E la pillola va giù….
La moda è una strana cosa. Incute fascino e ha grande potere. Anche in Psichiatria. E visto che negli ultimi anni, la moda è quella di dare un nome a tutto il DSM IV non ha perso l’occasione. Solo che la moda va bene per una chiacchierata mentre il DMS è il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders , un enorme librone che contiene tutti i mali del mondo, un pò come il vaso di Pandora ma spesso con meno speranza. Il DSM è arrivato alla edizione IV e la sua storia ne ha viste di tutti i colori. Vi si riflettono i passi avanti come i problemi della cultura tutta e non meno, le mode e un pugnetto nutrito di interessi commerciali. Il Manuale suddivide il disagio mentale in categorie ( 15 nello specifico), definisce cure e modalità diagnostiche, epidemiologia, statistica, sintomi etc etc. Utile. Come tutti gli strumenti, se usati con buon senso e criterio.
Nella nuova edizione, in attesa per il 2013, pare che si andrà ad implementare e non di poco il numero delle malattie mentali classificate. Come mai? Da una parte, come dicevamo, la moda. Che al momento è quella di dare un nome a tutto. Non un nome normale, uno altisonante, che trasformi una piccola mancanza, un vizio, una peculiarità non necessariamente dannosa in patologia.
Così nasce la Dipendenza da caffè, la sindrome da lutto o da tristezza. Tutto sarà catalogato, diagnosticato, “curato” con pillole. Lo stesso Dott. Allen Frances, che del gruppo che lavorò sul vecchio DSM fu coordinatore, rivela che ci saranno più malattie mentali perchè “Ormai i produttori di droghe legali sono più responsabili delle dipendenze dei produttori di droghe illegali”. Stiamo parlando, quindi, della grossa influenza che hanno sulla redazione e cura delle malattie mentali, le case farmaceutiche.
Cosa vuole dire? Che sono in aumento i disturbi bipolari, inoltre raddoppiano le diagnosi di iperattività e autismo infantile. Frances parla di “inflazione diagnostica” per cui il 25% della popolazione americana (senza contare la gli anziani) si vede ogni anno diagnostica una qualche malattia mentale. E se andiamo oltre i numeri cosa troviamo? Altri numeri. Quelli delle pillole, dei farmaci che subiscono un aumento vertiginoso delle vendite grazie alle nuove tempeste di diagnosi, complice anche qualche medico dalla penna facile e una cultura psicologica fragile. E se usciamo fuori dai numeri? Abbiamo un mondo che va in fretta e vuole soluzioni veloci per poi punire chi dalla nostra fretta ha imparato, più di tutti i bambini. Secondo il DSM V si potrebbe dare il Ritalin già dai 4 anni. Cosa può significare per la crescita di un bambino essere soggiogato a suon di farmaci in così tenera età? Che spazio avrà la creatività dell’infanzia in un mondo sempre più governato dall’ordine e dalla paura del dolore, dove le industrie farmaceutiche hanno una soluzione a tutto, da buttare giù due o tre volte al giorno?
In Italia, Luca Poma ( portavoce di “Giù le Mani dai Bambini” comitato italiano indipendente per vigilare sull’utilizzo dei farmaci sui bambini) rivela che saranno “a rischio 3 milioni di potenziali nuovi pazienti, non dobbiamo commettere gli errori fatti in USA”. Ricordiamo che 3 milioni non sono numeri, sono persone, bambini.
Come possiamo invertire la tendenza? Intanto, alla fretta della diagnosi, contrapponiamo la calma nell’affrontare il problema quando si presenta, capire cosa ci vuole raccontare di noi o dei nostri bambini con noi. Accettiamo le nostre imperfezioni, perdoniamoci di più e impariamo a farci aiutare. Impariamo anche a prenderci cura invece di affidarci alla cura del farmaco. La tristezza, la sofferenza fanno parte della vita, volerle eludere e curare anestetizza solo la difficoltà, eliminando una parte importantissima di percorso vitale come l’esperienza, pure dolorosa, che permette una nuova maniera di vivere e che è impossibile da raggiungere, se ancora pensiamo al farmaco come soluzione e non, eventualmente, come coadiuvante di altro. Mi si farà notare che risulta certo un viaggio più lento e faticoso della soluzione offerta da un ricettario medico. Infatti lo è. E allora?
Pollicino: Tutti noi L’Orco : La Fretta della Cura L’arma segreta : Il tempo del Prendersi Cura




