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Ops! I (don’t) did it again – Donne in cerca dell’Orgasmo – Pollicino era un grande
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Ops! I (don’t) did it again – Donne in cerca dell’Orgasmo

Frecce elettriche… attraversano il corpo.
Un arcobaleno di colori colpisce le palpebre.
Una schiuma di musica cade sopra le orecchie.
È il gong dell’orgasmo.
ANAÏS NIN

E se poi non vengo?

 

Fare l’amore non è sempre facile. Molte donne iniziano un rapporto sessuale con il pensiero rivolto non al piacere, ma alla paura. Quale? La paura che non vivranno un orgasmo. Questo le porta a porre una attenzione ossessiva a quello che sta per succedere (e al timore che non succeda!!). Ecco che la camera da letto, o quale che sia il posto prescelto, diventa un luogo di tensione tutt’altro che sensuale, che porta le nostre eroine, con ancor più facilità, a non essere in condizione di provare la famosa piccola morta (la petit mort per dirla alla francese, quella specie di trance, stato post orgasmo femminile in cui l’abbandono e la coscienza sono alterati).

Succede più di quello che immaginiamo.

Anni fa, un podcast aveva aperto un varco nel muro di silenzio che impediva di parlare di donne che non hanno un orgasmo. Parlo di How Cum Podcast un successo del 2017 registrato da Remy Kassimir (attrice, Stand Up Comedian, e podcaster) che a 28 anni aveva confessato di non aver mai avuto un orgasmo e aveva cercato risposte nelle donne intorno a lei e non solo. Creando una realtà ricca e stimolante, a riprova che il numero di donne che vivono questa condizione non è poi piccolo piccolo.

Perché provare un orgasmo è per molte donne un percorso e non un dato di fatto. Qualcosa a cui arrivare e che potrebbe far stare tutt’altro che serene e rilassate. Ma come dicevo, succede molto più spesso di quello che si immagina. Le percentuali sono alte. Per le persone che faticano a provare un orgasmo o che non l’hanno proprio mai provato, la sessualità diventa un problema, un argomento di imbarazzo. Ci si sente da meno delle amiche, spesso non lo si confida al partner (o alla partner), non se ne parla con nessuno, sognando da una parte come sarà mai e dall’altra cercando di allontanare il pensiero dal tema spaventoso. Per molte donne, poi, il tema orgasmo diventa così delicato che fanno di tutto per risolverlo, ma spesso da sole, solo concentrandosi sul momento, trasformando il tutto in un lavoro, o quasi. Se ci si concentra sul “compito”, si perde la capacità del nostro cervello di rilassarsi. Non ci si può preparare al piacere in tensione. Il risultato è che si perde la sintonia con chi abbiamo accanto, certo, e, prima ancora, con il proprio corpo.

È strano che noi esseri umani ci allontaniamo tanto dalla natura anche nel fare l’amore, che l’attesa dell’orgasmo, l’ansia di arrivarci, rendono teleologico l’amore, ne fanno una cosa di ansie, attese, pressioni.
ERICA JONG

Foto di Anete Lusina da Pexels

L’orgasmo della donna è socialmente cangiante

Nel tempo si è parlato diversamente di come funziona la donna e il suo piacere. La stessa anatomia è stata letta diversamente a seconda del pensiero in voga. La strada per l’orgasmo delle donne è stata spesso letta solo con una prospettiva, quella della penetrazione. Peccato che, come riporta anche il Journal of a marital therapy (2017) solo il 18% delle donne ha un orgasmo con penetrazione vaginale. E, ancora più peccato, che anche per molte donne quello sia l’unico metro di giudizio conosciuto, rinforzando l’idea che forse hanno qualcosa che non va. Ma la verità è che, in assenza di difficoltà mediche, spesso si tratta solo di trovare la persona giusta con cui fare sesso e di conoscersi a sufficienza per sapere come andarsi a cercare il piacere.

Per troppo tempo si è parlato di orgasmi vaginali o clitoridei! Freud riteneva che solo i primi potessero essere definiti propri di una sessualità matura, ma Sigmund non era tanto aggiornato, parliamo comunque di parecchio tempo fa! Infatti è sua signoria la clitoride a dare il via alle danze del piacere nel corpo femminile e anche se l’orgasmo viene dalla penetrazione è sempre lei in cabina di comando. Ricordiamoci che la clitoride è una parte del corpo che ha il compito di darsi da fare perché la donna possa provare le migliori sensazioni possibile, sessualmente parlando. Quindi è da lei che parte tutta la storia. Inoltre facciamo chiarezza sul fatto che potremmo anche non provare un orgasmo tutte le volte, pur desiderandolo, pur con la persona migliora che si da da fare per noi, pur quando la location è perfetta. Il corpo dipende da moltissime variabili, non è detto che tutto vada sempre in una sola direzione.

Quindi se non provi il picco del piacere tutte le volte, ehi, va comunque bene! Sei perfettamente “normale”.

In ogni caso il numero delle donne che non provano l’orgasmo potrebbe essere falsato dal fatto che molte potrebbero non ammettere la loro anorgasmicità. Per diverse ragioni, ma le più frequenti sono che non vogliono parlarne o perché scambiano per orgasmo una forte eccitazione. Solo che no, non è la stessa cosa essere molto eccitate e avere un orgasmo. Facciamo ordine.

Molte donne non si conoscono e non conoscono il loro piacere.

La sessualità e talvolta anche l’anatomia, non è qualcosa che conoscono, facendo poi fatica a vivere piacevolmente l’intimità. Questo le porta a periodi, più o meno lunghi, in cui manifestano un disturbo dell’orgasmo. Come possiamo definirlo? Parliamo dell’impossibilità di raggiungere l’orgasmo, o della necessità di tempi molto lunghi per arrivarci. Ma in che circostanze? Se la stimolazione è corretta, adeguata alla donna (e non è detto che a tutte le donne piaccia farlo nello stesso modo) quindi se si fa sesso con qualcun* che sa cosa fare e, soprattutto, se siamo in assenza di problemi medici di qualunque natura.

Perdere il controllo per trovare il piacere

Una buona parte delle donne con questo tipo di problema, devono fare i conti con il loro ipercontrollo, una continua attenzione a tutto, che nasce dal voler mantenere un potere sulla situazione sempre, fino ad osservarsi come da fuori durante il rapporto sessuale. Una situazione piuttosto comune definita spectatoring e che vede protagonisti di ogni genere e orientamento. Solo che, se faccio attenzione a mantenere il controllo su tutto (sono ok?, il mio corpo va bene?, mi sto muovendo nel modo giusto?, gli/le piace? etc) non mi focalizzo sulle sensazioni del mio corpo e questo mi impedisce di lasciarmi andare e quindi niente, l’orgasmo si allontana. La ragione? Sovente si tratta della paura dell’abbandono che fa scattare questo tipo di comportamento ipercontrollante, il timore di fare male e non piacere che porta magari a fare bene (al partner), ma a non provare piacere.

 

 

[A seguire trovi delle domande. Se collezioni diversi NO, allora quello è il punto da cui partire per amarti di più e portare il tuo corpo all’esperienza dell’orgasmo]

Finché finzione non ci separi

Per questo alla fine, molte donne fingono. Per non deludere il partner – in effetti è storia più da coppie eterosessuali – per non dover affrontare quello che non sta accadendo con la persona che sarebbe, invece, la più indicata. Solo che la finzione mette comunque distanza da sé e dalla persona con cui si è in coppia, non permettendo di affrontare in maniera costruttiva il problema.

Se, da troppo, c’è troppa finzione, forse è il caso di fermarsi un attimo.

Chiedersi come mai è così difficile parlare di sesso, di orgasmo, di piacere condiviso. La paura che l’altro si allontani, di non essere ritenute idonee è forte. Ma tutte le paure possono essere superate. La persona con cui condividiamo l’intimità è quella che potrebbe – almeno in una relazione lunga e non casuale – accompagnarci a conoscerci meglio. Anche il partner si arricchisce nel momento in cui si affronta insieme il cammino verso il piacere, verso il conoscersi intimamente. Una conoscenza che non è mai solo eros ma sintonia, rilassamento, fiducia, vicinanza emotiva. Lasciarsi andare è possibile quando stiamo bene e a nostro agio. Per questo si fa sesso molto meglio dopo un po’ di tempo di “rodaggio” anche se si perde parte dell’eccitazione della novità, si guadagna una più profonda connessione.

Parlarne è eccitante (e stimola la soluzione del problema)

Spesso se non si prova l’orgasmo, bisogna capire come ci si rapporta al proprio corpo e se quello che fa il partner è adeguato a quello che ci piace. Spesso la sessualità potrebbe essere relegata alla penetrazione, potrebbe mancare qualcosa nell’approccio e nella modalità della coppia che non permette di lasciarsi andare, compresi aspetti relazionali che non si toccano ma che non permettono di fidarsi completamente del partner. Banalmente, se non so cosa attiva il mio modo di provare godimento, non posso consigliarlo, né fare in modo di arrivarci. Non per niente le donne lesbiche godono di più! Conoscono meglio come funziona un corpo femminile e, cosa non da poco, provano meno imbarazzo nel parlarne insieme. Ma il diritto di dire cosa si vuole deve essere per tutt*.

L’imbarazzo è di certo alleato dei problemi dell’orgasmo e del piacere in genere. Quando si supera il muro della vergogna e si costruisce un dialogo libero sulla sessualità, la fiducia nella coppia aumenta e si impara a lasciarsi andare. Se questo non è possibile, allora è bene farsi qualche domanda, sulla relazione e su cosa vogliamo e vogliamo provare.

 

La masturbazione è parte della soluzione

 

Alla fine è bene ribadire che la soluzione è conoscersi. Se ho consapevolezza di cosa è il piacere per il mio corpo, se so come stimolarlo, giocarci, dargli piacere e cura, sarà più facile accompagnare l’altro. E per conoscerci abbiamo bisogno di sperimentarci (e sperimentare in genere). Ma ancora oggi, per molte donne è insolito, se non imbarazzante o fonte di vergogna masturbarsi. Perché stiamo parlando proprio di autoerotismo. Mentre focalizzarsi sulle proprie sensazioni quando ci si ama, tocca, eccita, permette di scoprire come si funziona e poi, portare in quel posto bellissimo che è il piacere, chi desideriamo. Sulla strada della auto-conoscenza, abbiamo i sex toy ad indicare la via, per esempio. O anche le sempre perfette mani. Insomma, un mondo da scoprire con gentilezza e al tempo che si preferisce.

 

Per molte donne il problema della mancanza di orgasmo si risolve con una buona educazione sessuale, con la scoperta di sé, il superamento di tabù e vergogna e la capacità di aprirsi alla coppia. Ogni persona, in presenza di motivazione e interesse, può trovare la sua soluzione, più o meno facilmente a seconda della storia personale e delle risorse. Prendetevi cura di voi.

Marzia Cikada

Psicologa, psicoterapeuta, terapeuta EMDR. Libera Professionista, realizza laboratori di scrittura autobiografica. Si occupa di adolescenti e coppie. Ama le storie.

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