è possibile anche senza sesso e soprattutto, senza l’ansia che una vita sessuale insoddisfacente crea in moltissime relazioni. Nel momento in cui si decide di far a meno della sessualità, si abbandona l’ansia che questa porta nella relazione. La scelta asessuale diventa, in questo caso, un modo per mantenere il legame e scongiurare la separazione. Tutte le altre parti della relazione ci sarebbero ancora, basandosi sulla comunicazione, sull’affetto, sugli abbracci  ma non sulla sessualità. Forme di tenerezza che creano una forma di intimità speciale, tenera ma senza tensione sessuale.

 

Sesso per molti ma non per tutt*

 

Su Cosmopolitan UK di marzo una giovane asessuale si racconta e spiega com’è non sentire attrazione sessuale. Senza aver vissute relazioni sessuali ha comunque vissute delle storie d’amore, mantenendo comunque un proprio personale orientamento anche senza fare sesso. Ecco che si parla di etero- romantico, bi-romantico, omo-romantico ma anche a-romantico intendendo la mancanza assoluta di attrazione sentimentale verso chiunque o il suo esatto contrario, il pan-romantico che prova un amore romantico per ogni persona.

Si parla di persona asessuale quando non prova eccitazione sessuale. La loro attrazione verso l’amore non è di natura sessuale, non si parla di desiderio che porta ad un comportamento sessuale ma di attrazione che nasce e si nutre di altri aspetti. Non parliamo quindi di una scelta, come può esserlo la castità per chi sceglie un tipo di vita o similari, semplicemente non c’è nessun interesse verso il sesso.

 

Asessuale = Senza desiderio?

 

Sarebbe ben difficile non provare desiderio. La relazione stessa si nutre di desiderio, che ci fa provare emozioni speciali quando chi vorremmo al nostro fianco non c’è, quando si aspira a qualcosa, quando si prova il bisogno di colmare un’assenza per stare bene.

Il desiderio sessuale, come lo conosciamo meglio, si nutre di reazioni neurobiologiche che attivano la mente alla ricerca di una soddisfazione rispetto ad bisogno, bisogno nato da un ricordo, una immagine, un corpo accanto al nostro. Nel desiderio gli ormoni giocano un ruolo importante, sia nel risvegliare il desiderio che nel sopirlo, specie in un momento specifico della vita, invecchiando. D’altronde biologicamente, il desiderio nasce legato alla riproduzione, quindi oggi, finita la possibilità di avere cuccioli d’uomo, il corpo va aiutato a tenersi desideroso. Ma non ci sono solo gli ormoni, la parte emotiva è molto importante, specie nella coppia che è legata da molto, dove sono elementi come l’intimità e la sicurezza del rapporto a stimolare il desiderio. L’intimità emotiva, che troviamo nella coppia in armonia, riesce a sviluppare un buon sesso, pieno di soddisfazione.

Ma chi non prova desiderio sessuale?  Nell’asessuale il desiderio è affettivo, la vicinanza non è allontanata o bandita, ma non vi è attrazione sessuale, seppure potrebbe non essere sempre del tutto assente. Manca il desiderio dell’atto sessuale, dell’attività sessuale ma si prova il bisogno di vicinanza emotiva, di condivisione, di progettualità.
Lo svantaggio? Potrebbe essere difficile trovare la persona giusta con cui fare coppia,perché l’altra metà potrebbe sentire il bisogno di fare sesso e questo bisogno entrerebbe, chiaramente come fattore di rischio, nella relazione. Per questo è preferibile per gli asessuali essere riconoscibili e avere dei momenti di incontro, per trovare semplicemente chi possa amarli come li amano loro.
Negli ultimi anni il numero delle coppie che si definiscono “asessuali” è in aumento, si tratta di un mondo eterogeneo, ricco di sfumature  e differenza, proprio come l’umanità tutta. Quattrini (2016, n.258, “Psicologia Contemporanea”) riportava che in alcuni casi “essere asessuali non comporta necessariamente una totale assenza di comportamenti sessuali” . Può capitare si vivano rapporti saltuari ma con un basso interesse.

 

Manca il sesso, ma il resto c’è tutto.

 

L’attenzione sul mondo asessuale è aumentata quando la comunità si è data un nome ed ha preso corpo. Era il 2001 quando David Jay ha creato la comunità online Aven: Asexuality Visibility and Education Network

Riconoscersi come gruppo ha fatto in modo che molte persone potessero finalmente sentirsi compresi e visibili, anche in Italia abbiamo un forum nato qualche anno più tardi, una luogo di discussione sull’asessualità che funge la possibilità di confronto, posto di incontri, occasione per togliersi dubbi e ottenere informazioni anche per capirsi meglio. 

 

Ogni coppia condivide un segreto, qualcosa di unico, di particolare. Se questo non c’è… allora non è una vera coppia. David Grossman

Oggi essere asessuali entra anche nella letteratura, come nel libro di Claire Kann Let’s Talk About Love  e nell’immaginario di tutti, anche grazie a documentari come Asex – liberi di non farlo,  diretto da Eleonora Soresini, regista e avvocata penalista, laureata in regia alla Scuola di Cinema e Televisione di Milano. Il suo lavoro – il trailer viene linkato qui sotto – porta in luce il desiderio della comunità asessuale italiana di visibilità, la possibilità di far parlare e accogliere quello che è un modo di essere, un modo di provare piacere nella vita attraverso la bellezza delle relazioni in molteplici modi ma non nel sesso.

 

Cerchiamo quindi di non fare confusione. Asessuale è un modo di essere, altra cosa i rapporti bianchi, dove il sesso manca ma è vissuto come un disagio per la coppia o le persone che rinunciano al sesso perché non trovano con chi farlo o pensano di non meritarselo.

L’asessualità non è una scelta, non è la mancanza di sesso dovuta a stress, risentimento, giochi di potere nei confronti del/della partner, delusione per rapporti andati mali, sentirsi indesiderabili, brutti. La coppia in crisi che non ha rapporti sessuali, pur sentendo il bisogno di intimità sessuale, non è di certo asessuale. Si tratta piuttosto di coppia bianca con problemi nella sfera della sessualità, che per molti motivi non gode del piacere del sesso ma non vorrebbe escluderlo dalla sua vita.

Quindi non è corretto etichettarsi asessuale solo perché non si fa sesso.

L’asessuale non è neppure la persona che non si permette la sessualità a causa di una educazione severa, una cultura che le ha insegnato che il sesso è sporco o solo ai fini della riproduzione. Chi ha problemi con il sesso e ne soffre, perché vive la propria sessualità come un problema o un peccato o un pericolo, certamente non è asessuata.

La persona asessuale non ha un problema, nè fisico nè di altro genere. Semplicemente non prova attrazione per il sesso, non sente il bisogno di fare sesso ma sente, come tutti, la necessità di relazioni, romantiche, affettuose, amorose che possano farla star bene. 

Al di là dei nomi e delle possibili etichette, che da una parte posso essere necessarie ma restano limitanti, le coppie asessuali e le persone asessuali sono in aumento, anche se parliamo sempre di percentuali rasenti l’1%. Il bisogno primario è quello, semplicemente, di riconoscerle e fare spazio affinché possano naturalmente manifestare il loro modo di essere e amare, senza bisogno di nascondersi o di giustificarsi.

 

 

Marzia Cikada

Psicologa, psicoterapeuta, terapeuta EMDR. Libera Professionista, realizza laboratori di scrittura autobiografica. Si occupa di adolescenti e coppie. Ama le storie.

Commenti

Scrivi un commento