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Dialogando con Psiche 8° – " Il Lutto e i Bambini" 2° parte – Pollicino era un grande
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Dialogando con Psiche 8° – " Il Lutto e i Bambini" 2° parte

Le favole non dicono ai bambini che i draghi esistono. Perché i bambini lo sanno già. Le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti. 
Gilbert Keith Chesterton

I bambini non devono conoscere la morte, il dolore, le cose brutte! Quanti adulti la pensano in questo modo? Moltissimi. Proprio di questo si è parlato durante l’incontro sul Lutto di Dialogando con Psiche del 13 giugno a Torre Pellice. Perché ci si chiede sempre come e cosa dire ai bambini quando un evento luttuoso arriva a colpire le proprie famiglie. La paura è sempre quella di ferirli, di farli piangere, di far vedere la realtà tutta intera com’è. Ma la realtà è un insieme di emozioni ed eventi dove la gioia e il dolore devono per forza trovare posto uno accanto all’altra e proteggere un bambino non sempre darà il risultato desiderato,  cioè un bambino sereno.

Cosa accade nella vita di un bambino quanto muore una persona per lui importante? Moltissimo. La sofferenza, il vuoto, il dolore sono proprio “da grandi”, con la complessità di non avere spesso parole o esperienza di quanto si sta vivendo. Il bambino non ha i significati per spiegare quanto accade intorno a lui, percepisce le emozioni ma non sa interpretare i fatti senza l’aiuto di un adulto. Se la morte non viene presentata al bambino in maniera semplice, non brutale ma onesta, se non si riesce a trovare il “come” accompagnarlo a conoscere questa emozione dolorosa e faticosa, se l’ambiente respingerà le domande del bambino, allora potrebbero manifestarsi dei problemi come comunicazione del suo disagio. Per esempio, facilmente il piccolo potrebbe manifestare problemi di natura psicosomatica ( specie problemi del sonno), potrebbe avere dei  cali di rendimento a scuola e poca attenzione in genere. Un bambino che affronta un lutto senza aiuto vivrà moltissime emozioni ambivalenti, legate anche a come la famiglia risponderà alla perdita. Se muore un fratellino o una sorellina, le reazioni della coppia potrebbero essere equilibrate o anche di iperprotezione o allontanamento dell’altro figlio anche solo per impossibilità di gestirlo a causa del forte malessere che si prova. In quei casi il bambino viene caricato delle emozioni dei genitori e non sarà facile per lui uscire da una spirale di messaggi, spesso contraddittori. Nei casi in cui invece sia un genitore a morire, sarà crescendo la sfida più grande per il bambino perché potrebbero esserci problemi di identificazione dovuti al vuoto che la mancanza della figura genitoriale lascia. Molti bambini poi, davanti ad una perdita importante, tornano indietro sui loro progressi, tornano più piccoli. Molti “dimenticano” che avevano imparato ad andare in bagno da soli o ad affrontare altre piccole sfide della quotidianità. Bisogna fare attenzione a questi grandi segni di disagio e aiutare il bambino a tornare come prima, con cura e delicatezza, rispondendo con attenzione a questi segnali che vengono lanciati al mondo. Ma il lutto per un genitore sarà complesso da elaborare senza l’aiuto del genitore rimasto. Spesso dilaniato dal suo dolore per la perdita del partner, può capitare che non si riesca a sostenere e aiutare il proprio figlio dando luogo ad un vero e proprio doppio lutto nel vissuto del bambino. Lutto per il genitore morto e per quello che gli viene portato via della troppa sofferenza, dalla sua personale fragilità che lo rende incapace di seguire e ascoltare il bambino. In quei casi, terribili per i minori, sarà utile che siano anche gli altri a segnalare al genitore sopravvissuto la loro preoccupazione, potendo magari chiedere aiuto ad un professionista perché il dolore del lutto non diventi motivo di perdita di benessere sul lungo periodo e perché sia possibile aiutare la famiglia ferita a ritrovare il suo modo speciale per andare avanti. E’ bene non tenere lontani i bambini dai riti della morte, è possibile che ci accompagnino al funerale, protetti magari dai particolari più difficili da spiegare nel rito, è utile per loro anche avere un posto ( come il cimitero) dove poter inviare le lacrime e i pensieri per la persona morta.

Ma cosa è importante sapere dei bambini? Nell’affrontare il tema del lutto con i bambini sono poche ma fondamentali le  informazioni che è bene tenere a mente, come per esempio che…..

  • I Bambini non devono subire le “censure” degli adulti. Quando si parla con loro chiediamoci sempre chi vogliamo davvero proteggere con le bugie dette sulla morte. Sono davvero loro a non volerlo sapere o siamo noi a fare fatica nel parlargli? La verità è sempre la miglior risposta, detta in modo semplice e chiaro, ma detta e non nascosta o inventata.
  • I Bambini vanno accompagnati con gentilezza e sincerità, preferiscono piangere che essere allontanati e tenuti all’oscuro.
  • I Bambini non vanno ignorati perché non sono in grado di capire ma ascoltati in tutte le loro manifestazioni, nelle loro domande specie  pratiche ( Ora con chi giocherò? Avrà fame? Si annoia ora che è morta? Chi mi accompagnerà a calcio? etc) perché sono tutti tentativi di dare un senso alla perdita e lo aiutano a renderla reale e quindi accettabile.
  • I Bambini  sono feriti dal silenzio degli adulti e cercano di riempire in qualche modo ciò che non gli viene raccontato, spesso inventando storie fantastiche laddove il silenzio dei grandi sia troppo grosso da accettare e ci sia il bisogno di capire.
  • I Bambini soffrono di sensi di colpa e si arrabbiano con chi muore proprio come i grandi. Le loro emozioni sono difficili da spiegare a loro stessi e spesso li spaventano ma sono reali e li accompagnano per lungo tempo se non vengono accolte.
  • I Bambini non vanno sottovalutati, con il giusto sostegno, potranno continuare a crescere sereni ma hanno bisogno di più tempo rispetto ad un adulto e di più attenzione a seconda dell’età.
  • I Bambini possono riparare creativamente al loro dolore e quindi non bisogna frenarli ma permettergli di manifestare la loro elaborazione come riterranno opportuno. Supervisionando ma senza limitarli.

Per fortuna negli ultimi decenni, i bambini si sono guadagnati l’attenzione dei grandi anche su temi delicati come la morte e oggi è possibile trovare strumenti importanti per introdurli anche a temi così delicati. Di molto aiuto sono alcuni libri di fiabe dove la morte è raccontata come un fatto della vita e si permette al bambino di accoglierla senza censure, basterà cercare nella letteratura specializzata in linea con l’età ( come il testo “Beniamino” o “Io e Niente” tra gli altri). Mentre l’adulto potrebbe ricorrere a qualche manuale di semplice consultazione o accogliere il suo stesso dolore per il distacco con racconti e storie da leggere insieme. Inoltre possono aiutare film sul tema della perdita, dove l’immagine può aiutare le lacrime e accompagnare il parlare del lutto.

Tutto può essere uno strumento utile per aiutare il bambini a capire cosa gli sta succedendo e per accettare le sue emozioni dolorose. Specie utilizzare le attività manipolative, espressive con l’ausilio di materiali, disegni, giochi, bambole o qualunque cosa che sembri incontrare il gusto del bambino. Insieme ad un ascolto attento, l’utilizzo di strumenti per manifestare e superare la sofferenza può fare molto per i bambini ma anche per gli adulti che li accompagnano. Infine, per permettere una accettazione dell’accaduto sarà necessario a volte creare con i bambini dei veri e propri riti personali per superare il dolore, riti che, anche se possono sembrare “strani”, possono avere una grande importanza per i piccoli, come visite speciali al cimitero, magari con dei doni, intimi funerali per chi non c’è più o altro. Rendere partecipi i più piccoli anche accettando di ripetere spesso le cose, sarà fondamentale per aiutarli ad andare oltre e crescere serenamente.

Pollicino:  Quando il bambino incontra la morte
L’Orco : La difficoltà di superare una perdita che non si capisce
L’arma segreta :  Parlarne, aiutare il bambino a capire, accettare le sue modalità 
Marzia Cikada
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