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Bonding - Serie Netflix - Pollicino era un grande
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Bonding – Serie Netflix

Ti ho fatto eiaculare l’anima

Tiff a Pete

 

Nell’universo delle serie Netflix si sta cercando di portare un messaggio: l’amore e il sesso sono sempre positivi, basta conoscere i limiti e seguire consapevolmente se stessi.
 
Ecco quindi che viene proposta una piccola serie con i toni della commedia, con episodi brevi, che parla di sesso BDSM, mistress/dominatrici e amicizia con leggerezza, un sorriso sulle labbra e un velo di normalità che riporta storie come 50 sfumature di grigio in un angolo. La serie “Bonding” è creata da Rightor Doyle e nasce da sue esperienze personali e ci racconta tra latex e manette, che giochiamo tutte con le maschere, anche quando non facciamo sesso. 

 

Bonding ci racconta che il piacere non è mai patologico – con tutte le particolarità del caso e che se ne può parlare. 

 

 

TRAMA – Tiff , in realtà Tiffany – l’attrice Zoe Levin– studia psichiatria ed è una dominatrice professionista. Un giorno, avendo bisogno di un assistente, inizia a lavorare con Pete – l’attore Brendan Scannell ragazzo timido e omosessuale in cerca di amore che conosce dai tempi del liceo e con cui ha una relazione di amicizia particolarmente profonda. Entrambe sono figure ai margini e insicure anche se per motivi molto diversi. Inizialmente sembrerà che il suo essere una mistress sia profondamente radicato in lei, ma lentamente e con l’amicizia si Pete, lei imparerà a mostrare la sua fragilità mentre Pete acquisirà più sicurezza in se stesso. Ed entrambi si innamoreranno, guarda caso di compagni senza troppe fantasie particolari nella testa. 

 

I vari episodi introducono lo spettatore nel mondo del sesso sadomaso, insegnando anche un po’ di terminologia, come per esempio nella puntata in cui si parla di “pioggia dorata” a chi non conosce questo mondo. 

 

Ma quello che più passo puntata dopo puntata è il ruolo fondamentale del sesso come comunicazione, come possibilità di relazione. Si trasmette che non c’è patologia se si è in armonia, se c’è una scelta adulta.

 

Coppie annoiate che imparano a conoscersi, uomini di affari che vogliono lasciare andare il controllo, i clienti di Tiff e Pete sono persone,  semplicemente persone che cercano attenzione e trovano nel gioco-giogo della sottomissione il loro modo di star bene. 

 

Il bisogno è sempre quello di essere amat*

 

Puntata dopo puntata il messaggio di Bonding è che, quale che sia la sua manifestazione, il bisogno di ognuno è di essere amat*, di avere una persona accanto capace di comprendere e con cui affrontare la vita. Ecco quindi che anche i protagonisti finiscono la serie in coppia. E colpisce come Tiff scelga un ragazzotto semplice ma di buoni sentimenti, che con i suoi modi riesce a mostrare alla ragazza che, seppure la spaventi, è pronto a conoscerla davvero. 

 

La serie si scaglia contro chi usa il sesso come arma, contro una società per cui la donna è, alla fine, una bella preda.

 

E lo fa con la figura del viscido insegnante di psichiatria che mentre racconta dei limiti della psicoterapia e del transfert -citando Freud- ci prova spudoratamente con le studentesse. Tiff pareggerà i conti con lui, e con tutto il genere maschile che l’ha fatta spesso sentire sola e solo un corpo, difendendo anche una collega sprovveduta.  

E’ importante proteggersi nel mondo delle relazioni e conoscere che non ci si può fidare sempre. Anche se, da professionista sanitaria, non posso che sottolineare la mancanza assoluta di etica nel personaggio del professore, ben oltre i confini di ogni codice deontologico. Umano ancor prima che professionale. 

 

La Vergogna è una costruzione sociale

 

Tutti credono che sia solo un lavoro sessuale, invece è la liberazione dalla vergogna. 

Tiff

 

Nelle prime puntate troviamo l’anima di Bonding. Tiff ci racconta come una dominatrice fa molto di più che legare mani e piedi a una persona ma gli offre una possibilità. La cultura ha messo in un angolo certe pratiche, definendole malate, ma ancor di più ha creato la vergogna per il sesso, per la sessualità, per la libera espressione di quello che siamo. E’ la vergogna la peggiore delle emozioni, che colpisce violentemente autostima e amore per se stessi.
 
La vergogna è il nemico da de-costruire per evitare di credersi sempre sbagliati. E questo passa per la cultura, anche con una serie tv che insegna il gioco e il sorriso e che ci dice che amore e giochi sessuali possono coesistere. E’ bene conoscere il sesso e capire in che modo vogliamo abbia a che fare con noi, ma è soprattutto importante imparare a conoscerci e a non mettere etichette patologiche su pratiche e modi di vedere il mondo che forse, semplicemente, non ci appartengono ma non sono sintomo di patologia, se non modi di esprimere il proprio intimo. 

 

In fondo, come risponde Pete a Tiff, convinta che il sesso rovini tutto, non è questo, ma è il sesso fatto male che rovina tutto. Dove fatto male significa, non solo con poca conoscenza e pratica ma anche con poca consapevolezza e conoscenza di se e di chi sta con noi. 

Marzia Cikada

Psicologa, psicoterapeuta, terapeuta EMDR. Libera Professionista, realizza laboratori di scrittura autobiografica. Si occupa di adolescenti e coppie. Ama le storie.

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