Top
Uh mamma, mi ci vuol la fidanzata …anche Invisibile. Può un APP essere "per sempre"? – Pollicino era un grande
fade
1484
post-template-default,single,single-post,postid-1484,single-format-standard,eltd-core-1.1,flow-ver-1.3.5,,eltd-smooth-page-transitions,ajax,eltd-grid-1300,eltd-blog-installed,page-template-blog-standard,eltd-header-vertical,eltd-sticky-header-on-scroll-up,eltd-default-mobile-header,eltd-sticky-up-mobile-header,eltd-dropdown-default,wpb-js-composer js-comp-ver-5.0,vc_responsive

Uh mamma, mi ci vuol la fidanzata …anche Invisibile. Può un APP essere "per sempre"?

Un fidanzato è un uomo felice che è pronto a smettere di esserlo.

Enrique Jardiel Poncela
 

Le relazioni sono diventate sempre più difficili, sembrerebbe impossibili. Ma c’è una cosa peggiore, la pressione sociale che le avviluppa, le circonda le trasforma da impossibili a impensabili, le rende spaventose, perchè non si parla più del tuo sentimento per qualcuno ma del bisogno che ci sia qualcuno che plachi la fame degli altri sulla tua vita privata. Sono le aspettative altrui ( la famiglia, gli amici, l’esterno) a gravare e appesantire il passo nella ricerca dell’anima gemella e se non proprio gemella, almeno simpatizzante tale. Essere in coppia sembra essere diventato un imperativo sociale da soddisfare ad ogni costo per non deludere gli altri e se stessi. Ed ecco che il piacere di conoscere, di diventare in due, del cuore che batte accelerato si trasforma in una risposta veloce da dare alle cene aziendali ” Si, la mia fidanzata vi saluta ma non è potuta venire, volete vedere una foto?”

La rete spesso offre soluzioni ai bisogni del cuore e non solo e ha pensato bene, dopo l’ APP capace di stabilire dove sia la più vicina persona disponibile a fare sesso, di inventarne uno adatto alla situazione. Nasce quindi Invisible girlfriend“, l’APP che ti prepara la fidanzata invisibile, la ragazza perfetta da (non) presentare in famiglia. Siamo in fase Start Up, ma la proposta pare piacere, al momento pensata solo per uomini ma presto in versione anche per le donne. In cosa consiste? Come si vede dal sito si tratta di fare tre piccoli passi, decidere il piano tariffario, la ragazza e, parole del sito, “vivere la propria vita”. Le versioni disponibili sono tre, da quella con cui si parla soltanto a quella con cui si sarà “praticamente fidanzati” in un trionfo di .99 ( $9,99, $29,99, $49,99).

Cosa salta agli occhi, cosa c’è sotto questa APP che pare tanto redditizia? La paura della solitudine da una parte e la pressione sociale dall’altra. La solitudine, sebbene può essere utile per leggersi e dare significati nella vita, oggi spaventa. Non siamo capaci di solitudine, al punto da preferire il pieno di appuntamenti, incontri, chiacchiere e palestra anche laddove non siano capaci di dare molto, solo per non sentire il peso di quel vuoto che spaventa, dello stare da soli. Raramente ci si ferma ad incontrare i propri sentimenti dolorosi, specie dopo un abbandono o una rottura di relazione, non si ha ilogo Invisible Girlfriendl tempo per stare soli. Il bisogno di riempire spinge ad utilizzare anche risposte sbagliate al proprio bisogno di consolazione e appartenenza, shopping, gioco, alcol, cibo, internet, tutto risulta, sulle prime, una buona risposta purché non si senta il gelo del vuoto, purché non si stia soli con se stessi.

Perchè da soli, come diceva Paul Valery, si è sempre in cattiva compagnia. Ci sono i nostri dolori, le nostre ferite ad attenderci nell’intimità della solitudine e non sempre si è disposti a guardarli in volto. A sorridere.  A perdonarli.  Eppure è in quel terribile incontro con noi stessi che possiamo trovare la forza per evitare la corsa al “riempimento” fine a se stesso, potendo finalmente scegliere invece di accettando tutto purché sia. Purché non ci si senta inadeguati, purché non si venga additati dalla zia come il nipote che nessuno vuole.

Quanto la tecnologia abbia  gioco facile in questa mancanza di responsabilizzazione prima di tutto verso se stessi è facile a vedersi. Un telefono che squilla, magari un profilo facebook, due righe sull’agenda e non si è più soli, ci  si può dedicare ad altro, cosa fatta, capo A. Ma il virtuale non può che essere una risposta deludente ed incompleta. Può riempire una agenda ma non i bisogni profondi di relazione, intimità, autostima. Anche la Repubblica ne parla e sottopone la novità all’attenzione di Vittorio Lingiardi,  psichiatra e professore di psicologia dinamica all’Università La Sapienza di Roma, che ritiene sia semplicemente un’idea “agghiacciante” per il semplice fatto che l’APP toglie al soggetto che la usa, l’occasione di trovare realmente una persona con cui stare, creando una relazione che segue le indicazioni date in fase di “acquisto” con tutti i rischi che una relazione di questo tipo porta, fino alla dipendenza.

L’obiettivo però, ancor prima di essere l’appagamento personale, è quello di diminuire la pressione sociale sul single che deve vivere con le domande insistenti di amici, colleghi, parenti. Così come suggerisce lo slogan “Una fidanzata a cui la tua famiglia possa credere” suggerendo che in fondo, di trovarsela davvero seriamente non sarà capace. Qui entra l’altra componente dolorosa di questa novità. Forse  la peggior notizia, quella che ci spaventa circa lo stato delle relazioni attuali. Non solo la solitudine, il peso delle domande e della pressione che esercitiamo verso noi stessi, ma la paura dell’immagine che si offre agli altri. Il timore di non essere accettabile socialmente. Perchè non stiamo parlando solo di una zia impicciona, ma di bugie che giorno dopo giorno creeranno la nostra realtà, riempiendola di virtuale. Fino a quando per la realtà non ci sarà più spazio.

Una fidanzata serve a metter a tacere chi fa troppe domande, che siano gli altri o noi stessi a farne, a questo sembrerebbe servire principalmente l’APP. Togliendo, di nuovo, responsabilità al soggetto rispetto la difesa delle proprie scelte o circostanze, dando per scontato che le relazioni sono ormai così flebili che la differenza tra una segreteria telefonica ed una donna in carne ed ossa non salti poi presto all’occhio. Donna in carne e ossa che magari sarà da qualche parte, spaventata anche lei dal sentirsi sola, accerchiata dalle amiche sposate. E magari ci sarebbe ancora speranza di un incontro tra i due, uno vero, carnale, fatto di paure, dubbi, timidezze e coraggio, progetti e prendersi in giro, se non fosse che all’arrivo dell’APP al femminile, i due ignari pavidi esseri umani, avranno entrambi il loro accompagnatore virtuale, attento a dare la buonanotte tutte le sere, ad augurare buona giornata, a fare i complimenti per la cucina e a spegnersi quando le batterie saranno scariche.

Resta il desiderio che siano ancora in molti a preferire al perfettamente finto la meraviglia dell’imperfetto reale.

 

Pollicino:  Il single che ha paura della solitudine e delle domande
L’Orco : La pressione sociale che spinge in un angolo e crea bugie
L’arma segreta :  Riprendersi il proprio diritto anche alla tristezza
Marzia Cikada
Commenti

Scrivi un commento