Privacy Policy Same Sex - Same Love - Same Relationship Crisis? Coppia omosessuale e terapia - Pollicino era un grande
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Same Sex – Same Love – Same Relationship Crisis? Coppia omosessuale e terapia

Se i mondi sono stati realmente costruiti dal Dolore è stato soltanto attraverso le mani dell’Amore, perché in nessun altro modo l’Anima dell’uomo, per la quale sono stati creati i mondi, avrebbe potuto raggiungere il pieno compimento della propria perfezione. Il Piacere per il bel corpo, ma il Dolore per la bella Anima.

Oscar Wilde, 1895
 

L’amore omosessuale è Amore.

 
Iniziamo con un concetto facile. Quando due persone si amano, si amano. Poi possono amarsi male, per motivi infiniti come le storie d’amore stesse. La coppia omosessuale, vive, in più, delle peculiarità, per altro non necessariamente presenti in tutte le coppie same sex. Si tratta di caratteristiche che è possibile vengano vissute come ostacoli ad una vita di coppia serena e appagante.
 
Love is Love, non vorrei neppure pensare di doverlo ancora ribadire. E, a dire il vero, anche il Sex is Sex, perché nelle coppie eterosessuali come nelle omosessuali, come in tutte le coppie al mondo, fatte di persone, l’amore ha un ruolo importante, come il sesso, anche quando si decide di non farlo o farlo in maniera meno convenzionale.
 
Ci siamo fin qui? Perché è bene che una psicologa ricordi che l’omosessualità non è una malattia. Non ci si passa l’omosessualità come il morbillo e non ci sono, come per il morbillo, vaccini a cui essere pro o contro.
 

Si è naturalmente gay, si amano naturalmente persone dello stesso sesso. Amen.

 
E ora parliamo di coppie same sex. Iniziamo dalle ricerche. Diverse di queste ripetono che nelle coppie omosessuali, il rapporto con i ruoli nella coppia sia ben più rilassato, se vogliamo, che in coppie etero, dove, per cultura millenaria e stereotipi, sovente, sembrerebbe chiaro chi deve fare cosa, con annesse e connesse discussioni e divergenze creative. Non c’è nella coppia una divisione netta dei ruoli, spesso anzi, viene rifiutata. Ci si trova quindi in una coppia dove è tutto da inventare. Il chi fa cosa, come il potere, nella coppia è negoziabile in ogni momento e il ruolo del denaro, delle mansioni da occupare sono da stabilire insieme.
 

Se da una parte questo permette di essere maggiormente dentro una coppia creativa, dall’altra, la mancanza di un canovaccio sedimentato nel tempo, può confondere.

 
Magari ci si occupa con piacere delle stesse cose, in maniera paritaria, e il non avere pattern relazionali definiti permette maggiore libertà di creare la coppia su nostra misura. Ma non sempre è così. Alcune coppie faticano e questo definirsi finisce per essere motivo di discussione.
 
Certamente il potere è una compagnia insita nella costruzione di una coppia, come le risorse personali, economiche e non solo. La coppia si trova a dover comprendere come gestire al suo interno, temi delicati che possono diventare spiacevoli campi di scontro.
 

Prima di tutto. Io so chi sono. E tu?

 
La buona resistenza di una coppia nasce e si fortifica nella chiarezza. Per le persone omosessuali è ancora di più una conquista poter dire IO SONO. Perché spesso si trovano a dover combattere per la loro accettazione e accoglienza. A partire dalla famiglia stessa, che dovrebbe essere il primario luogo di  amore e sicurezza senza riserve.
 

Se possiamo imparare  da subito di andar bene come siamo, lo impariamo a casa.

 
Se lì, nel nostro primo attaccamento, ci viene garantita la libertà di essere noi stessi, tutto il resto della nostra vita sarà più facile, anche se la società, ancora troppo spesso in ritardo sul presente, non è ancora pronta ad accoglierci senza fare troppe storie. Se però la famiglia è il primo posto dove ci sentiamo non accolt*, che ci dice che non andiamo bene, ecco che anche costruire una coppia e ancor più una famiglia, diventa complesso e in salita.
 

La mancanza di chiarezza ferisce la coppia

 
Se non ho dichiarato a me stess* e al mondo chi sono, se non sono uscit* dal mio armadio (coming out of the closet questo significa) per manifestare in tutta la mia bellezza,  la mia voglia di amare e di essere chi sono, anche le relazioni sentimentali ne soffriranno.
 
Anche perché, per prima, a soffrire è la persona che non riesce a dichiarare apertamente la propria omosessualità. Se non posso vivere per come sono, ma mi devo mascherare, in un rapporto etero che non sento, in una famiglia che mi ama ma non se sono gay, in un posto di lavoro omofobo dove devo essere omofobo io stess*, ecco che la mia salute, la mia capacità di stare bene nel mio corpo e nelle mie emozioni, vacilla.
 

Per questo la chiarezza è la prima medicina da prendere per star bene, chiedendo aiuto a chi si ha intorno, a professionisti e associazioni se necessario.

 
Una volta che sappiamo chi siamo e lo rendiamo visibile al mondo, possiamo costruire il nostro nido con più serenità. La possibilità di viversi apertamente aiuta la coppia, ma bisogna essere in due.
 
Il/la partner che nella coppia vive maggiore difficoltà, legata alla difficoltà di dichiararsi, perché non è esplicito il suo orientamento in famiglia o tra gli amici stessi, potrebbe vivere male la coppia. Vivere male anche la tranquillità della persona amata. Anche se la si ama. O per invidia della sua guadagnata sicurezza o per fatica personale nell’accettarsi, la coppia non riesce a definirsi alla luce del sole e questo provoca distanza emotiva e rabbia, che facilmente si  trasforma in rancore.
 
Anche chi nella coppia è più liber* da paure, che ha fatto i conti con stereotipi, omofobia interiorizzata e giudizi del mondo, potrebbe star male nel vedere la persona cara faticare a vivere serenamente la relazione, a nascondere la coppia, a non voler uscire allo scoperto. Divis* tra il legame amoroso e la voglia di proteggere e il desiderio di poter manifestare la propria coppia liberamente, questa fatica può trasformarsi in distanza e mettere in crisi la coppia.
 

La costruzione di un amore Non ripaga del dolore È come un altare di sabbia In riva al mare Ivano Fossati - La costruzione di un amore

 

L’amore che non può brillare alla luce del sole, rischia di spegnersi. Amarsi di nascosto fa male all’amore.

 
Sebbene all’inizio possa sembrare eccitante, per alcuni, quando la coppia diventa stabile non è facile progettare se non si è dichiaratamente omosessuali per il mondo. Per le famiglie soprattutto. Essere l’amica o l’amico speciale per anni, il migliore degli amici, diventa doloroso. Si vuole convivere non essere coinquilin*. Si vuole camminare mano nella mano, non dandosi pacche sulle spalle.
 

Anche accettare di restare in ombra per tutelare la coppia da possibili attacchi esterni, da giudizi e omofobia, arreca più dolore di quanto non protegga.

 
La coppia ha bisogno di dire al mondo “Stiamo insieme, ci amiamo, siamo una coppia, vogliamo vivere insieme…” senza timore di vedersi ferire o giudicare, ancor peggio fare del male fisico, attaccare, limitare nelle libertà che dovrebbero essere date in un paese civile. La coppia si scontra in questo con il contesto sociale di provenienza e per crescere un amore sano, occorre tutto il villaggio. Amici, parenti, conoscenti, istituzioni, professionisti. Le coppie omosessuali,  hanno bisogno di almeno alcune di queste risorse per poter mettere al sicuro il loro amore.
 

La costruzione di un amore passa attraverso la conoscenza ma anche la consapevolezza di se e dell’altr*

 
La difficoltà a definirsi a se stessi e davanti agli altri (famiglie, amici, lavoro)  è segno infelice di omofobia interiorizzata. Aspetti negativi che vengano attribuiti all’essere gay che diventano profondi dentro la persona, che senza neppure esserne consapevole, si comporta seguendone dettami, giudizi, morale.
 

Parliamo della difficoltà per molte persone omosessuali di liberarsi del peggior giudizio negativo possibile, il proprio.

 
Si finisce con l’essere giudici di se stessi senza empatia che finiscono per il sentirsi in colpa, non meritevoli di amore e di costruire una famiglia, perché ci si riconosce come un errore, malati, colpevoli della propria stessa sessualità. Quale nemico peggiore che noi stessi? Affrontare questo è la battaglia più faticosa, ma anche la più necessaria.
 
Per le persone gay il peso del minority stress, lo stress che si prova a far parte di sottogruppi, minoranze, è spesso decisivo della qualità della propria vita. E quando questo entra nella coppia tutto si complica. Parliamo di discriminazione e violenza, traumi ma anche, senza cicatrici visibili, di stigma percepito verso la propria omosessualità. Ci si riferisce, con questo termine, alla percezione del forte il rifiuto verso quello che si è, accade che più lo sento forte, più tenterò di fuggirlo o di trovare altri modi per difendermi. Come leggiamo in articoli come quello, seppur datato 1989, di Crocker, MayorCrocker e Major  (Social stigma and self-esteem: The self-protective properties of stigma in Psychological Review), in questi casi, sono alcune le risorse fondamentali per superare lo stress. Parliamo dei più importanti  facilitatori sociali come gruppi di amici, non solo omosessuali ma eterosessuali, per non parlare del ruolo, fondamentale, delle associazioni.
 


 

I rapporti omosessuali si interrompono perchè facili al tradimento?

 
No. Le coppie omosessuali non si lasciano perché sono inclini a farlo, perchè tradiscono di più. Come per le etero, la fedeltà è una costruzione sociale accolta in molti dei rapporti duraturi. Sebbene il nostro Stato abbia ritenuto opportuno non inserire regole l’obbligo di fedeltà ( ex art.143 cod.civ. ) nelle unioni civili, le coppie same sex vivono la monogamia in modo simile alle altre, patendola o vivendola spontaneamente, come buona parte del globo. Quindi, quando non scelgono liberamente di vivere una coppia aperta o altre forme di amore, proprio come per gli eterosessuali, il tradimento non è più presente che in tante altre coppie.
 
Il valore che viene dato alla fiducia e all’onestà, sopratutto tra i giovani, è alto. Nello studio Choices: Perspectives of Gay Men on Monogamy, Non-Monogamy, and Marriage (2016) Lanz Lowen e Blake Spears hanno presentato due studi su coppie di lunga data e in salute, sia monogame che non. In entrambi i casi, quello che rende la coppia forte e sane è la comunicazione chiara, la cura reciproca, un grande lavoro quotidiano per stare insieme. La scelta è amarsi, trovare il proprio come farlo e poi rinnovare la scelta, e la fatica, ogni giorno.
 

 

Il peso delle storie personali, spesso di rifiuto e abbandono, è maggiore nelle coppie omosessuali

 

La coppia omosessuale vive sovente uno stato di maggiore impegno nella relazione perchè deve vincere la disapprovazione e lo stigma che famiglie di origine e società potrebbero manifestare (Corinne Reczek 2016), per questo ogni passaggio nel ciclo vitale della coppia è ragionato, spesso più e più volte.
Come se si dovesse sempre dimostrare di più di tutte le altre coppie al mondo. Dall’innamoramento alla genitorialità, alla separazione stessa.

 

Genitori o no?

 

Come gli etero la questione figli prende uno spazio importante nella coppia same sex ma, a differenza degli etero, non è possibile diventare genitori per disattenzione o sbaglio. Anzi. Ci vuole determinazione e costanza nel progetto per trovare la strada migliore per dare voce alla propria voglia di avere figli. Siamo inoltre in Italia, in una situazione dove chi non è genitore/genitrice biologic* del neonato non si vede riconosciuto il diritto e il dovere che è proprio della genitorialità. Se, sul versante tutela, sono molte le sentenze creative per riconoscere le famiglie omosessuali, che esistono, di dato non c’è nulla. Ecco che scegliere di essere genitori, mamme o papà, diventa un momento difficile per la coppia che si vede, di nuovo, a doversi confrontare con leggi, contesto sociale, famiglie, amici, accuse di egoismo tra le più svariate. In questa fase, molte coppie vacillano. Sostenere questa scelta, aiuta le persone a restare serenamente legate al loro desiderio, permette di immaginare e costruire la propria immagine di mamma o papà, invece che perdersi nel sentirsi, una volta in più, giudicat* e ferite.

 

Terapia di coppia? NOI? Anche no.

 
Non sempre le coppie in crisi arrivano a chiedere aiuto. Ancor meno se sono coppie same sex. La paura di ritrovarsi in un ambiente giudicante, blocca sul nascere ogni possibilità di avvicinarsi alla stanza del/della professionista. L’abitudine è quella di essere sotto il microscopio, di essere etichettat*, perchè mettersi da sol* in tali situazioni? Molti stereotipi e timori negano alle coppie omosessuali la possibilità di una accoglienza e un aiuto da parte della psicologia.
 
Mentre sarebbe un recupero di serenità chiedere aiuto per parlarsi, per trovare nuove soluzioni, per cambiare verso la coppia che si vuole essere. Coinvolgere la coppia è un dovere del/della terapeuta. E’ necessario sempre, creare uno spazio sicuro, dove poter svuotare il carico di rabbia, dolore, tristezza, paura che è dentro la coppia, nella sua storie e nei/nelle sue parti. Ascolto e empatia, insieme ad una preparazione ad hoc, sono elementi che non possono mancare mai, ancor meno in situazioni che partono con un valore aggiunto, seppur sgradevole, quello della discriminazione e del pregiudizio. Pregiudizio che talvolta è quello che si deve essere anche meglio delle coppie eterosessuali e quindi, che non ci si può proprio permettere di entrare in crisi.
 
Le condizioni di vita sovente diverse da quelle delle coppie non omosessuali, sono le prime da valutare. Lo spazio del counseling psicologico deve essere un luogo protetto dove sperimentare a tutto tondo l’accoglienza, quella che potrebbe non esserci da parte della società. Costruire una nuova esperienza dopo quella del rifiuto per poter lavorare insieme per il bene della coppia.
 
Ma una cosa le ricerche ci tengono a farci sapere. Una informazione che deve essere una spinta a credere di poter vivere bene e serenamente, tutto il tempo che sarà possibile, finché sarà possibile.
 

Non ci sono indicatori che ci possano dare alcuna informazione precisa sul livello di felicità di una coppia etero VS coppia omosessuale.

 
Buon amore, di qualsiasi colore e sfumatura sia!


Pollicino:  Essere una coppia same sex (e non solo!)

L’Orco: La discriminazione e il vissuto di rifiuto che faticano a far mettere su famiglia

L’arma segreta: Imparare e essere quello che si è e imparare a farlo in due
Marzia Cikada

Psicologa, psicoterapeuta, terapeuta EMDR. Libera Professionista, realizza laboratori di scrittura autobiografica. Si occupa di adolescenti e coppie. Ama le storie.

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