Top
Chi dice Donna… – Pollicino era un grande
fade
13573
post-template-default,single,single-post,postid-13573,single-format-standard,eltd-core-1.1,flow-ver-1.3.5,,eltd-smooth-page-transitions,ajax,eltd-grid-1300,eltd-blog-installed,page-template-blog-standard,eltd-header-vertical,eltd-sticky-header-on-scroll-up,eltd-default-mobile-header,eltd-sticky-up-mobile-header,eltd-dropdown-default,wpb-js-composer js-comp-ver-5.0,vc_responsive

Chi dice Donna…

DATE ALLE DONNE OCCASIONI ADEGUARE

ED ESSE SARANNO CAPACI DI TUTTO 

Oscar WILDE

 

Chi dice Donna dice…Bellezza

 
Mi piace guardare la meraviglia che alcune donne portano con sé. Palese o nascosta che sia, visibile ad occhio nudo o da cercare tra le pieghe di un sorriso, le donne sono belle. Ma di una bellezza piena che non facilmente si lascia andare negli scatti dei fotografi. Sono belle, non come i rotocalchi e le mode le disegnano, ma come sono. Senza il bisogno di chiedere “scusa” se non sono perfette, perchè il corpo non va perdonato  (Sonya Rennee). Nella loro bellezza c’è qualcosa di magico anche quando tenuto nascosto come una vergogna. Le donne sono belle con i segni sulla carne dei loro dolori e delle loro storie, con il trucco esagerato di una serata a ballare, con i capelli a cuscino senza neppure aver dormito, per un mal di denti di figlio o il male di una anziana madre. Le donne sono belle nelle forme morbide come nelle insenature più asciutte, nelle rughe che disegnano il volto come nei capelli colorati, spesso per giocare a essere anche altro da quello che credono dover essere. Ma troppo spesso le donne fanno fatica a vedere la loro bellezza, con in mano uno specchio che inganna, fatto di pregiudizi e stereotipi che non riflette ma copre ogni luce.
 

Chi dice Donna dice … Sacrificio

 
Donne che vivono ovunque, nelle grandi città come nei piccoli villaggi, che con la schiena china e lo sguardo assente, accettano tutto per dare da mangiare a un figlio, per il bene di una famiglia, per dare un significato al loro essere vive. Donne che corrono più del vento tra gli impegni della giornata, con una agenda che è rigonfia e il desiderio di riuscire ad essere perfette in tutto, come fosse possibile, dopo dieci ore di lavoro avere anche voglia di stirare e annaffiare i fiori. Eppure lo fanno e a volte persino con piacere. Riescono ad essere multitasking giocando  nello stesso tempo mille ruoli. Mamme, professioniste, amiche, amanti, figlie. Con l’orologio che scandisce il passo, verso l’ufficio, lo studio, la scuola, il pediatra, il supermercato, l’officina. Credendo che sia dovuto e necessario che tutto sia perfetto, che nulla fa se non si riposa abbastanza e se si sente un dolore nello stomaco, l’importante è che la lista delle cose da fare sia completata, per ricominciare da capo. E allora non si curano troppo le donne, perchè prevenire ha bisogno di tempo e quello è prezioso e manca sempre alla conta. Organizzare è fatica e spesso lo si deve fare sole, senza aiuti e senza politiche adatte a riprender fiato. Troppo spesso fanno fatica, le donne, a capire che non è importante il quanto ma il COME. Ripromettersi la perfezione è il primo passo per una maledizione che si attacca addosso e poi è difficile mandar via, la polvere è una guarnizione accettabile sulle mensole di casa, se sul divano si sta abbracciati con qualcuno che si ama o dentro una coperta calda mentre si ascolta musica o con un bambino sorridente che chiede la sua favola.
 

Chi dice Donna dice…Futuro

 
Le donne si inventano mestieri, giocano, creano, sono sensibili e concrete insieme. Sanno governare un paese, conoscono le parole della pace, possono immaginare il mondo che vorrebbero. Sanno le regole dell’ingegneria e insieme abbinare i colori, ma non sempre fanno entrambe le cose. Conoscono la storia delle loro nonne e bisnonne, e si meravigliano di quante guerre altre donne hanno vinto per essere libere, per una parola semplice “uguale”. Una parola che suona come una campana a festa a dirla ad alta voce ma il cui effetto si perde come un eco tra le valli. Si mettono i pantaloni le donne e si tagliano i capelli, eppure non sempre si ascoltano quando scelgono la loro strada.  Troppo spesso si sentono dire che il rosa è il loro colore mentre il blu non gli dona e che alla chiave inglese dovrebbero preferire l’asse da stiro, come la cucina alla chimica biologica o che le stelle son da guardare chinando dolcemente la testa sulla spalla di un uomo e non in orbita dallo spazio dentro ad una tuta d’astronauta. E tanto se lo sentono dire o se lo vedono intorno quello che dovrebbero essere, che si dimenticano di quello che sono e tradiscono il loro futuro.
 
 

Chi dice Donna dice … Amante

 
Perchè la parola amore, in salse, colori, profumi diversi, finisce sempre per entrare nel loro vocabolario, accompagnata dal piacere e dal desiderio come necessaria compagnia. Le donne tengono per mano chi amano, proteggono e sostengono i loro uomini, insieme combattono per costruire le loro case, per vivere la loro famiglia, per carezzarsi contro la solitudine. E poi ci sono le donne che amano altre donne, le sognano, le baciano, le accarezzano, le stringono a sé, combattono per poter scegliere insieme come essere famiglia, non sempre riuscendo, a volte forzate al più violento silenzio per i sentimenti che provano, mentre invece vorrebbero intonare un canto di gioia. Troppo spesso l’amore delle donne diventa un’arma per ferirle e umiliarle in mano a troppi uomini che le rendono piccole, così da poterle schiacciare. Troppo spesso l’amore delle donne sembra essere un insulto sulla bocca di chi non arriva a capirlo, o teme di riuscirci e per questo, o altri motivi sempre infelici, lo teme, lo accusa, cerca di nasconderlo sotto coperte ammuffite di leggi e regole (umane, sempre e solo umane) che avrebbero tutto il potere di cambiare ma fingono essere immutabili.
 

Chi dice Donna dice… Madre

 
Le donne accolgono, vivono il miracolo di dare la vita e sono pronte a dare la loro per un figlio desiderato, e lo amano anche quando viene da un grembo non loro, per le mille storie del mondo che separano e perdono. Madre è una parola che porta con sé il Sacro della nascita e il bello della fatica, delle notti eterne quando i figli piccoli non dormono o, fatti grandi, sono fuori con gli amici e non rientrano. Le mamme hanno orecchie per ascoltare i brutti sogni e fare coraggio, occhi per vedere i bambini diventare adulti, bocche per insegnare il buono e il cattivo, o per sorridere perdonando una marachella. Le madri hanno mani per stringere mani più piccole il primo giorno di scuola, abbracciare un nipotino che teme i ragni e medicare dolcemente un ginocchio sbucciato per le corse in giardino. Troppe madri finiscono, per la violenza di un uomo, a dover riconoscere il corpo morto di una figlia a cui avevano medicato le ginocchia, a dover ascoltare le parole che giustificano la violenza con una gonna troppo corta, o leggere gli insulti sbattuti online per qualche chilo di troppo o per un taglio di capelli da maschio su una testa di bambina. Troppe non saranno nonne per la mancanza di una legge che permetta alle loro figlie di essere, come loro, madri.
 

Chi dice Donna dice…Violenza

 
Perchè ancora oggi sotto il patinato luccichio della parola “uguale” ci sono idee diverse. Ancora oggi la violenza è compagna, fin troppo fedele, nelle storie di troppe donne. Sul lavoro, in strada, a scuola, sul bus. Essere donna finisce con l’essere un segno sulla pelle, ben visibile a tutti, che contraddistingue il suo essere vittima. Far del male alle donne sembra sia più facile da accettare, alcuni lo chiamano “amore” e  usano la più maltrattata delle parole, per tirare su alti recinti spinati dove tenere le donne prigioniere, fino all’ultima sberla. Troppo spesso si cede all’uso di quella parola, “amore”, per raccontare le storie delle donne che muoiono. Chi lo fa cede alla lusinga di credere sia persino accettabile che l’amore ammazzi di botte. Ma dove si ferisce non c’è amore e accettare una visione distorta della realtà rende complici.
 

QUANDO SI PARLA DI VIOLENZA ALLE DONNE,

ANCHE UNA SOLA VOLTA È TROPPO SPESSO. 

 
Abbiamo il dovere di raccontare, parlare, far conoscere e non giustificare quanto accade a moltissime donne per il loro sesso, per le loro idee, per le loro scelte. Donne che imparano a conoscere la violenza prima della tenerezza, la colpa senza il peccato, la solitudine e non l’amore. La violenza non è mai una storia lontana. E’ intorno a noi, dentro le parole che usiamo senza pensarci, per una abitudine di secoli, nella testa delle stesse donne che hanno fatto della violenza una consuetudine a cui fanno fatica a rifiutarsi. Non si possono vedere alternative se si guarda sempre e solo lo stesso muro. Per questo è importante ricordare che esiste una Giornata contro la Violenza sulle Donne, per questo è bene informare sui mille volti che ha la Violenza, nella coppia come a casa, nei Social, nelle strade, nei governi come nei supermercati e tra i banchi di scuola.


Le donne sono un Dono e  danno spesso tutto quel che hanno, anche la vita. Per questo servono uno, dieci, mille Giornate Internazionali contro la Violenza alle Donne, per proteggere la bellezza, l’amore, le madri, il futuro, la poesia. Perchè si possa davvero insegnare alle donne come crescere libere, senza più bisogno di date speciali sul Calendario. Solo quando le donne, come gli uomini, saranno liberi di essere pienamente quello che sono, vivendo lontano dalla paura, non servirà più un 25 Novembre.


Marzia Cikada
Commenti

Scrivi un commento