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Quel caro, amabile, terrore. Psicologia "da paura" ad Halloween. – Pollicino era un grande
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Quel caro, amabile, terrore. Psicologia "da paura" ad Halloween.

In questo mondo, non c’è che il terrore per difendersi dall’angoscia.

Louis SCUTENAIRE

 

Non ricordo quale sia stato il mio primo film Horror. Ricordo che da ragazzina mi divertiva l’idea di vederne così come mi irritava la proibizione a farlo. Ai tempi non si festeggiava Halloween, benché si sapesse bene cosa fosse e i film della saga (il primo Halloween era nelle sale dal 1978) fossero già famosi anche dalle nostre parti. A me i film “di paura” piacevano e piacciono ancora. Esiste un motivo ben chiaro per cui finiamo con l’amare i film horror, ricercandoli in molte occasioni.

Il cinema horror nasce nel 1896 con un breve filmato di tre minuti dove un pipistrello si aggira volando un una stanza per trasformarsi poi nel diavolo in persona, si chiamava Le Manoir du Diable. Da allora gli effetti speciali hanno fatto passi da gigante ma il risultato è sempre lo stesso, storie dove ci si spaventa. Che sia un maniaco, un serial killer o un mostro, che sia un film slasher o un orrore fatto di sensazioni ma senza spargimenti di sangue, l’importante è provare paura.

Il fascino della paura è senza età.

I bambini amano giocare con gli spettri e giocare a scappare dal mostro, gli stimoli spaventosi li divertono, chiaramente se li accompagniamo.  La fase della vita che più è dedita a cambiamenti e personali mostruosità, l’adolescenza, non a caso resta il target preferito dell’horror. I ragazzi si sentono spesso terribili e i film rispecchiano la loro paura interiore, mentre il gruppo li contiene e resistere alla visione di un film spaventoso li fa sentire meglio.

Non per niente si va in gruppo al cinema, perché si deve mostrare la propria capacità di resistere alla paura (e poi nel buio della sala chi ha paura si stringe forte a noi!). Questo ha un valore aggiunto non da poco, perché a godersi tutto il film fino alla fine, ci si sente in gamba. Quello che potremmo chiamare senso di auto-efficacia che aumenta man mano che diamo prova di gestire bene la situazione. E più questo aumenta più saremo soddisfatti una volta finito il film o cosa per lui. Chiaramente questo non capita solo ai ragazzi.

terrorepsicologia

Tutto il mondo del cinema horror, ma anche la letteratura sul tema, ci dice che a molte persone, a tutte le età, avere paura piace, eccome. Come mai? Semplicemente, ci piace rischiare senza rischio, camminare sul filo di lana nella certezza che non si spezzerà, lanciarci ma con il paracadute ben sicuro sulla nostra schiena.

Nei film percepiamo il rischio, ci spaventiamo ma questo ci diverte, ci fa sorridere.

Siamo davvero coinvolti in quello che viviamo, siamo attivati fisiologicamente, il nostro corpo ha reazioni tipiche della paura eppure questa non ci paralizza, non ci blocca, non ci fa scappare. Anzi, ci godiamo il momento.

CHE ACCADE? Quando ci sottoponiamo a stimoli paurosi, il famoso film horror, il nostro corpo entra nella situazione di stress dovuta alle immagini e alle sensazioni che prova. Questo fa  che venga rilasciata adrenalina. L’adrenalina ci dice che siamo in pericolo, ci prepara all’attacco (o alla fuga) con tutta una serie di trasformazioni interne. Inoltre sono coinvolte endorfine, neurotrasmettitori e  dopamina. Mentre tutto il corpo si mobilita per evitare ripercussioni negative e siamo al massimo della concentrazione, arriva il comunicato speciale “E’ solo un film!”. Di colpo lasciamo andare tutto, siamo salvi e la reazione è di sollievo e piacere. Ce l’abbiamo fatta e senza un graffio.

paura

Ricordiamoci che la PAURA è una emozione necessaria, non solo, è naturale provarne e ci aiuta in momenti diversi della vita.

Se non provassimo paura, non potremmo difenderci o scappare. Saremmo nudi in un mondo spesso pericoloso. Davanti al mostro di Venerdì 13  o Halloween appunto, viviamo la paura ma sappiamo, in cuor nostro, che finito il film accenderanno le luci, usciremo dal cinema e saremo salvi. L’elemento rischioso è sotto controllo, in ogni momento potremmo spegnere tutto o andare via, non ci sarebbe fatto alcun male. Il nostro bisogno di sensazioni forti è appagato e noi non ci siamo fatti nulla.

C’è un altro motivo per cui i film horror e le feste come Halloween hanno un significato importante. Ci insegnano a giocare con tutto ciò che è spaventoso, ci dicono che possiamo rendere dolci anche le cose terribili. Come nelle favole, nelle storie horror il male diventa vincibile, la maggior parte dei mostri perde, nei costumi delle feste in maschere si gioca a far paura ma per ridere e ogni risata rende meno potente la paura stessa e ci rende più forti di fronte a lei.

Le fiabe non insegnano ai bambini che i draghi esistono, loro lo sanno già che esistono. Le fiabe insegnano ai bambini che i draghi si possono sconfiggere.

G.K. CHESTERTON

Creando, guardando e combattendo mostri che non esistono, diventiamo più capaci di sopportare le nostre vere paure. Esorcizziamo la paura che viviamo naturalmente, scoprendola vincibile e questo ci fa stare bene.

Per questo è un buon allenamento giocare a “Dolcetto o Scherzetto!”

 

Pollicino:  Imparare a fare i conti con la paura in un contesto sicuro.

L’Orco:  La reazione fisica che abbiamo davanti alla paura inscenata nei film.

L’arma segreta: Il sorriso di chi si salva alla fine del film!

Marzia Cikada

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