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Se prima eravamo in due... Le fantasie sessuali e la coppia - Pollicino era un grande
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Se prima eravamo in due… Le fantasie sessuali e la coppia

È sporco il sesso? Certo, ma solo se è fatto bene.

Woody Allen

 

Il sesso. Questa fantastica manifestazione delle emozioni e delle paure dell’essere umano.

 

Palcoscenico privilegiato per mettere in scena le proprie debolezze e i propri desideri. Il sesso è parte integrante della vita, non solo nel rapporto sessuale, ma in tutte le implicazioni che la sessualità contiene in se stessa.

 

Insieme abbiamo il desiderio, motore di molte azioni e emozioni, spesso rappresentante e motivo di errore, spesso vessillo per cui  combattere e giustificare, spesso emozione e debolezza mal interpretata.

 

Parlando di coppie? E’ possibile tracciare la linea della normalità in maniera netta e ben definita? O non è forse la coppia, entità ben diversa dalla semplice somma dei due, a decidere la linea di demarcazione tra la propria normalità e quanto invece non fa per lei?

 

Il sesso spaventa e così i proprio desideri, come diceva Oscar Wilde, facciamo attenzione a quello che desideriamo, potrebbe avversarsi. Eppure il sesso, oltre che piacevole, muove ricerche e pensieri negli scienziati da moltissimi anni.

 

Le fantasie sessuali sono di tutte le persone al mondo.

 
Difficile non averne, sono naturali e spesso diventano parte del gioco, dei “facciamo che…” di molte coppie che le mettono in scena nella loro routine, le condividono, ci giocano sorridendo. Quindi partiamo dal presupposto che di per sé, sono complici gradite.

Nel testo di Eldregdge Niles “Perchè lo facciamo” cerca di darne una visione al di là della teoria del Gene Egoista che spingerebbe l’essere umano al sesso per poter in qualche modo diffondere il proprio gene, introducendo variabili non solo collegate alla riproduzione. E infatti, oggi, non si fa sesso solo per la riproduzione, anzi. Spesso si fa sesso per quello che questo muove nella nostra testa, nelle nostre emozioni, per gli innumerevoli significati che questo ha per noi e per la nostra storia.  
Come scriveva nel 1973 Erica Jong

” Il sesso è tutto nella testa. Battiti del polso e secrezioni non hanno niente a che fare col sesso. È per questo che tutti i best-seller sul sesso non valgono un cazzo. Insegnano alla gente a scopare con i genitali, non con la testa.” 

 

Detto questo.  La coppia entra in crisi, spesso, proprio a letto.

 

Il campanello d’allarme di tante difficoltà, ma non sempre suona e non sempre è il primo a farlo. Di certo quello che si nota con più concretezza. Contando i mesi di astinenza, gli incontri sessuali poco coinvolgenti, l’assenza di attenzioni. La mancanza di desiderio, la difficoltà di eccitarsi, sono segnali piuttosto forti del fatto che , tra le lenzuola, ci sono problemi e forse non solo. Il sesso diventa la cartina tornasole del bel o cattivo tempo all’interno della coppia, portavoce di quello che va o non va, anche per problemi che, alla fine, non sono di natura squisitamente sessuale.

 

 

Talvolta, invece di affrontare il problema reale e complesso, ci si abbandona a realizzare fantasie, giochi sessuali, da sol* o in coppia, che sembrano una soluzione ma che, per quanto siano stimolanti nella coppia sana, possono diventare un problema ulteriore nella coppia che non sta più bene insieme.

 

Giochi erotici, scambi di coppia, sesso a tre, locali specializzati, film, tutto diventa arma per risvegliare il desiderio sopito, per allettare il compagno, per ritrovare equilibrio.

 

Le fantasie sono una sana manifestazione umana.

 

Detto ciò. E’ necessario solo fare attenzione a cosa viene appagato quando le mettiamo in circolo, a come davvero il/la partner risponde. Se per assecondarci o con la complicità del/la compagn* di giochi che davvero si diverte con noi.

Dalla rivoluzione sessuale, seppur lentamente, i ruoli sono cambiati, ci si è maggiormente aperti ad un mondo sessuale anche femminile che coltivasse il suo piacere e non solo l’aspetto procreativo del rapporto.

Ma facciamo attenzione a scambiare per apertura e libertà, una perdita di significato.

Se l’incontro di due persone attratte reciprocamente e intenzionate a diventare coppia è sempre foriero di sorprese, quando si entra in camera da letto, sono molte le variabili che incidono sulla riuscita e sulla soddisfazione di questo incontro.

 

Nelle stanze di terapia si parla di più di una sessualità più creativa e variegata. Aumentano le richieste di esperienze sessuali da fare insieme.

 

Scambismo, sesso a tre, o in gruppo, pratiche di tradimento condiviso. Aumentano i siti dove è possibile giocare insieme, i locali e i luoghi protetti dove vivere questo tipo di piacere. Come sempre, va benissimo se si tratta di un gioco di coppia. Se viene accettato e giocato con complicità e non solo passivamente, vissuto,  magari, come unico modo per evitare che il desiderio muoia in camera da letto.

 

Si parla per esempio di scambio di coppie. Condividere con la/il partner, un gioco erotico per cui una diversa coppia viene introdotta, si accetta che si faccia sesso con altr*. Non è tradimento perché c’è nell’atto consensualità, complicità nel sapere che entrambi si è in un gioco sessuale, definito da regole scelte insieme e con l’obiettivo di alimentare il desiderio nella coppia.

Lo scambismo ha luoghi, codici, riti ben chiari e condivisi. In Italia non è difficile trovare dove incontrarsi, basta cercare su internet, essendo ormai una pratica diffusa,  per scappare alla noia, sarà facile trovare contesti particolari (club privè, locali specifici, luoghi compiacenti, parcheggi, case private) dove vivere queste esperienze. Si parla ormai di car sex/car parking sex e di contano quasi 1400 aree in Italia dove uomini e donne scendono e salgono su altrui macchine.

 

Nel sesso giocato, entrano molte variabili, si perdono molte inibizioni costruite dalla sessualità di coppia, si mitigano le paure di omosessualità, presenti talvolta nelle coppie etero, sperimentando, in questa veste,  il sesso di gruppo. Si può assecondare e sdoganare, in alcuni casi, il proprio desiderio di guardare o essere guardati, ci si lascia andare al proprio narcisismo.

 

Infatti, specie lo scambista, è narcisisticamente preso dai suoi impulsi, il vedere e accogliere l’altro, che dovrebbe essere oggetto d’amore, diventa difficile man mano che lo scambismo diventa abitudine esso stesso.

 

Fa bene allo stare insieme giocare con altr*, vivere di fantasie sessuali, uscire dalla coppia?

 

La verità è che dipende fortemente dalla coppia. Come sempre.

Le singole storie possono raccontarci che si può vivere un momento in cui il gioco diventa terapeutico, mentre in altre occasioni, questo viene a rendere maggiormente complesso il problema nella coppia, allontanando, rendendo più fragili le patologie,  creando ferite. Se le fantasie sessuali diventano il solo modo per avvicinarsi, allora forse non si tratta di un reali avvicinamento, ma solo di una rassegnazione dolorosa, che non giova, realmente, a nessuno.

Non è facile, specie se si continua a lungo, uscendo dall’idea di “gioco” di qualche singolo episodio dove ci si mette alla prova, tenere a bada emozioni e gelosie, sensazioni di inadeguatezza.

 

Finito il gusto per l’adulazione, o quello di mostrare la propria partner per poterne rivendicare il possesso, il “gioco erotico” diventa occasione per fermarsi a riflettere e occorre far attenzione alle proprie e altrui emozioni per evitare che diventi un gioco al massacro per la coppia, le cui insoddisfazioni potrebbero finire con il non spegnersi o peggio venire fomentate.

 

Non si tratta quindi di dire cosa sia o non sia “normale”, parola di cui molte persone hanno bisogno come di una assoluzione per un vissuto da peccatore/trici che hanno interiorizzato fin troppo bene. Bensì di non abusare della tolleranza culturale di cui si gode, per mascherare le proprie sofferenze.

La libido, la propria energia sessuale è bene investirla in maniera armonica con le proprie reali emozioni.

Sovrastimare il potere dell’orgasmo a discapito del proprio bisogno di coppia, non si fa un favore alla coppia.

 

E’ importante che le fantasie sessuali siano in armonia con la coppia, che la nutrano, ne arricchiscano l’intimità, che ci siano nuovi piccoli gesti, complicità affettive.

 

Quindi non si vuole sacrificare la sessualità nel “conformismo”, ma si vuole far attenzione al proprio più intimo ed essenziale modo di manifestarla, cercando di tenere sempre acceso il dialogo interiore dove il sesso vive, si fa simbolo, ma non necessariamente chiede di divenire azione. Trovando un eventuale conformismo a se stess*, l’unico di cui valga la pena preoccuparsi.

 

Tutto poi viene passato al vaglio del benessere della coppia. Se la strategia dello scambio, del sesso di gruppo, della piccola perversione tra amici può riaccendere un desiderio sopito, può divertire, può rinforzare il legame, ben venga.

 

Ma se al fondo della coppia c’è un malessere più profondo, fate attenzione. Capite cosa sta succedendo.

 

Deve essere la coppia, come entità composta e viva, ricca di una storia propria, a dover scoprire cosa si cela dietro al suo malessere, curandosi della sua intimità e delle sue necessità emotive per evitare di perdersi in effimere soddisfazioni sessuali fini a se stesse. Una volta fatta piazza pulita dei problemi, potranno raccontarsi sorridendo le nuove fantasie sessuali e vivere insieme una nuova eccitazione di coppia.

 


Pollicino:  Le coppie e il sesso

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Marzia Cikada

Psicologa, psicoterapeuta, terapeuta EMDR. Libera Professionista, realizza laboratori di scrittura autobiografica. Si occupa di adolescenti e coppie. Ama le storie.

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