Privacy Policy Dove inizio io, dove finisci tu. E poi ci siamo Noi. Coppia e Confini. - Pollicino era un grande individuali
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Dove inizio io, dove finisci tu. E poi ci siamo Noi. Coppia e Confini. - Pollicino era un grande individuali
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Dove inizio io, dove finisci tu. E poi ci siamo Noi. Coppia e Confini.

Confine è, letteralmente, cum-finis, ciò che mi separa e nel contempo ciò che mi unisce, che ho in comune con l’altro
Stefano Allievi

 

L’amore è una questione di confini?

 

Il confine non è solo quello che divide, che crea un qualcosa diverso da qualcosa d’altro. Un confine è la possibilità di una distanza sana, che permetta a me di crescere, a te di prosperare e che diventi un recinto saldo per proteggere il nostro comune giardino. Per questo la coppia ne ha bisogno, come ne necessita la persona sola, quella che lavora, che studia, la persona amica o amante.

 

Un confine unisce più di quello che divide se tracciato con rispetto e riconoscenza.

 

Perché riesco a rispettare il tuo limite e ad avere fiducia nel mio stare lontano dall’invaderti, senza mettere in discussione la nostra relazione, solo se riconosco la tua persona, se confermo che ci sei e per questo è mio dovere proteggere il tuo spazio, anche da me.

L’idea di confine spesso viene letta come negativa, ma nelle relazioni ne abbiamo bisogno. Sin da piccolini, quando il primo NO ci regala il primo confine. Io e gli adulti. Nello spazio della coppia cresciamo insieme, ma quella forza è bene sia una protezione/spinta per vivere al meglio chi sono io. Anche per esplorare chi sono, se necessario. Sapendo di non essere sol*.

 

Una relazione che funzioni si scontra prima o poi con i confini ed è un bene.

 

Sapere dove finisco io e inizi tu è l’inizio di un percorso di rispetto reciproco che rende più forte l’unione. Se le favole romantiche ci hanno ripetuto mille volte come l’amore crei unione, la verità è che la coppia crea, aumenta, non toglie. Quindi non avremo meno spazio, non si diventa 1 ma bensì si diventa 3. Due persone e la loro coppia. Se in due si sta bene è anche perché nella relazione – se buona – si trova terreno fertile per far crescere le personali necessità e di sostengono i progetti anche individuali.

 

Questo ci deve far comprendere il bisogno di mantenere i nostri confini e di rispettare gli spazi altrui. Senza vedere nel coltivare la propria individualità (amici, hobby, situazioni vissute dalla persona da sola) un nemico per la coppia. Si tratta, nel caso, di un terreno dove è bene conoscersi e comprendere le altrui esigenze, anche per capire come tranquillizzare la coppia laddove lo spazio singolo sia vissuto come pericoloso.

 

Se il fatto di non fare sempre tutto insieme ci spaventa, chiediamoci come mai. Cosa è successo nella nostra storia che ci rende dubbios*? E’ qualcosa che abbiamo vissuto in questa coppia o fa parte della nostra storia passata? In che modo la persona accanto a me può aiutarmi a superare questa difficoltà?

 

Non una sola cosa, ma due persone e un amore che lega ma senza invadere, inghiottire, cancellare le unicità di entrambe le persone coinvolte. Non per niente si dice “due cuore e una capanna“. Se il tetto che protegge la nostra coppia è uno, ricordiamoci che sono due i cuori che battono ed è bene restino tali.

 

Inoltre il confine da stabilità e questa tutela. Un amore coraggioso è quello che esce il giusto che serve dalla propria zona di comfort senza né abbandonarla, né costringere nessuno ad uscirne del tutto. Allo stesso tempo, il vero NOI che funziona, è quello che riconosce quando un momento è individuale. E gli fa spazio.

 

“Buon steccato fa buon vicinato”.

Robert Frost

 

 

Riconoscere il confine è prova di affetto e rispetto.

 

Una dichiarazione d’amore che passa attraverso l’accoglienza di un semplice fatto. La persona con cui stiamo è una persona anche al di fuori della coppia, con degli amici, hobby, passioni, esperienze da vivere da sola. Chi non rispetta i confini, invadendoli o restandone fin troppo lontano, non sta vivendo una relazione sana e completa. Il più delle volte si tratta di situazioni bloccate da mancanza di fiducia, da paura, da timore di non farcela se non in 2, tutti aspetti con cui la coppia può scegliere di venire a patti, risolvendo il fulcro del dilemma o può diventare connivente, complice. Sebbene, in questo caso, prima o poi ci potrebbero essere conseguenze sgradevole e rancori (es. “non mi hai più fatto frequentare gli amici, fare pittura, fare sport, andare da mia zia…etc).

 

Il confine protegge (o almeno così si spera o si crede) dall’inatteso e dall’imprevedibile: dalle situazioni che ci spaventerebbero, ci paralizzerebbero e ci renderebbero incapaci di agire. Più i confini sono visibili e i segni di demarcazione sono chiari, più sono «ordinati» lo spazio e il tempo all’interno dei quali ci muoviamo. I confini danno sicurezza. Ci permettono di sapere come, dove e quando muoverci. Ci consentono di agire con fiducia. Per avere questo ruolo, per imporre ordine al caos, rendere il mondo comprensibile e vivibile, i confini devono essere concretamente tracciati.

Zygmunt Bauman

 

Dare spazio è un segnale di maturità e buona autostima.

 

Meno ci sentiamo speciali, più basta poco per credere che sia amore. Quello sul serio. Meno riconosciamo la nostra unicità, più un semplice gesto di attenzione, pure nascosto tra tanti segnali di disattenzione, verrà scambiato per qualcosa di importante. Per questo è bene scegliere la propria coppia anche in base a come ci fa sentire rispetto ai nostri spazi personali. Nei limite del possibile, a seconda del momento di ciclo di vita della famiglia (lavoro, figli, genitori anziani di cui occuparsi etc), sarà bene tenere uno spazio libero sempre pronto ad accogliere, se ci sono, le richieste delle parti della coppia.

Marzia Cikada

Psicologa, psicoterapeuta, terapeuta EMDR. Libera Professionista, realizza laboratori di scrittura autobiografica. Si occupa di adolescenti e coppie. Ama le storie.

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