Privacy Policy Io non voglio bene. Io amo. Forte. E tu? Elementi amorosi per il benessere della coppia - Pollicino era un grande
Top
Io non voglio bene. Io amo. Forte. E tu? Elementi amorosi per il benessere della coppia - Pollicino era un grande
fade
15026
post-template-default,single,single-post,postid-15026,single-format-standard,cookies-not-set,eltd-core-1.1,flow-ver-1.3.5,,eltd-smooth-page-transitions,ajax,eltd-grid-1300,eltd-blog-installed,page-template-blog-standard,eltd-header-vertical,eltd-sticky-header-on-scroll-up,eltd-default-mobile-header,eltd-sticky-up-mobile-header,eltd-dropdown-default,wpb-js-composer js-comp-ver-5.0,vc_responsive

Io non voglio bene. Io amo. Forte. E tu? Elementi amorosi per il benessere della coppia

Ci sono legami che vanno oltre il contatto fisico, la vicinanza e la vista. Percorrono strade invisibili, fino ad arrivare nella testa. Si diramano in tante viuzze chiamate: comprensione, “ascolto”, telepatia, empatia, appartenenza.
Madoka Ayukawa

 

Se c’è l’amore c’è molto – ma non tutto

 

L’amore, la vita di coppia, è qualcosa che definisce il modo in cui si sta al mondo. Segna le giornate, rende migliore alcuni momenti, riempie altri, alleggerisce il dolore. Una coppia, per amare forte, per rendere il suo amore non tiepido ma scelto e pieno, deve preservare l’attenzione, nutrire la gioia dello stare insieme.

 

Molte storie di coppia diventano tiepide e abitudinarie. Seppure possono cullarsi nel benessere del conosciuto, e il familiare è elemento di unione – affievolendo allo stesso tempo la passione – è bene, talvolta, toccare i tasti giusti per ricordare a entrambe le parti le ragioni per cui si è scelta la vita in comune. E’ bene, ogni tanto, controllare le premesse del proprio amore, rinfrescare la facciata del piacere di essere NOI.

 

In una coppia troviamo l’amicizia, il calore ma anche l’eros.

 

Ogni coppia ha il suo modo di amarsi, spesso indecifrabile ad occhio esterno. Come le coppie che nascondono la tenerezza dietro un odio urlato quotidiano, per poi scoprirsi vicini nel momento del bisogno. Non giudicate mai la coppia altrui. I modi di amarsi sono tantissimi.

 

Urla, rimproveri. Per esempio. Ci sono coppie che sembrano detestarsi aspramente. Eppure. Il loro linguaggio amoroso è quello. L’urlarsi che ci sono un* per l’altr*. Se accade qualcosa per cui stanno male, o una parte sta male, ecco che le cose cambiano. Diventano altro, si accudiscono. Cambiano il linguaggio. Sono le famose coppie tra cui è meglio “non mettere il dito”, che si fa fatica a stargli vicino, anche per i figli, ma perchè non hanno spazio che per loro e il loro bisogno di accendersi continuamente. Si tratta per lo più di coppie in lotta, in continua competizione, che giocano in difesa e di solito, ad avvelenare il loro stare insieme c’è il gioco di potere.

 

La parola è d’oro e anche d’argento

 

Amare forte è farti sapere chi sono, cosa provo, chiederti aiuto. Non lasciarsi interpretare, voler essere compresi senza dire ma comunicare nel rispetto. La magia dello stare insieme non passa quasi mai dalla telepatia.

 

 

I ruoli nella coppia trovano un loro linguaggio

 

L’amore parte sempre con un gesto di coraggio. Avvicinarsi all’altr*, inteso come altro da ciò che sono, persona differente, così diverso, così non me. Una distanza che ci definisce e che va bene mantenere. Diventa necessario però, aiutare chi amiamo ad entrare, trovandogli un posto nella nostra storia, raccontandogli quando ci ha reso ciò che siamo. Accompagnando la coppia a capire il modo che ha di essere insieme. Per evitare che, quello che potrebbe essere un bisogno di difesa, diventi un muro. Per questo per amare occorre conoscersi.

 

Le carezze migliori sono le parole.

 

Chiedere non deve essere un elemosinare, ma un bisogno di costruire insieme un vocabolario che sia di utilità per la coppia. Occorre tradurre il mio e il tuo linguaggio nel nostro vocabolario comune. Senza dare nulla per scontato. E quando le parole sono di troppo, apprezzare il silenzio.
Il giudizio nuoce alla parola e alla comunicazione.

 

La nostra idea negativa di noi stessi seduce il nostro modo di vederci, sempre. E in coppia è solo peggio. Se pensiamo di non andare abbastanza bene, in coppia saremo sempre pronti a dire “Tu non mi valorizzi!”, “Tu non ci tieni a me” ma è la nostra paura a parlare. Quindi ascoltiamo la vicinanza emotiva di chi abbiamo accanto se non sappiamo chiedere quello di cui abbiamo bisogno, e permettiamoci, in un secondo momento, di dare voce alle nostre paure, perché possano essere accolte. Come veniva ammonito Woody Allen in Manhattan dalla sua Tracy ” …non è che tutti si guastino. Bisogna avere un po’ di fiducia – sai – nella gente!”

Arte di comunicare lasciando stare le parole. Ecco che il corpo entra nella relazione e comunica dove le parole possono essere di troppo. Una carezza, un tocco, uno sguardo sono in grado di fare da stampella dove le parole non arrivano esatte. Il silenzio condiviso che diventa una culla comune. Come guardare un film mano nella mano, sentendo la mano più che i dialoghi del film.

 

La poesia degli innamorati. Possono stare ore senza emettere un suono, eppure puoi scommetterci che si stanno raccontando.

 

Bisogna assomigliare alle parole che si dicono. Forse non parola per parola, ma insomma ci siamo capiti.
Stefano Benni

 

Tu mi ami? Io ti ammiro

 

Lo sguardo innamorato non è che uno specchio che ci riflette luminosi.

 

Il lato narcisistico delle coppie è sempre in agguato. Quando chiedo alle coppie cosa ha li ha attirat*, spesso la risposta è semplice. “Era così bella!/ Era così bello” La storia di Narciso il pericolo di annullare la lettura relazionale della coppia per farla diventare un monologo dove l’altr* è solo chi suggerisce le battute, la spalle silente.

 

 

Non solo Sesso – Ma neppure senza

 

comprendersi anche nella sessualità. Quale complesso mondo! Non è un obbligo neppure dopo 15 anni di matrimonio. E’ un cammino anche quello della vita sessuale della coppia. Non sempre lineare e non sempre naturale, ha bisogno di essere accompagnato.Conoscendosi diventa più facile conoscere il proprio e altrui piacere e sperimentare, se se ne ha voglia, diventa sicuro e più stuzzicante.In questo, le coppie di lunga durata, possono di gran lunga essere più complici, non più spaventate da un mondo prestazionale, ansia compresa, ma mature nel loro avere fiducia di poter imparare a fare meglio l’amore

Amare non vuol dire vivere per l’altra persona. Amare vuol dire amarsi e farsi star bene facendo star bene la coppia ma anche permettendo a chi abbiamo accanto di farci star bene.

 

L’amore sacrificale non è amore. Per nessuno.

L’amore, potremmo dire, è il trionfo dell’egoismo buono.

 

Mi amo attraverso l’amore che provi per me.

Ti amo attraverso l’amore che provo per me.

 


Pollicino: La costruzione di un amore

L’Orco : Cadere nelle trappole amorose

L’arma segreta : Trovare spazio e parole per tutto.

Marzia Cikada

Psicologa, psicoterapeuta, terapeuta EMDR. Libera Professionista, realizza laboratori di scrittura autobiografica. Si occupa di adolescenti e coppie. Ama le storie.

Commenti

Sorry, the comment form is closed at this time.