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Big Mouth (2017) Animated Sit-com – Pollicino era un grande
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Big Mouth (2017) Animated Sit-com

Seeenti! Sono una teenager! Vorrei essere ovunque tranne che qui! Sono fatta di cupi silenzi seguiti da acidi commenti seguiti da altri cupi silenzi!
Deadpool (film)

Subito dopo essere vivi, la fatica più grossa è fare del sesso.
Andy Warhol

 

Di sesso ai ragazzi si parla spesso male e ancora troppo poco. Una serie tv animata riempie questo spazio vuoto con informazioni e non poche parolacce. Quindi iniziamo con l’essere chiari: in questa serie ci sono battute molto poco politicaly correct, non si lascia immaginare niente, il sesso è esplicito anche se si tratta di quattrordicenni disegnati.
 

Ma, quanto vanno per il sottile le conversazioni dei ragazzi quando, cercando di fare i duri e navigati, parlano di sessualità, ciclo femminile, rapporti orali, eiaculazione?

 
Comunque, la serie Netflix è stata vietata sotto ai 14 quindi i genitori sono avvisati.
 
Ammetto che all’inizio la crudezza dei dialoghi e il poco da immaginare, mi ha quasi  annoiata e a tratti stancata. Ma poi mi sono fermata a pensare agli adolescenti che conosco, anche professionalmente. La loro idea di sessualità a volte è confusa, gli piacerebbe saperne di più ma spesso non hanno adulti a cui chiedere, si sentono sconvolti e vogliono sembrare padroni della situazione, tra di loro cercano di sembrare a loro agio con temi intimi, spesso calcando eccessivamente la mano. Le emozioni li fanno sentire vulnerabili e temono le ferite del cuore quasi quanto quelle dell’ego e della reputation tra i pari. Quindi, non sono poi così diversi.
 
BIG MOUTH (Grande Bocca) affronta la scoperta della sessualità in un gruppo di preadolescenti e adolescenti compagni di scuola e amici tra loro. I principali protagonisti sono Nick Kroll e Andrew Goldberg, amici da sempre e destinati a proteggere la loro amicizia dai colpi bassi della pubertà.
 

Ci sono le prime erezioni, la prima mestruazione, l’amicizia, la ricerca del proprio orientamento sessuale, la voglia di sentirsi grandi e la paura.

 
Ognuno ha la sua famiglia, alcune collaborative e serene, altre rigide, alcune alle prese con tradimenti e problematiche familiari. Eppure i ragazzi cercano a loro modo di creare un loro spazio, si arrabbiano, dicono parolacce, hanno paura, piangono e cercano di piacere agli altri. Dalle differenti famiglie escono fuori diverse maniere di affrontare la vergogna, la scoperta, il desiderio.
 
Su tutti il terribile Mostro degli ormoni (e la sua fantastica versione degli ormoni femminili). Mostruosi perché danno meravigliosamente l’idea di come certi comportamenti dei ragazzi, siano gestiti dai loro ormoni, da un cervello ancora in cambiamento, da forze più forti di loro. Questo è un aspetto che è bene avere a mente, come adulti alle prese con gli adolescenti.
 
Quindi ecco tutta una serie di problemi con il proprio corpo che effettivamente ragazz* di tutto il mondo vivono in quegli anni, scoprire il seno, il potere della seduzione, il desiderio, il corpo che si eccita senza deciderlo razionalmente. Tutti passaggi che possono disorientare se non si ha consapevolezza di cosa significhi, ma anche un disorientamento sano, se apre alla possibilità di sperimentarsi per capire chi si è.
 

In Big Mouth, tutta una serie di luoghi comuni e problemi reali vengono affrontati con leggerezza.

 
Nella puntata sul primo ciclo mestruale di Jessie, si vive tutta l’angoscia della giovane e il suo bisogno di comprensione. Il suo scoprire il corpo fa tenerezza e insieme viene da pensare che moltissime giovanissime donne, davanti a certe scoperte, sono lasciate a se stesse. Non mi stupisco che poi, non sono poche le donne adulte a scoprire una sessualità soddisfacente dopo i trenta/quaranta anni.
 

Se i maschi avessero il ciclo ne farebbero uno sport olimpico.

Darebbero medaglie per quello più abbondante.

Mamma di Jessie

 
Si affronta la scoperta naturale del proprio orientamento sessuale, magari cantando con il fantasma di Freddy Mercury, riportando i dubbi su quello che ci piace o no in una cornice di naturalezza. Perché chiederci “chi mi piace” è assolutamente naturale.
 
Si parla del primo bacio, delle prime relazioni forzate dalla pressione sociale del gruppo e il potere, fantastico e fondamentale, dell’amicizia. Vera protagonista della serie, anche più del sesso.
 
Perché anche i migliori genitori non sono abbastanza davanti all’avventura della pubertà, della scoperta del sesso, della paura di diventare grandi. Ecco allora che l’amicizia diventa l’ancora di salvezza a cui aggrapparsi. La vera certezza. Il porto sicuro in un mare in tempesta. L’amicizia, i pari, il legame speciale che si crea in quegli anni assoluti è fondamentale. Le dinamiche degli adolescenti sono importanti e molto spesso passano attraverso la sessualità, mascherata o chiara che sia.
 

Quanti dubbi circondano il sesso? E quanto può aiutare una serie tv animata? Molto.

 
Magari i ragazzi possono guardarla con un genitore, se questo è disposto a non arrossire, e divertirsi a fare domande e chiedere cose. Di certo passano molte informazioni reali, sul piacere, il corpo, la responsabilità rispetto se stessi e gli altri. Tutti argomenti fondamentali e che, affrontati con sfrontata semplicità e immediatezza, offrono una possibilità, quella di crescere senza paura o, anche solo, con meno paura, perché poi, quando si è di fronte al primo bacio, un poco di paura si prova sempre. Ed è bello così.
 
Questa serie ci dice anche, in fondo sapere come funzioniamo, ci rende più attenti ai nostri bisogni. Che il nostro corpo non va umiliato, nascosto, punito ma amato, conosciuto, rispettato.  Perché fare sesso non significa saperlo fare o ancor meglio, conoscere la propria sessualità. 
 
In un paese che ancora trascura l’educazione all’affettività ma anche alla sessualità, che ancora lascia che molte ragazze possano provare vergogna nell’usare il primo assorbente, nello scoprire che se ti tocchi e provi piacere non stai facendo niente di male, Big Mouth si presenta come una occasione, se ben sfruttata da genitori e adulti, per entrare nel mondo dei ragazzi, per aiutarli quando sono spaventati, per renderli consapevoli della delicatezza di certe scelte. Tra una imprecazione e l’altra, infatti, si parla molto anche di sentimenti, di emozioni, di primi innamoramenti con tutte le loro incertezze. E anche ai “grandi” un ripasso non farà male. Anche perché sono molte, troppe, le donne che non saprebbero descrivere come sono fatte.
 
Certo, mi si potrà dire che certe scene sono eccessive, altro che la torta di mele di American Pie, ma crescere è sempre una esperienza esagerata.

 


Pollicino: Adolescenti in preda agli ormoni
L’Orco: Il bisogno di orientarsi tra i cambiamenti del corpo
L’arma segreta: Ironia per affrontare temi “caldi”su cui spesso non ci sono abbastanza informazioni.

Marzia Cikada
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