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Chiedere Scusa – Psicologia del “Mi dispiace” – Pollicino era un grande
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Chiedere Scusa – Psicologia del “Mi dispiace”

– È privo di senso chiedere scusa?
– Non lo è mai!

V per Vendetta (2005, regia di James McTeigue)

Sai chiedere scusa? .

Non sempre è facile chiedere scusa, specie se si è natə negli anni di Love Story, dove si raccontava che “Amare è non dover mai dire mi dispiace” come se amare rendesse intoccabili dall’errore e dalla delusione, quando, invece, è proprio quando superiamo la delusione dell’imperfezione di chi amiamo che rendiamo la relazione più forte. Nessunə è perfettə. Facciamo gesti che non vanno bene, capita che scegliamo parole che feriscono, specie se abbiamo a che fare con emozioni complicate (ansia, paura, amore, rabbia, desiderio). Possiamo agire non nel migliore dei modi e nello stesso avere le migliori intenzioni, allora è bene imparare la bellezza di non aver paura di dire “mi dispiace”, certo, se lo sentiamo davvero.

Ritenuto motivo di debolezza. per molti il talento di chiedere scusa è aberrante, impossibile.

Come se perdessimo un privilegio, un vantaggio, nel momento in cui mettiamo nella relazione la possibilità che non siamo infallibili. Qualunque tipo di relazione, da quella tra madre/padre e figli/e a quella amorosa, a quella tra colleghə o di amicizia. Eppure può capitare di fare/dire la cosa sbagliata e ammetterlo, è spesso quanto di meglio serve nella relazione per poter comunicare “ti vedo, voglio tu stia bene”. Sovente in terapia ci sono persone che, per lungo tempo, talvolta una vita, hanno atteso che un padre o una madre, siano stati in grado di chiedere scusa. Quella mancanza diventa un giudizio su di sé (non me lo merito, non valgo) che rende difficile volersi pienamente bene. Anche per questo, l’atto di chiedere scusa è sovente un atto d’amore, libera le persone, le fa sentire prese in considerazione. Non solo, anche chi si mette in condizione di lasciare andare l’orgoglio e comprendere la propria mancanza, si permette di crescere, in consapevolezza, scoprendo che il potere di essere infallibilə è poca cosa, se lo mettiamo di fronte ad una relazione (con sé e con chi abbiamo accanto) che funzioni.

Foto di Vie Studio da Pexels

Educatə a essere senza errore, spesso si fa fatica a pensare di sbagliare.

Certamente nel nostro momento storico, dove talvolta le famiglie sono esageratamente bambino-centriche, si è spesso educatə, almeno in alcune famiglie, ad essere perfetti/speciali, questo rende complesso vedere/sentire motivazioni ed emozioni delle altre persone, amplificando lo spazio che si crea tra noi e loro, rendendo quasi impossibile comprendere anche le loro risposte sofferente a gesti che si ritengono normali. Dal Parco quando si è piccolə, all’esempio di mamme e papà, è bene crescere bambinə che sappiano da subito, il ruolo importante di scusarsi.

Il ruolo dell’educazione, in particolare quella legata al genere, ha fatto il suo.

Siamo circondati da persone di genere maschile che hanno imparato chel’uomo non deve chiedere mai“, ottiene, prende, non deve chiedersi cosa provino le altre persone rispetto al suo gesto, con comprensibili conseguenze. Anche se ormai le cose stanno – fortunatamente – cambiando, sono ancora molti i piccoli ostacoli sulla strada. L’educazione di bambini e bambine sta diventando sempre più simile, nel rispetto delle loro differenze, puntando molto sui sentimenti e la capacità di sentire le emozioni altrui per avvicinarsi, ma non è sempre facile. Quindi chiediamoci sempre se siamo in grado di chiedere scusa e cosa questo scatena in noi.

Quando abbiamo bisogno di sentire la nostra infallibilità ? Siamo in grado di metterci in discussione? Questo è un punto fondamentale. Per altro vuol dire, rinunciare ad una relazione che sia un gioco di potere e scegliere di far star bene il NOI (quale esso sia, in coppia, in famiglia, sul lavoro, con figlə o amicə). Questo, restituisce dignità, visibilità, comprensione, a chi abbiamo di fronte o accanto, permettendoci davvero di entrare in contatto.

Certamente molto riguarda l’empatia, la capacità di vestire pienamente i panni dell’altrə , cercando di capirne ragioni e motivi. Facciamo attenzione che questo non vuol dire annullare il proprio pensiero ma arricchirsi dell’esperienza di avere compreso chi abbiamo accanto. Significa rendersi conto che quello che per noi è naturale, potrebbe spaventare, ferire, l’altra persona. Raccontarsi per rendere le nostre azioni non un attacco, ma una comunicazione. Si impara. Basta cominciare.

Trattare le persone con rispetto, questo rende un uomo decente. E quando un uomo decente sbaglia, si scusa. Non per salvare la faccia. Ma per riparare al danno fatto, in modo che tutti possiamo progredire.

Alexandria Ocasio Cortez

Esiste poi il potere di prendersi le proprie responsabilità. Un gesto complesso e potente che rende le nostre azioni (e le nostre scuse) preziose. Quindi, se aggiungiamo il desiderio di riparazione che proviamo per le ferite inferte, ecco la ricetta per una relazione migliore. Mettere da parte l’orgoglio, poco utile, e imparare a capire come sistemare le cose. Partendo dal potere magico della parola, “scusa.”

Perché ti scusi sempre?

E se invece ti scusi sempre? Altro problema le persone che non riescono a non scusarsi. Che prendono su sé il peso di tutto, anche del brutto tempo, come se la loro esistenza potesse scombussolare il meteo, rallentare i treni, mettere una riunione all’ultimo minuto a cui devono – per forza – partecipare. Le persone che si scusano sempre, solitamente temono di non piacere, quindi cercano, in maniera anche estrema, di compiacere. Purtroppo questo le rende fragili in un mondo dove è necessario anche tutelarsi, talvolta. Quindi sono spesso oggetto di richieste eccessive – specie sul lavoro ma anche nelle relazioni.

Ci sono situazioni che non possono essere colpa di nessuno. Ci sono aspetti di chi siamo per cui, d’altro canto, non dobbiamo scusarci.

Se sei tra le persone che si scusano sempre, probabilmente la tua autostima va aiutata. Cercando un equilibrio, possibile, tra gentilezza, disponibilità e rispetto per sé. Imparando anche l’assertività, la capacità di dire le cose in maniera chiara, diretta, facendosi ascoltare, senza svalutare il proprio pensiero.

Una sfida importante, di certo. Soprattutto perché anche in questo caso c’entra spesso l’educazione ricevuta, la possibilità di esprimersi conosciuta durante la crescita, il tipo di famiglia in cui si è natə.

Un regime educativo duro, anaffettivo, freddo può insegnare che ci si deve rendere invisibili per sopravvivere, che le emozioni che si provano non sono importanti. Allora, scusarsi per tutto, è scusarsi di non essere adattə alle situazioni.

Ma percepire di non andar bene, non vuol dire che sia così. Forse siamo abituatə a sentire in questo modo.

Si cambia. Non è facile ma è possibile. Dalla prima volta che si capisce che si può dire NO, che forse se oggi piove, non è colpa di nessuno. Ricostruendo la propria storia, in maniera nuova, imparando a conoscersi meglio, accettando le scuse e non solo sentendo di doverne fare.

Ci sono poi cose per cui non ci si deve scusare MAI – ricorda!

Non chiedere scusa per quello che sei

Non chiedere scusa per quello che provi

Non chiedere scusa se le tue scelte non piacciono (puoi provare dispiacere ma sono le tue scelte)

Non chiedere scusa per quello che ti piace, per i tuoi sogni

Non chiedere scusa se la pensi diversamente – ascolta gli altri pensieri, cambia se scopri qualcosa di nuovo, ma la tua idea è tua

Non chiedere scusa se vuoi essere felice

Marzia Cikada

Psicologa, psicoterapeuta, terapeuta EMDR. Libera Professionista, realizza laboratori di scrittura autobiografica. Si occupa di adolescenti e coppie. Ama le storie.

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