Per chi suona la campanella? Psicologia del ritorno a scuola.
Sgoccioli di vacanza per tutti, studenti, insegnanti, genitori. In queste ore sono tutti in agitazione, con speranze, aspettative, paure e non poche ansie da tutte le parti. La bella quotidianità delle vacanze finisce e inizia la scuola. Ansia? Un po’. Anche nelle migliori situazioni. Perchè la scuola è un luogo fantastico ma anche fantasticamente complesso e spaventoso, a modo suo. Ci si mischiano i timori dei ragazzi, la loro voglia di crescere, le capacità di educare degli insegnanti, la situazione economica del paese, i timori dei genitori che vedono diventare “grandi” i loro figli o solo temono un anno difficile di agitazione, note, capricci per fare i compiti, scenate e mal di pancia. Iniziamo da una banale constatazione: riprendere il ritmo non è facile per nessuno! Ci si sente affaticati in maniera particolare a riprendere una routine legata ai tempi della scuola, tempi del risveglio ma anche i tempi del dormire la notte, per non parlare delle ore di attenzione in classe e dei compiti a casa. Molti ragazzi mostrano particolare nervosismo in questa fase, sono irritabili, dormono male, si sentono di cattivo umore, sono particolarmente stanchi, proprio come gli adulti quando rientrano a lavoro. L’attenzione non è al massimo, anzi, è facile che si manifestino piccole difficoltà, problemi salute (gola, digestione, pancia, muscoli), stati di irrequietezza, problemi alimentari diversi ( dal non voler mangiare alla diarrea).
Cosa succede? La scuola mette alla prova tutta la famiglia e ansia, stress, paura fanno parte del gioco insieme con l’entusiasmo, la conquista dell’autonomia e della socialità, l’occasione di scoprire il mondo e quindi di allontanarsi un po’ da tutto quanto è “casa”. Un mix esplosivo che permette alla famiglia di conoscersi meglio, diventare consapevoli di come reagiscono alle situazioni speciali e crescere insieme. Per i ragazzi la scuola è un banco di prova di come stanno andando avanti nella loro storia, ma nello zaino con loro, insieme ai non poco pesanti libri, i ragazzi portano anche molto del loro stile personale, delle dinamiche familiari, della loro maniera di reagire alle frustrazioni e alle nuove scoperte. Per questo è fondamentale il ruolo della famiglia nel rientro a scuola.
-
Famiglia.
La famiglia per il ragazzo è sostegno e punto di riferimento. Tornare a scuola a tutte le età, innesca dei meccanismi diversi da caso a caso. E’ un momento delicato, reso critico da ansie e paure di bimbi e genitori, dove all’orgoglio di crescere si unisce la paura di sbagliare. Tutto appare nuovo ai piccoli studenti, orari, compiti, compagni, modi di organizzare spazio e tempo. Davanti ai nuovi compiti da affrontare molti bimbi si sentono spaesati. Se pensiamo poi al passaggio dalla scuola dell’Infanzia a quella Primaria, scopriamo che non sempre la continuità con la scuola precedente è garantita. In questa fase, i genitori, meglio alleandosi con la scuola, devono essere dei bravi accompagnatori, capaci di esserci, di sostenere, ma senza togliere al bambino il piacere e la fatica di prendersi nuove responsabilità. Non dimentichiamo che, lo stile con cui si educano i figli si riflette nel loro modo di affrontare la scuola (per es. uno stile iperansioso potrebbe rendere difficile l’integrazione, facendo sentire il bambino inadeguato, etc). E’ bene che il genitore si chieda con quali aspettative accompagni i bambini al loro primo giorno. Perché esserne consapevoli può essere di aiuto per evitare ci si trovi, poi, proprio di fronte al discolo che si temeva diventasse.
Le varie fasi di transizione da una scuola all’altra sono anche condite, specie nell’età fino ai 15/16 da molta pressione sociale, l’incontro con i compagni può diventare uno scontro per certi ragazzi non ancora maturi psicologicamente. Pensiamo al Bullismo. Osservare i ragazzi e cercare il dialogo, non l’interrogatorio investigativo ma il dialogo, può essere utile per agire i
n caso di difficoltà, sia come vittima che attore di episodi di violenza scolastica. Ma non c’è solo questo, un ragazzino che si senta inadatto potrebbe trovarsi estremamente spaesato nel mondo dei coetanei e tirarsi fuori dal gruppo, isolarsi, costruire una fobia intorno alla scuola. Condividiamo emozioni e ricordi delle esperienze che si sono fatte a scuola. Avviciniamoci al loro mondo senza forzarlo, cercando di fargli sentire vicinanza e regalando un poco di entusiasmo e voglia di infilarsi nella bella avventura che può essere la scuola. Questo incoraggerà l’autonomia dei giovani studenti e li tranquillizzerà rispetto alla paura di non essere all’altezza. E non dimentichiamo della possibilità di rivolgersi ad un professionista se lo stress, normale inizialmente, diventasse un problema sempre più presente e ingombrante. Forse non è solo la scuola il problema o lo è in un modo da comprendere insieme.
Nel pratico è bene rispettare e accompagnare anche un adattamento fisico ai nuovi ritmi, ma senza forzature. Se i bambini sono abituati ad andare a dormire ad una certa ora, non si dovrà anticiparla di troppo perché poi si torna a scuola. Ma adattare gradualmente. Anche tutto quanto gira intorno alla scuola andrà calibrato, tipo di alimentazione, orari di uscita, attività extrascolastiche dovranno trovare come andare li più possibile d’accordo con i nuovi impegni scolastici.
-
Scuola e Famiglie
E dalla parte degli insegnanti? Chiaramente la scuola ha un ruolo fondamentale in questo rientro a scuola, che non si gioca solo in famiglia. Ma la necessità della partecipazione della famiglia è importante, nel modo anche in cui verrà coinvolta nella varie fasi della scuola.
Una adeguata comunicazione contro le diffidenze che spesso le famiglie covano contro il sistema scolastico, spesso affaticato da problemi “interni”, aiuterà ad informare e formare sia i genitori che gli insegnanti e a rendere il mondo della scuola vivo, un sistema in cui ognuno fa la sua parte. Organizzazione di orari e didattica, un piano educativo talvolta fallace, docenti nuovi e ricerca di un senso di gruppo tra colleghi e di un buon rapporto con la classe. Insomma, le sfide dell’insegnante non sono poche ma di certo sarà auspicabile che la didattica non sia la sola a cui fare attenzione ma che ci sia spazio anche per le relazioni. La ricerca di una alleanza possibile e non dello scontro con le famiglie, la possibilità che queste vengano coinvolte potrebbe rendere il rientro a scuola più tranquillo e l’anno scolastico tutto pieno di possibilità per una scuola coinvolgente e capace non solo di insegnare ma di formare, educando ed educandosi.
Augurandomi che la scuola riesca ad essere il luogo speciale che potrebbe e dovrebbe essere, buona scuola a tutti, ma proprio tutti!
Pollicino: Chi torna a scuola, per insegnare, per apprendere, per accompagnare un figlio L’Orco : Ansia, stress, paura e mancanza di comunicazione L’arma segreta : Dialogo, fiducia e controllo delle aspettative senza dimenticare di fare alleanza!




Pingback: Scuola e Famiglie, quanto è difficile parlarsi! ( senza urlare) | Pollicino Era un Grande