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POSE - serie Tv - Netflix - Pollicino era un grande
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POSE – serie Tv – Netflix

Essere donna è un dono della natura oppure, come nel mio caso, un regalo che mi sono fatta da sola.
Vladimir Luxuria
 
Pose nasce come qualcosa di speciale, pensiamo solo che ha nel cast il più numeroso numero di persone transgender della storia, in ruoli principali e non di passaggio!
 
Pose è la serie creata da Ryan Murphy, insieme con Brad Falchuk e Steven Canals e racconta la storia di diverse figure del mondo LGBT, per lo più persone transessuali che si sostengono, combattono per la loro dignità e per la loro vita. Sono gli anni dell’AIDS, vissuta da alcuni come la punizione per comportamenti sessuali non accettabili negli anni che più sono stati segnati da un altissimo numero di morti.
 

Una serie che commuove a ritmo di danza

 
Trama – E’ il 1987 e siamo a New York. Gli anni dell’AIDS e dei soldi facili. Blanca (MJ Rodriguez) decide di mettere su la sua CASA e diventare la Madre di un gruppo di ragazze e ragazzi che non vivono in strada o di espedienti perchè cacciati di casa per il loro orientamento o identità sessuale. Le Case (Houses) sono vere e proprie famiglie che nascono su storie di abbandono e sofferenza, tutte protette da una “madre” e definite da regole precise di convivenza. Blanca è sieropositiva e vuole lasciare un mondo migliore per i suoi “figli”. Sulla sua strada la vecchia “Madre”Elektra Abundance (Dominique Jackson), l’amica Angel, (Indya Moore) transessuale legata a Stan (Evan Peters), uno yuppie  con moglie e figli e il giovane Damon (Ryan Jamaal Swain), cacciato di casa e con la passione per il ballo. La serie affronta le emozioni, la rabbia, la ricerca della propria identità e il perdono, verso se stessi e verso chi ha ferito. Tutto a ritmo di danza e con molta bellezza.
 

Ma cosa sono le Ball? Le Ball(room) sono competizioni note nella subcultura LGBT+ durante la quale persone singole o gruppi, appartenenti a Case (Houses) sfilano, danzano, si mettono in posa in risposta a determinate categorie, che vanno dalla più sensuale alla rappresentanza di determinate professioni – es. uomo del meteo. Si vince un trofeo. Al suono di “La categoria è…” iniziano le sfilate che hanno come reale obiettivo, la conferma di essere visibili ed esistenti in una società che non accetta chi non è eterosessuale – meglio se bianco e benestante. La Ball diventa un modo per trovarsi, per farsi forza, per salvarsi.

 
Il mondo colorato delle Ball, con la loro musica, nasconde storie cariche di sofferenza e paura. Paura di morire, per l’epidemia di AIDS proprio in quegli anni all’apice, nell’indifferenza di buona parte della comunità. Nella serie si affronta la difficoltà per queste persone di avere un posto a casa, il trauma di non essere accettate, di doversi nascondere. Quasi tutti sono scappati o sono stati cacciati dalle loro famiglie di origine, che non comprendono la loro difficoltà, il loro essere donne in un corpo di uomo, che cercano una corrispondenza tra quello che vedono e quello che sono.
 

La famiglia è quella che scegli per te

 

Dio ci ha donato i parenti. Grazie a Dio possiamo sceglierci gli amici. Mary and Max (film)


 
Le famiglie che si formano nelle Ball, si basano su accettazione e comprensione, su empatia e voglia di essere finalmente manifesti, visibili in un mondo che l* vuole invisibili. Lontane da legami biologici che non riescono a risanarsi, l’amicizia e l’affetto sono tangibili, cemento che lega e rende forti. Si comprende quindi il desiderio di chi vuole farsi operare, per rendere il proprio corpo di uomo, finalmente, in tutto e per tutto un corpo di donna, con quello che significa spesso nelle relazioni che si creano. Nella serie sono quasi tutte donne, vere donne, nate uomo. Una occasione per entrare in un mondo delicato quanto complesso.
 

Le forme di discriminazioni sono anche interne

 
La serie ci fa riflettere su come il mondo discriminato non sia solo uno. Di come ci siano fratture nei diversi gruppi, di come sia umana la facilità di giudizio, di bullismo, di ferire la persona accanto a noi. Non è il mondo LGBT quello messo da parte, ma più mondi, ognuno con le sue regole e il suo dolore. Per esempio, viene sottolineato come il mondo gay spesso non sia in grado di accogliere il mondo Transgender, mettendolo in un angolo e mancando di rispetto a chi ne fa parte. Blanca cerca di entrare in un locale gay, finendo mal menata e in prigione. “Non sei Rosa Parks” (la donna nera  statunitense simbolo del movimento per i diritti civili, famosa per aver rifiutato nel 1955 di cedere il posto su un autobus a un bianco) le dirà Elektra, sottolineando la difficoltà da parte di tutti di accogliere. Così come le donne transessuali avanti nel loro percorso, bellissime e femminili, discriminano chi sta facendo i conti con la sua identità ed è all’inizio della sua strada per vedere nello specchio l’immagine che si riconosce come propria.

 

Nascondersi nella “normalità”

 
Una riflessione a parte la storia tra la bellissima Angel e Stan, uomo all’apparenza tutto in regola, eterosessuale, sposato, padre, con un lavoro nella Trump Tower.
 
Seppure sembrerebbe lei quella che lotta per sopravvivere in un mondo carico di discriminazioni e sofferenza, è Stan quello più carico di dolore per una vita repressa. Si innamora di Angel pur vivendo da yuppie e vive con conflitto la sua attrazione per lei. Dice Stan in uno scambio centrale nella loro relazione:
 

Non sono niente. Voglio quello che dovrei volere, metto quello che dovrei indossare e lavoro dove dovrei lavorare. Non credo in niente. Mai fatta una guerra e mai ne farò… Compro cose che non posso permettermi, non sono davvero mie. Io non vivo, non credo, io accumulo. Sono un brand. Un bianco del ceto medio. Mentre tu sei chi vuoi, anche se il prezzo che paghi è essere emarginata dal resto del mondo. Sono io quello che si traveste. E’ sbagliato che io voglia stare con una delle poche persone al mondo che non lo fa? Che voglia avere nella mia vita una persona che so essere reale?

 
In definitiva Pose è una serie carica di riflessioni, bella e piena di bellezza e creatività, una serie che apre finestre su mondi spesso meno conosciuti, critica quella che non è solo la vita nel 1987 – in vero è molto attuale – e commuove, anche se ogni tanto con abbondante retorica, con storie che riempiono di dubbi chi vive di sole certezze. Vedetela, imparerete molto.

 


Pollicino:  La ricerca di se stessi a passo di ball

L’Orco: La lotta contro una società che non riconosce le persone LGBT+

L’arma segreta: Trovare qualcuno che creda in te per crederci di nuovo
Marzia Cikada

Psicologa, psicoterapeuta, terapeuta EMDR. Libera Professionista, realizza laboratori di scrittura autobiografica. Si occupa di adolescenti e coppie. Ama le storie.

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