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Come Ti Intervisto un Pollicino – Rossella Boriosi autrice di "Nega, Ridi, Ama" - Pollicino era un grande
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Come Ti Intervisto un Pollicino – Rossella Boriosi autrice di “Nega, Ridi, Ama”

POLLICINO ama le donne e le ama in ogni loro stagione. Ma una più delle altre sa di dover far conoscere, quella delle donne mature che vivono la menopausa. Questo blog ne ha già parlato, perchè le donne intorno ai cinquanta, quelle che il mondo ancora spinge in un angolo hanno vitalità e potere da vendere. Per questo, da quando ha letto per la prima volta “Nega, Ama, Ridi” ha deciso di farlo leggere e di parlare con Rossella, che dimostra come si possa ridere con piacere anche in questa fase della vita, di come le amiche siano le migliori compagne di viaggio e di quanto sia difficile cambiare il pensiero di una comunità pronta a sottovalutare le donne.
 
Con chi parliamo oggi? Oggi Pollicino vi presenta e vi racconta Rossella Boriosi autrice del libro “Nega, Ridi, Ama” per la Giunti (2016) e creatrice del blog Grimilde.
 

Rossella Boriosi

Lei si descrive così :

Classe ‘66, milanese per sbaglio e perugina per scelta, ho tre figli, un gatto obeso e un marito polacco che si crede napoletano e che vive in India. Rubo gli abiti dal guardaroba della primogenita, non mi trucco e sono ufficialmente la regina della menopausa.

Perchè è importante parlare con lei di menopausa? Perchè manca ancora una cultura e una accoglienza di questo momento della vita delle donne. Siamo ormai vicine ad una lunga vita, la qualità della vita è migliore dei decenni passati, eppure le donne mature, quando finisce la loro fertilità, sembrano diventare invisibili. Invece ci sono e si mostrano in tutta la loro energia. L’idea menopausa=perdita di ogni attrattiva non è reale ma solo una immagine stereotipata portata avanti da una parte del mondo. Rossella ci aiuta a ridere e comprendere come si possa essere in menopausa, felici, allegre e indossare converse colorate.
 

BENVENUTA Rossella, iniziamo con il chiederti come è successo che hai deciso di parlare di menopausa?

 
Io in realtà non volevo affatto parlare di menopausa.
 
Sono una di quelle donne a cui era stato detto che la gravidanza tardiva avrebbe fatto un gran bene, così mi sono trovata a partorire il mio terzo figlio con l’ultimo ovulo disponibile. Nella mia famiglia d’origine, da parte di madre, c’è una lunga e consolidata tradizione in fatto di menopause precoci così, quando ho visto che dopo il capoparto non arrivava più nulla, ho capito che non avrei fatto eccezione.
 
Sono scivolata nella menopausa all’improvviso e quasi accorgermene, senza nessuno dei disturbi classici associati a questa fase ma destabilizzata dal fatto di ritrovarmi allo stesso tempo puerpera e ufficialmente nella mezza età.
 
Come una specie di adolescente attempata mi sono trovata allora nella necessità di definirmi, di trovare un’immagine in cui riconoscermi, studiando la rappresentazione che i media e i magazine offrivano delle donne della mia età.
 
È stato così che mi sono accorta che non esisteva alcuna rappresentazione plausibile e che si preferiva oscillare stancamente tra Monica Bellucci e Nonna Papera, rappresentando le donne mature attraverso stereotipi sciatti e monodimensionali e parlando della menopausa esclusivamente in termini medici o parodistici.
 
Devo aggiungere che mentre cercavo l’equilibrio tra menopausa e puerperio mi sono  trovata anche ad affrontare le scoppiettanti adolescenze delle figlie più grandi. Per metabolizzare il tourbillon ormonale di tutte avevo raccolto le nostre frustrazioni in un manoscritto – “L’ultima volta che ho avuto sedici anni” – che spedivo alle case editrici sperando in una pubblicazione..
 
Un giorno ricevo la telefonata dalla casa editrice Giunti: vogliono che vada a Firenze. Mi presento tutta garrula per firmare il contratto di pubblicazione del libro sull’adolescenza quando il mio interlocutore mi guarda e fa: “No, niente adolescenza. Lei ha proprio la faccia giusta per parlare di menopausa.”

E sì, sono sopravvissuta anche a questo.
 

Il tuo libro, coltiva una risorsa fondamentale nella vita delle protagoniste. Parlo
dell’amicizia che si respira pagina dopo pagina, accompagnando tutte le fasi della storia. Che ruolo ritieni abbia l’amicizia nel benessere delle donne (ma certamente nella vita di tutti) e nello specifico nella fase della vita che racconti?

 

Le amiche sono state indispensabili: non avendo un modello sociale e culturale in cui riconoscersi, ci siamo trovate a specchiarci l’una nell’altra e a cercare reciproche rassicurazioni. Eravamo piene di progetti e desideri, ci sentivamo ancora in fase propulsiva, eppure il corpo diceva che stavano invecchiando e – peggio ancora – il mondo gli dava ragione.

 

Non riuscivamo a capire perché, proprio quando sentivamo di non essere mai state più forti, libere e coraggiose, ci si aspettava che facessimo un passo indietro e venivamo definite solo in termini di mancanza e sottrazione.

 

Questo era molto destabilizzante e per un certo periodo ci siamo interrogate sull’opportunità di mantenere un certo abbigliamento, atteggiamento e stile di vita. Abbiamo dovuto fare un lungo lavoro di introspezione per capire il paradosso della menopausa: si parla sempre della perdita della fertilità come qualcosa di invalidante, qualcosa che quasi fa venir meno la nostra stessa identità di donne, e non ci viene detto che quella forza creativa che si esprimeva nella potenziale maternità la menopausa la reindirizza verso noi stesse. Così, mentre il mondo ci ricorda che abbiamo imboccato la parabola discendente della vita, superate le turbolenze della fase iniziale ci accorgiamo di avere acquisito superpoteri quali esperienza, visione, forza, conoscenza dei propri limiti e coraggio per superarli.

Se non ci fossero state le amiche a confermare che anche per loro era così, avrei pensato di essere impazzita.

 

Si parla ancora troppo poco -e male – di menopausa e questo crea difficoltà alle donne ma anche negli uomini. Ti hai scelto di farlo con ironia. In che modo pensi che
questa possa aiutare le donne a sopravvivere al loro corpo?

 

La menopausa porta con sé un momento di grande smarrimento anche se si ha la fortuna di affrontarla senza troppi disagi, specialmente nella fase iniziale in cui fatichi a capire per quale motivo ti si annebbi la mente, ti venga da piangere senza motivo e il corpo raggiunga temperature di fusione in piena autonomia anche quando fuori fa freddo. Io non ho avuto grossi problemi dal punto di vista fisico, ma emotivamente è stato un tourbillon di cui rifuggo anche il ricordo.

 

Mio marito non capiva perché all’improvviso fossi così incredibilmente triste e arrabbiata, né di cosa lo accusassi. Quello è stato anche il momento in cui siamo stati più vicini alla separazione.

A fronte di questo sconquasso,ridere del problema è stato il primo passo per prenderne le distanze, ridimensionarlo e tirare il fiato per pensare a un rimedio: ho visto amiche rinascere con la terapia ormonale sostitutiva e altre che, inquadrato il problema, lo hanno annientato con una battuta ben assestata.

 

DOMANDE DI RITO. Le donne in menopausa sembrano avere molto di Pollicino, qual è il loro Orco?

 
Frequento una pagina facebook frequentata da donne che attraversano la menopausa. È interessante notare come l’ingresso delle nuove utenti sia caratterizzato da incredulità, sgomento e tristezza: sembra proprio che senza ciclo mestruale la nostra identità si sfilacci A me non piace raccontare la menopausa in maniera iperbolica e depressiva – è, di fatto, una rinascita – ma devo ammettere che quando facciamo il nostro ingresso in questa età c’è un momento di durata variabile in cui perdiamo il nostro baricentro.
 
Le nostre tre età – anagrafica, sociale e percepita – vanno tutte e tre fuori sincrono e dobbiamo iniziare un lavoro di introspezione per riallinearle. Quel momento di confusione è, per me, il vero orco della menopausa. C’è da dire che lo domiamo in fretta
 

Quale arma segreta può aiutare le donne?

 

Pollicino sconfigge l’orco grazie alla fiducia in se stesso e noi donne dell’età di mezzo dovremmo imparare a fare altrettanto. Quando lo sguardo che il mondo ci getta addosso è diverso da quello con cui noi guardiamo noi stesse, solitamente più indulgente, è il nostro a dover essere preso in considerazione. Ne deriva che se uno scrittore francese dichiara di non provare interesse per le donne della nostra età, ma noi ci troviamo fighissime e irresistibili, siamo noi ad aver ragione.

 

L’arma segreta per sconfiggere le paturnie della menopausa è quindi rinnovare la fiducia in noi stesse. Voglio dire, guardateci: amiamo, lavoriamo, viaggiamo, leggiamo, siamo formidabili consumatrici di cultura, cresciamo i piccoli, accudiamo i vecchi, presidiamo la salute di tutti, siamo snodi fondamentali nei processi di integrazione – e, se vogliamo dirla tutta, sembra anche che la nostra categoria sia la più apprezzata su Youporn. Gli scrittori francesi dovranno trastullarsi altrove, ché non abbiamo tempo da dedicare loro.

 

POLLICINO RINGRAZIA L’ALLEGRIA, LA VIVACITÀ E LA GENTILEZZA DI ROSSELLA. CERTAMENTE SONO MOLTE LE DONNE CHE AVRANNO IL PIACERE DI LEGGERE E RITROVARSI IN QUESTO LIBRO E NON SAREBBE MALE CHE ANCHE QUALCHE UOMO DESSE UNA SFOGLIATA PER POTER COMPRENDERE IL MONDO CHE SI MUOVE E SI TRASFORMA IN CHI HANNO ACCANTO, MOGLI, COMPAGNE, AMICHE, SORELLE.

 

Avete voglia di saperne di più? Rossella potete leggerla sul suo blog o seguirla su Facebook o ancora andare a comprare il suo libro. Di seguito i linkper rendere tutto più semplice.

Blog –  www.grimildeblog.it

Pagina FB –  https://www.facebook.com/rossella.boriosi

Per comprare il libro ci sono tante strade, qui vi indichiamo – Amazon 

Marzia Cikada

Psicologa, psicoterapeuta, terapeuta EMDR. Libera Professionista, realizza laboratori di scrittura autobiografica. Si occupa di adolescenti e coppie. Ama le storie.

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