Top
Her (2013) – Pollicino era un grande
fade
1766
post-template-default,single,single-post,postid-1766,single-format-standard,eltd-core-1.1,flow-ver-1.3.5,,eltd-smooth-page-transitions,ajax,eltd-grid-1300,eltd-blog-installed,page-template-blog-standard,eltd-header-vertical,eltd-sticky-header-on-scroll-up,eltd-default-mobile-header,eltd-sticky-up-mobile-header,eltd-dropdown-default,wpb-js-composer js-comp-ver-5.0,vc_responsive

Her (2013)

Non innamorarti mai di una voce al telefono.
Non innamorarti mai dell’aspetto di una persona da dietro.
Leggi di Gillenson sull’innamoramento
 
 

Her (Lei) è un film del 2013, che vanta un Oscar come miglior sceneggiatura originale, scritta dallo stesso regista Spike Jonze. I suoi attori protagonisti sono Joaquin Phoenix, Amy Adams, Rooney Mara, Olivia Wilde e la voce, sì solo la voce, di Scarlett Johansson che interpreta un sensuale sistema operativo del futuro. Il film non mi è troppo piaciuto, lo ammetto e, avvezza a telefilm e serie Tv che già avevano giocato con il tema, non l’ho trovato neanche troppo originale e un tantino troppo lungo e melodrammatica. Ma questa non è una recensione tecnica. Quello che colpisce del film è il tema e il modo sfumatamente giocoso di trattarlo. Un tema che diventa sempre meno curioso e impensabile.

Innamorarsi di un sistema operativo ed essere ricambiato. Provare emozioni, come anche l’eccitazione sessuale, per una voce che sappiamo lontana e impalpabile. Un amore virtuale? No.

Tutte le caratteristiche di quello che lega il protagonista, Theodore, con Samantha sembrano ricalcare senza troppe differenze, quelle di una coppia in “carne e ossa”.

La trama. Riassumendo, il film è più di due ore, succede che siamo nel futuro, a Los Angeles, ma un futuro non troppo lontano da noi. Il legame macchine/uomo è sempre più forte, quasi simbiotico. In un aggettivo? Normale. Tutti vivono una familiarità emotiva con tecnologie e applicazioni, telefoni e sistemi operativi. Le storie d’amore sono ammesse e non giudicate,  è possibile anche si esca tra coppie miste, persone e sistemi operativi insieme. Nello specifico, il più moderno dei sistemi, acquistabile con facilità, è talmente superiore da poter provare, suscitare ed elaborare emozioni, come l’amore e il piacere sessuale in maniera molto precisa, imparando da quello che prova velocemente, più degli stessi umani.

Un uomo, Theodore, con alle spalle un non concluso divorzio emotivo, “si lega” affettivamente con la voce del suo sistema operativo evoluto. Lei, la voce, è Samantha. Tra alti e bassi, in cui la relazione, come ogni relazione, sale e scende tra dubbi e certezze,gelosie, batticuore e riflessioni condivise anche tra amici, in situazioni simili. Poi arriva il giorno che, per un aggiornamento, Samantha sparisce con altri sistemi operativi come lei. Per lui son ore di panico, terrore di esser stato abbandonato e poi la notizia che, in quanto sistema operativo, Samantha parla con altre persone nello stesso momento e di ben 641 di queste è innamorata. Ma un amore diverso ognuna delle 641 volte.

Spaesamento e solitudine, qualche incomprensione e dichiarazioni di nuovo amore, fino a che sarà proprio lei ad andare via.

Ormai troppo velocemente evoluta per restare con gli uomini, si allontana in un altro tempo per migliorare ancora la sua “esistenza”. Fine della storia. Ma questa storia d’amore è stata vissuta pienamente da Theodore, impantanato nella sua relazione precedente e ancora legato alle immagini di un passato felice con l’ex moglie. Ora, dopo aver sperimentato questo nuovo tipo di amore riesce, finalmente ad accettare di lasciar andare la storia passata, di firmare le carte per il divorzio, di scrivere e comunicare alla donna una volta amata, i suoi sentimenti e la sua comprensione per quello che è accaduto, presente compreso.

La relazione con Samantha sarà di aiuto per andare avanti, per rivedere vecchi comportamenti e per guardare il mondo con occhi diversi, più umani. Perchè, quando gli uomini smettono di fare le cose da uomini, di dare spazio alle emozioni, di accettare gli avvenimenti pur dolorosi della vita, deve capitare qualcosa perchè siano di nuovo in grado di vivere appieno quanto li circonda, da un tramonto ad una emozione, alla fiducia nella propria amabile natura. Quando non riescono da soli, allora, può capitare che una relazione diversa possa aiutarli a riprendere il loro cammino interrotto.

Come terapeuta faccio ancora il tifo per le “vecchie” ma mai scadute alleanze terapeutiche con un professionista, ma questo film, non senza un pizzico di ironia, ci racconta che forse, la tecnologia, presto più furba di noi, può, se non sostituire, essere una valida alternativa.

Una nota ci tengo a farla alla parte che preferisco del film. Il lavoro di Theodore. Lui scrive lettere, lettere personalizzate da e per persone che non conosce ma che non sanno comunicare che attraverso “la sua penna”. Lettere dove mette tutta la sua passione, altrimenti congelata. Lettere con cui fa felici persone, anche coppie che sono cresciute negli anni con le sue parole, famiglie incapaci di parlarsi altrimenti.

L’angolo più violento del futuro è proprio questo, di questo dovremmo avere davvero paura. Non di lasciare entrare la tecnologia nella nostra vita ma di lasciare che ad uscire sia la nostra umanità.


Pollicino:  Le relazioni e il futuro
L’Orco : Perdere il contatto con la propria storia e il proprio personale futuro
L’arma segreta :  Emozioni che aiutano a rileggere la propria storia, per spostarsi di un po’ più avanti
Marzia Cikada
Commenti
  • Knicols

    “L’angolo più violento del futuro è proprio questo, di questo dovremmo avere davvero paura. Non di lasciare entrare la tecnologia nella nostra vita ma di lasciare che ad uscire sia la nostra umanità.”

    Vero. Profondamente vero. E’ un film che da tanto e chiede poco. Her non ti obbliga a scervellarti, perché è tutto lì, in discussioni semplici quanto efficaci, nella buona recitazione e nel rapporto che si crea tra i due protagonisti di questa storia d’amore dolce amara.

    11 marzo 2014 at 1:25 Rispondi

Scrivi un commento