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Quello che vorrei sapessi sul tuo cambiamento - Pollicino era un grande
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Quello che vorrei sapessi sul tuo cambiamento

Quello che vorrei sapessi è che ogni giorno può essere quello in cui si inizia a cambiare.    

 

Che puoi scegliere come vivere e anche non scegliere rientra nelle possibilità.

 

Sei soltanto tu a conoscere le risposte e a poter fare sempre nuove domande.

 

Anche quando viene da pensare sia tardi, le lancette possono prendere a girare al contrario. Finché ogni giorno diventa un dono da assaporare e non una fatica da sopportare.

 

Come comincia? Fermarsi. È quello il primo passo per sperimentare il potere di modellare il tempo.  Diventi presente, capisci quanto tutto sia sacro. Impari che è proprio la sacralità che accomuna ogni forma di vita. Senti la sua inviolabilità. Il filo invisibile che tesse insieme i destini del mondo.

 

Quando accade, vedi con altri occhi quello che hai intorno, il tuo sguardo è diverso e provi, forse per la prima volta, la piena sorpresa. Accogli la tua vulnerabilità e diventi invincibile.

 

Cosa puoi fare?  Inizia a chiederti chi tu sia. Anche adesso. Lo facevi da piccol*, ricordi? Davanti ad uno specchio, stringendo un pezzetto di legno, imparando a camminare. Poi hai smesso. Fallo adesso. E poi indica la direzione verso cui vuoi andare. Così avrai chiara l’idea della strada da fare per arrivarci. Anche solo un passo, nella giusta direzione, è una rivoluzione. La sola bussola di cui servirti è dentro di te.

 

E’ questo che facciamo. Ricercare chi siamo, afferrarne il senso. Possiamo scegliere di farlo consapevolmente o arrancando nel buio, immers* in quello che decidiamo di non vedere. Ma poi, una volta scelta una direzione, lanciamo noi stess* verso quel punto e scopriamo di poter volare.  

 

Non importa quanto ti portino in alto le tue ali. Importa riconoscere di poter alzare la tua ombra da terra. Importa sentirsi in volo. Falco o passerotto, realizza la meraviglia che è dentro di te.

 

Allenati a sentire il senso di ogni singola vita. Senti il filo che connette il nostro pensiero con la mano, il sasso, il fiume, la rotaia, la libellula, il felino. La persona amata, la persona odiata. Anche quella.  

 

L’altro sei tu, lo contieni e, insieme, lo definisci.  

 

Il movimento e lo star fermi, si racchiudono uno nell’altro.  

 

La musica e il silenzio, danzano insieme, senza stonature.  

 

Diventa capace di ascolto partendo da te e sarai pronto a stare con gli altri. Potrai sentire il dolore di chi ti è accanto, il suo vuoto si riempirà con il tuo pieno. Insieme assume senso vivere, superare la paura, risolvere il dovere in una possibilità. Potresti non trovare una risposta immediata, non per questo sarà un fallimento.  

 

Abita una casa e con la stessa cura abita il Pianeta. Non come chi conquista ma come chi custodisce.  

 

La forza è cercare la coerenza, coltivarla attraverso la consapevolezza del dolore e della sua assenza.  

 

Rispetta il legame che ogni essere vivente ha con la tristezza. 

 

E quando entri in contatto con la tua umanità, la violenza si spegne. Riconosce la sua inutilità.

 

La rabbia diventa un fuoco che segna la via per cambiare, non devasta ma spinge in avanti. Non ferisce ma racconta.

 

Scopri che non c’è significato nel dare sofferenza con l’intenzione di farlo. Tu sei ogni persona e ogni persona ti può riconoscere in sé. Spezzare questa continuità è la maledizione di cui è bene non macchiarsi. Una voce che resta inascoltata e muore, porta con sé un pezzo di storia universale che si spegne e non è più possibile recuperare.

 

Apprendi il potere della gratitudine che porta il mondo a germogliare.

 

Come il fiore regala all’Universo il suo schiudersi, così, offri la tua conoscenza, impara sempre meglio.

 

Ne gioirà ogni cosa.

 

Hai il potere di immaginare il mondo che vuoi e la forza per renderlo reale.

 

Visualizzati una persona libera e sentirai la libertà. Come chi si immagina in catene e sente stringere i polsi.

 

Le peggiori carceri sono dentro. Sii la chiave per rivendicare la tua emancipazione.

 

Cosa accade poi? Al fondo di ogni tristezza potrai incontrare una nuova gioia.

Guarderai il mondo intorno a te, sentirai la presenza di ogni filo d’erba, di ogni raggio di sole. Patirai ogni lacrima e risorgerai in ogni sorriso. Saprai rispettare la protezione che ti offre ogni tetto sotto cui ti ripari e il calore di ogni abbraccio che ti aspetta. La semplicità di condividere un pasto, un viaggio, un’ora del tempo ritrovato. Conoscerai il piacere della solitudine che non ferisce ma rinforza, mai il male di quella che annienta e spegne. Così avrai la sicurezza di non essere sol*.

 

La tua vita sia la migliore preparazione alla tua morte. Riempi di orgoglio il tuo calendario, senza paura della fine. A chiudersi sarà solo un capitolo del romanzo. La storia continuerà dopo di te, grazie a te, in un infinito rincorrersi di bellezza.

 

Quello che vorrei sapessi è che ogni giorno può essere il primo giorno.

Marzia Cikada

Psicologa, psicoterapeuta, terapeuta EMDR. Libera Professionista, realizza laboratori di scrittura autobiografica. Si occupa di adolescenti e coppie. Ama le storie.

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