Top
La Vergogna di Crescere – Pollicino era un grande
fade
222
post-template-default,single,single-post,postid-222,single-format-standard,eltd-core-1.1,flow-ver-1.3.5,,eltd-smooth-page-transitions,ajax,eltd-grid-1300,eltd-blog-installed,page-template-blog-standard,eltd-header-vertical,eltd-sticky-header-on-scroll-up,eltd-default-mobile-header,eltd-sticky-up-mobile-header,eltd-dropdown-default,wpb-js-composer js-comp-ver-5.0,vc_responsive

La Vergogna di Crescere

La Stampa 2011 La notizia è di qualche giorno, riportata da La Stampa. Siamo a Torino. Una ragazza di sedici anni denuncia una violenza sessuale a carico di due rom. La folla esplode e trasforma la solidarietà per una minore violentata in una triste manifestazione di razzismo immotivato, dando fuoco ad un campo nomadi, gente spaventata, cappucci, rabbia, fiamme che bruciano tutto quello che si possiede. Poi il passo indietro. Era una bugia. La ragazza si è  inventata tutto per coprire la sua prima volta vissuta male, traumatica, carica di paura per dei genitori che non approvavano la sua scelta amorosa. Paura talmente violenta da aver scatenato un domino di effetti a loro volta carichi di violenza, dove la menzogna di una ragazzina ha fatto da detonatore ad una bomba che  qualcuno, viene da pensare, non vedeva l’ora esplodesse. Purtroppo. Dei violenti, razzisti, che hanno causato i danni due sono stati arrestati dopo tafferugli, se fortunatamente nessuno si è  fatto male, si è ferita tutta una comunità che ha visto bruciare le sue cose benchè non meno terribile è la ferita di una comunità, quella italiana, che sembra sempre più incapace di gestire emozioni violente, che cova una profonda paura per quanto è diverso da lei, che vive di paura e istinti aggressivi verso quanto crede possa nuocerle, rinforzando con la frustrazione e l’ignoranza la distanza che la separa dai tanti gruppi minoritari vicini di casa.

Sono molti gli elementi che spingono ad una profonda riflessione in questa breve notizia.

Certamente, il razzismo. La violenza che si scatena in pochi secondi, travolgendo una città spinta dal desiderio di rivalsa su culture ritenute pericolose e da punire. Una mancanza di fiducia in qualunque cosa che non sia la propria stessa rabbia purificatrice, che cura il male con il fuoco, il pianto con un rogo. Un piccolo gruppo certo, ma abbastanza forte da riuscire a fare quello che si è prefissato, sentendo di poterlo chiamare giustizia e di poter esercitare in nome di tutti il proprio personale gusto per il risarcimento, come se le mancanze della loro vita, di qualunque natura siano, fossero sanabili con quel fuoco che brucia, punisce, colpisce senza chiedere spiegazioni.  Ma sotto questa prima facciata, quella che ci vorrebbe al momento troppo tempo ed elementi per cercare di raccontare ce n’è una più intima e delicata ed è quella che vede protagonista una ragazza di sedici anni, la sua famiglia, la sua sessualità.

Quanto deve essere pesante il timore del pensiero e del giudizio degli altri, peggio degli altri di riferimento, i propri genitori, per non pensare alle possibili ripercussioni di una menzogna sulla violenza subita? Non posso immaginare  la solitudine provata da questa ragazzina di fronte all’esperienza della propria sessualità se questa è stata la reazione.

Una prima volta difficile, vissuta con colpa perchè contro i desideri dei genitori, una menzogna che potesse riparare, coprire e poi l’ammissione, finalmente la verità ma dopo eventi  ben al di fuori del suo controllo.

Alcuni adolescenti, in lotta per affrancarsi dal controllo dei genitori vedono nel sesso la loro dichiarazione di indipendenza, ma spesso non è facile questo passaggio perchè con i loro valori, hanno ricevuto dai genitori anche una serie di proibizioni, sensi di colpa, sentimenti contrastanti che si fanno strada sotto pelle, diventando parte di loro anche in assenza dei genitori stessi.

Come ci si può sentire quindi veramente liberi di vivere il proprio corpo e le proprie nuove forti emozioni?

Nel caso di Torino, spero che adesso sia possibile per questa famiglia, ristabilire un più sereno modo di rapportarsi, non solo legato alla paura, quella dei genitori che la figlia crescendo faccia sciocchezze con un ragazzo non ritenuto idoneo ma anche quella della figlia che teme il giudizio dei suoi, vivendo con sofferenza anche il suo prendere decisioni da sola, non reggendo il peso della sua libertà di fare sesso perchè più che per il suo amore sincero ( come è sincero e assoluto quasi ogni amore adolescente) la sua azione è stata un andare contro il suo sistema familiare di valori. Un tentativo di costruire la sua indipendenza che non è stata capace di sostenere da sola e dove il clima culturale vigente ha fatto il resto costruendo non una menzogna qualunque ma una a sfondo razzista e contro i rom.

Ma tornando alla famiglia, il mio augurio è che, quando le luci della cronaca si saranno sfumate, trovino soli o con l’aiuto di qualcuno un modo di comunicare rispetto quello che è successo, andando oltre le accuse, accogliendosi. Soprattutto pensando che dovranno affrontare anche una denuncia sulla minore a seguito della sua bugia.

Resta un fatto che va ben al di là dell’episodio torinese.

Il sesso oggi per i ragazzi è ben diverso che solo un decennio fa, le relazioni sono veloci, il corpo esplode in fretta a suon di ormoni e programmi televisivi, la sessualità è una componente fondamentale degli anni dell’adolescenza, un linguaggio che esprime il proprio crescere, lo scoprire giorno dopo giorno di avere nuove possibilità.

Molto spesso, i ragazzi sono impreparati.

Il corpo che cambia, gli ormoni, scoprirsi desiderabile e desiderare, sono piccoli grandi traumi nel quadro della crisi che attraversa ogni adolescente ed è molto importante come questa parte della crescita venga affrontata anche a casa, sebbene di solito i ragazzi cerchino delle “guide” al di fuori delle mura di casa. Nonostante siano spesso spavaldi, molti ragazzi adolescenti sembrano non avere molto le idee chiare sul sesso, nonostante gli ultimi decenni di libertà sessuali sbandierate ma spesso non completamente consapevoli.

La scoperta di una sessualità “liberata” è partita negli anni 60, una sessualità “libera” che fosse parte dello sviluppo dell’individuo e che non fosse solo legata al matrimonio ma avesse anche altre valenze, emotive quando non artistiche, al di là dell’idea culturale di peccato.

Sessualità come parte integrante del benessere della persona, una parte della propria vita che nasce con noi e si sviluppa con il tempo, maturando e definendosi con le esperienze e la consapevolezza di se.

Per Freud (Sigmund Freud, Due voci dell’enciclopedia: psicoanalisi e teoria della libido, in Opere Vol. IX, trad.it., Boringhieri, Torino 1977) l’adolescenza è il raggiungimento di una sessualità genitale in quanto si abbandonano le immagini dei genitori interiorizzati, gli oggetti d’amore infantile e si costruisce una maturità genitale.

Oggi il corpo dei ragazzi cambia velocemente, il primo ciclo nella ragazza si è di molto anticipato.

Il secolo scorso si presentava la prima mestruazione intorno ai 17 anni mentre oggi la media è tra i 9 e i 12. La possibilità di procreare è quindi di molto anticipata e molto spesso i genitori non sono preparati. Adolescenti sessualitàI ragazzi iniziano ad essere consapevoli del loro desiderio e della loro sessualità anche grazie al contesto culturale. Se all’epoca delle ricerche del biologo dell’Indiana Alfred Kinsey sul comportamento sessuale (Il comportamento sessuale dell’uomo del 1948 e Il comportamento sessuale della donna del 1953) le statistiche relative all’età del primo rapporto sessuale dimostravano che solo il  15% degli intervistati aveva vissuto la sua prima volta a tredici anni, mentre a vent’anni non era più vergine il  73%. Oggi pare che la maggioranza degli adolescenti viva la sua prima volta intorno ai 15 anni, come dice una indagine fatta da Ipsos e commissionata da un’azienda di preservativi, combinata a una campagna di educazione promossa in collaborazione con Anlaids e svoltasi solo nel mese di ottobre del 2011. Purtroppo manca però una cultura della prevenzione dei problemi di natura sessuale, dalla gravidanza alle malattie trasmissibili, con tutti i problemi che ne possono derivare.

Cosa serve ad un adolescente per incontrarsi e non scontrarsi con la sua sessualità?

Certamente è importante l’atteggiamento dei genitori, se c’è naturalezza nell’affrontare quella dimensione della sua vita, certamente sarà più facile non avere insicurezze. Allo stesso tempo, i ragazzi hanno bisogno di informazioni per poi imparare a gestire in autonomia il loro mondo sessuale e sensuale, un mondo dove si prova a crescere, un universo speciale dove tante emozioni vengono ad essere mischiate, dove si vivono le proprie fragilità, conflitti, lotte con i genitori per l’indipendenza. La sessualità può rappresentare per certi adolescenti la modalità primaria per dimostrare di essere cresciuti, di non essere più bambini rendendosi indipendenti e stabilendo la propria identità, allontanandosi dai genitori per intensificare invece i rapporti con i coetanei, ritenuti sempre più importanti, benchè a volte poi anche condizionanti.

La sessualità viene vissuta come un banco di prova che coinvolge tutto.

Maturità psicologica individuale, paure, conoscenza del proprio corpo, valori morali proprio e del gruppo di riferimento, la propria affettività come il proprio romanticismo, il modo di costruire relazioni come le proprie idee sulla vita. A tale delicato momento sarebbe auspicabile che i ragazzi non arrivino solo armati di idee in parte immotivate o sensi di colpa, ma informati su cosa sia il sesso e le possibili controindicazioni in termini di salute, come funzioni il concepimento e la contraccezione, ancora tabù in tante famiglie. La sessualità degli adolescenti esiste e non va solo vissuta con negatività o paura per i propri ragazzi.
Certo anche per i genitori è un banco di prova perchè primo riporta in auge la propria adolescenza e secondo ricorda che i figli crescono e lo fanno in un mondo che spaventa moltissimi i genitori, ogni giorno di più. Si, il mondo fa paura, i ragazzi crescono tra mille pericoli e complicazioni. Ma non è un buon motivo per vivere di dinieghi e proibizioni.
E’ pur sempre la sola vita che hanno a disposizione e merita attenzione, cura, ci sono moltissime gioie e soddisfazioni che li attendono.
Per sconfiggere la paura, non si deve impedire o complicare questo naturale processo bensì accompagnare i ragazzi con atteggiamenti positivi, dando informazioni, dimostrandosi presenti pur senza intervenire in ogni loro scelta.

Il genitore deve riuscire a permettere e permettersi di far crescere il figlio adolescente.

Come? Facendo in modo che cresca secondo i  suoi tempi, discutendo con lui  ma lasciando che poi faccia delle scelte, che si senta di poterle fare. Certo, ci si renderà conto con tristezza che i ragazzi spesso condivideranno con altri i loro segreti, quasi mai si parla facilmente di sesso con i genitori, ma sapranno anche che in un momento di difficoltà potranno rifugiarsi a casa propria, trovando lì il supporto e  l’aiuto di cui potrebbero aver bisogno, dalle madri e dai padri, dalle figure che hanno accompagnato la loro crescita.

Pollicino:  Adolescenti e il Sesso 
 
L’Orco :  La colpa e la paura 
 
L’arma segreta : Comunicazione, Informazione, Sostegno
Marzia Cikada
Commenti

Scrivi un commento