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Avere 50 anni - Essere cinquantenni è poter dire "Me ne infischio" - Pollicino era un grande
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Avere 50 anni – Essere cinquantenni è poter dire “Me ne infischio”

Lasciami tutte le rughe, non me ne togliere nemmeno una.

C’ho messo una vita a farmele.

Anna Magnani
 
Mia nonna diceva che fino ai 25 anni sono tutte brave ad essere belle. E’ la bellezza dell’asina. E’ solo dopo quei fatidici 25 anni che si vede la bellezza profonda, quella che si annida sotto l’epidermide ed esce allo scoperto insieme alle rughe. Questo diceva mia nonna. Una bellezza che parla un linguaggio altro da quello delle fashion blogger e delle riviste di moda, che non si nutre di chirurgia ma risplende nella storia di ognuna. Certo, il tempo può fare paura, ne fa moltissima, eppure, se si riesce a dare allo scorrere degli anni un ritmo personale e lento, il tempo è solo vita che viene riempita, un giorno alla volta.
 
Per le donne a 50 anni,  la storia si fa ancora più delicata. E’ una età speciale, tutta da abitare. da riempire di sé e da godere, in ogni senso.
 

La bellezza di avere 50 anni è che, per chi non avesse appreso ancora l’arte di farlo, siamo in piena era “me ne infischio”. Dei giudizi, dei limiti, delle regole che non sono fatte su misura. E se non si è imparato fino alla cinquantesima candelina…è il momento di farlo.

 
Ma andiamo per gradi.

Si parla molto di cinquantenni in questo periodo. E una parte di me dice che “era ora”. Si tratta di una età spesso lasciata sotto coperta, non mostrata, corpi di cui ci si cura poco, che vengono dimenticati, sembrerebbe, dai più. Eppure a parlare di donne mature, qualcosa succede sempre. Da ventenne mi rammaricavo molto della mia forma fisica e del mio aspetto, ora che sono  una donna matura, cerco nello specchio quella storia che mi renda bella agli occhi della persona più critica che io conosco, me stessa. E so che lo fanno moltissime donne.
 
Le cinquantenni invisibili? Forse al cinema, anche se abbiamo film interessanti come il francese- Il complicato mondo di Nathalie (2018) di David Foenkinos. Ma a parte qualche regalo, per una donna che riesce a lavorare moltissime svaniscono. Eppure, per le strade, nei locali possiamo incontrare bellissime donne mature. Cinquantenni piene di sogni che cercano di non farseli portare via. Io ne vedo moltissime, spaventate talvolta, ma con lo sguardo che vuole brillare.  L’invisibilità resta un tema importante. Perché sembrerebbe che sotto certi aspetti, avere 50 anni, sia entrare in una nebulosa carica di tabù.
 
Pensiamo alla Tv delle ragazze. Le ragazze, oggi cinquantenni, sono donne piene e soddisfatte, capaci di leggere con ironia il passare del tempo ma anche di sentire la reazione della società alla loro presenza, come gioca il pezzo-provocazione di Angela Finocchiaro. L’allarme, in questo caso, viene lanciato in maniera forse non troppo politically correct, vista la polemica che ne è suscitata, ma intanto l’essenza arriva, le donne di 50 anni ci sono e per lo più sono invisibili, specie al maschile. Il fragore suscitato ci insegna che in realtà se non si vedono, si sentono.
 

Può una società in cui la qualità e l’aspettativa di vita si allunga, permettersi ancora di lasciare indietro le energie e le risorse delle donne mature? Dobbiamo, sul serio, restare aggrappate allo stereotipo dell’uomo che invecchia aumentano in fascino e la donna che invecchia e basta?

 
In questi giorni si è perso tempo dando importanza ad un uomo, prima che scrittore e qualunque altra cosa, che ha detto che le donne cinquantenni non sono amabili. Mentre il corpo di una donna di 25 anni è straordinario. Ma dai!! Quindi il tempo segna il corpo, una scoperta! La notizia è che si dia così spazio ad una banalità, per altro detta da un uomo non giovane. Ognuno può esorcizzare il tempo come crede e amare o farsi compagnia, con chi preferisce. Certamente gli assoluti sono discutibili e il principio sotterraneo a certe affermazioni spaventa.
 
Il fatto non che il corpo possa essere meno tonico, naturale se non a costo di molta attenzione e disciplina, ma che si leghi al corpo il principio stesso di amabilità. Si limita così l’amore ad una equazione come tonicità=amore come se l’amore non fosse che un sussulto dell’ormone e non una costruzione fatta di mille e mille aspetti. Anche le giovani donne devono essere amate per altro che non sia il seno sodo e la coscia tornita, hanno emozioni, sfumature e tutta la serie completa delle caratteristiche che rendono unica una persona. Uomo, donna o  quello che sia, ad ogni età.
 

Non si tratta di essere for ever young ma di essere for ever se stesse

 
Certo la pelle cede, la pancia si arrotonda, i chili se ne vanno con più fatica, bisogna capire come vivere i capelli bianchi ma il rapporto con il proprio corpo passa anche attraverso il pensiero e i bisogni. Le donne dovrebbero quindi pensare, non a quello che non si è state, ma a quello che si può diventare. Perché avere 50 anni è anche avere la libertà di amare la propria cellulite, come di iniziare ad andare in palestra o nella spiaggia naturista che ci si è sempre negate. Offrirsi una possibilità coerente con quello che si è sempre state o completamente nuova.
 
Le donne che hanno creato una famiglia intorno ai cinquanta anni si ritrovano o con figli abbastanza grandi da essere in buona parte autosufficienti o alle prese con il nido vuoto. L’autonomia e l’indipendenza dei figli diventa un banco di prova per capire cosa altro ci si è costruite mentre si crescevano i propri figli. Per la coppia è un test importante.
 

Quando il nido è vuoto e si rimane pura coppia o si riscopre il piacere di essere in due o la prigionia di un legame spento.

 
Le  strade possibili sono diverse e complesse ma per molte coppie è il momento della possibilità e le donne possono vivere una possibile crisi ma anche  un nuovo innamoramento. Molte prendono possesso di una stanza ora vuota e la trasformano in una stanza di lavoro, palestra, angolo personale, altre riscoprono la bellezza di una intimità nuova con l’altra metà o, ancora, si può decidere di riscoprire vecchie passioni o crearne di nuove. E’ sano pensare a se stesse senza perdere più tanto tempo a definirsi in buona parte in reazione al proprio ruolo di madre.
 

 
Essere donne mature permette anche una libertà di scelta che molte prima non si sarebbero permesse.  Facciamo diventare il tempo un passaggio e non punto di non ritorno. Sebbene la vita va in una sola direzione, sta a noi sperimentarla come un viaggio sempre nuovo o ancorarla in uno spazio stretto e disegnato da altri.
 

La Menopausa cambia molti equilibri ma non è necessariamente una tragedia

 
Amarsi è una possibilità da scegliere e vivere anche nella menopausa. Sulle prime, la fine dell’età fertile, gli ormoni, i cambiamenti del corpo e spesso dell’umore, spaventano. Come se ci si riscoprisse estranee a se stesse. Ma con un poco di attenzione, consapevolezza e l’aiuto dei giusti professionisti, questo momento di trasformazione può non essere il peggiore di sempre. Certo, potrebbero esserci dei giorni difficili ma si può ritrovare una nuova armonia e una nuova padronanza di se stesse. La liberazione dalla gravidanza e dal ciclo mestruale per molte donne è una festa, per altre può esserlo il sentirsi finalmente rinate, senza necessità di seguire altra strada che la propria.
 

La menopausa è da molte vissuta come la fine di un capitolo, ma è anche l’inizio di un nuovo volume della propria saga personale.

 
E alla ricerca di come essere amabili prima di tutto da se stesse, è bene creare piccoli gesti quotidiani. Nutrire l’autostima entrando in armonia anche con i proprio ritmi, conoscendosi meglio per approfittare di un momento della vita che è una possibilità.
 

Il corpo è un alleato per il piacere. Se non lo è ancora è il momento migliore per allenarsi a farcelo diventare

 
Le cinquantenni fanno sesso. E lo fanno sempre di più, se ne hanno voglia. La sessualità matura rende le donne cinquantenni “pericolose” da un certo punto di vista, perché sanno cosa vogliono, cosa cercano, e non si lasciano facilmente abbindolare, o almeno non così a lungo. La maturità tanto temuta è anche una occasione di libertà, di scelta, di manifestarsi nei propri gusti e desideri protette da una conoscenza maggiore di sé.
 
Oggi la donna matura può finalmente liberarsi dello spauracchio stereotipato della femme fatale ed esserlo a modo suo. Non ha certamente il corpo di una donna di venticinque anni ma ha imparato anche molto di più dalla sua vita e sa usarlo con una certa maestria. Libere da certi schemi mentali stereotipati, possono essere semplicemente libere di giocare.
 

Niente muffa tra i pensieri e felici di essere pienamente consapevoli di se stesse.

 
Le donne cinquantenni hanno davanti la meraviglia del mondo e possono imparare a prendere parte alla vita che vogliono. Una ruga in più pesa molto meno di sapere come  funziona il proprio corpo, delle idee chiare su cosa possa dare loro piacere, della capacità di accompagnare un/una partner a conoscere o riconoscere quali sono i propri desideri e le proprie voglie.
 

E se non vi ritrovate ancora in una donna che rispende nella gioia della sua età, sappiate che potete recuperare il tempo perduto. Amare e farvi amare, giocare, raccontare e crescere ancora. Vivendo con pienezza una vita per nulla finita, preparandosi così ad andare avanti per la propria strada con la serenità di una esperienza piena.

 
Avere 50 anni è esattamente quello che serve per rispondere facendo spallucce a tanti inconvenienti della vita. Basterà in semplice – Me ne infischio!
 


Pollicino:  Avere 50 anni e sentirli il giusto

L’Orco: Lo stereotipo della fine dei giochi

L’arma segreta: Imparare a giocare secondo le proprie regole, quali esse siano.
Marzia Cikada

Psicologa, psicoterapeuta, terapeuta EMDR. Libera Professionista, realizza laboratori di scrittura autobiografica. Si occupa di adolescenti e coppie. Ama le storie.

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