Privacy Policy La Psicologia ai tempi del Coronavirus - Moriremo tutti, ma non è una cosa seria! - Pollicino era un grande
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La Psicologia ai tempi del Coronavirus - Moriremo tutti, ma non è una cosa seria! - Pollicino era un grande
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La Psicologia ai tempi del Coronavirus – Moriremo tutti, ma non è una cosa seria!

A poco a poco la idealizzò, attribuendole virtù improbabili, sentimenti immaginari, e dopo due settimane pensava solo a lei.
GABRIEL GARCIA MARQUEZ – L’amore ai tempi del colera

Com’è difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore
In quest’epoca di pazzi ci mancavano gli idioti dell’orrore
FRANCO BATTIATO – Bandiera Bianca

La vita è pericolosa, sarà sempre pericolosa, ognuno di noi può morire per un motivo qualsiasi nei prossimi dieci minuti, non esiste nessuna possibilità di non morire .
FRANCO ARMINIO – Decalogo contro la paura

 

Coronavirus, quarantena, virus, allerta, paura, pandemia, mascherina, amuchina, paura di nuovo e più forte. Ecco, in poche parole, quello che sta accadendo dalle nostre parti.

 

In campo giocano due squadre.

 

Da una parte, gli Ossessionati, che non perdono un TG regionale, sono attaccati alla TV, radiogiornali, assalgono supermercati e farmacie alla ricerca dell’amuchina perduta e si mettono la mascherina – ultimo modello I-tech comprata online a €100 – anche in casa, senza aver capito che servirebbe per proteggere gli altri se il virus ce l’hai. Sofferenti e spaventati, vivono chiusi in casa e con occhi pieni di sospetto per tutti, cinesi o lombardi che siano. Per loro sono giornate terribili e dovremmo dargli una mano a normalizzare la loro visione del mondo.

 

Dall’altra parte, abbiamo la Squadra dei Ma Figurati! Quelli che anche a Codogno, città blindata in piena zona rossa, starebbero in giro a far festa, quelli che “sono morte SOLO persone anziane“, quelli che prendono in giro gli Ossessionati, perché a loro, sicuramente, non capiterà mai e se li mettono in quarantena escono comunque, ché la birra elimina ogni virus. E mentre le mani dei primi ormai sono ormai quasi trasparenti come carta velina a causa dei ripetuti lavaggi, quelle degli altri sono orgogliosamente sporche. Si notano spessi strati di polvere, come una moquette di batteri, come esistesse solo il Codvid-19, ignari che l’igiene non è mai andata fuori moda ed è sempre apprezzabile. Ma loro no, loro vogliono dimostrare che non temono nulla, nemmeno il cattivo odore che emanano.

 

Tra Ossessionati – che sono certi che moriremo tutti in breve tempo – e i Ma Figurati! – che vivono in un Valhalla di immortalità menefreghista, ci sono le persone Responsabili.

 

Loro si informano, ma non esagerano, si lavavano le mani anche prima, ma ora fanno attenzione anche ai polsi, leggono con moderazione e sono dispiaciuti che alla fine, quelle persone che non ci sono più sono comunque morte prima del tempo e allora facciamo attenzione, senza stravolgere – se possibile – la vita. I Responsabili sanno che, una comunità attenta, è un dono prezioso per tutte le persone.

 

Tanto rumore ma per qualcosa

 

La zona dove vivo e lavoro, il Piemonte, è zona gialla. I casi aumentano e aumenteranno. Perché prima o poi, finiremo con il conoscerlo tutti questo virus cinese ormai in giro per il mondo.

 

Ma cos’è esattamente? Un virus sconosciuto e per questo senza ancora un vaccino. E poi. Poi ce lo spiega molto bene il Piero Angela nazionale su SuperQuark. E come Angela, il tema fondamentale, non è tanto il virus ma la reazione che stiamo avendo. Sembreremmo più un paese di Ossessionati. Spaventati, irragionevoli, persone senza pensiero critico, che usano -impropriamente – mascherine anche in video pubblici, scatenando paura e psicosi.

 

La percezione del pericolo è ben diversa dal pericolo stesso.

 

Anche come questo viene comunicato fa la differenza. L’ottica preferibile è quella della prevenzione senza estremi, dell’informazione contenuta e solo su fonti ufficiali. Credere a tutto quello che si legge, non è mai stato così pericoloso. Perché il terrore rende irrazionali e quindi capaci di azioni spropositate e dannose, per noi e per gli altri. Quindi leggiamo e seguiamo solo fonti come il Ministero della Salute per esempio, che ha realizzato il decalogo dei comportamenti da seguire.

 

Siamo in una situazione di emergenza, questo non significa che dobbiamo permettere all’ansia di avere la meglio su di noi. Capiamo non indoviniamo.

 

Fermiamoci e comprendiamo che quello che possiamo fare ora e riscoprire il senso di essere comunità, facendo il proprio pezzo nel quadro comune di responsabilità e attenzione, senza crollare in azioni esagerate e inefficaci, quando non inutili e dannose.

 

Informarsi ma con moderazione e solo su canali sicuri

 

Le notizie di supermercati svuotati è una notizia che ci fa comprendere l’esagerazione del momento. Non ci stanno chiedendo di chiuderci in casa, anche laddove si sia in situazioni più delicate, non serve correre a far scorte. Ma in questo, la comunicazione sul web, quando non ride del caricaturale ossessionato che compra di tutto – ma non le penne lisce sembrerebbe – ha una sua potente responsabilità.

 

Se molte foto sono fake, falsi per farci due risate, quel riso per un pugno di like, scatena in molte persone una incontrollata paura e, per imitazione di qualcuno che forse neppure esiste, la seguono fin dentro il primo centro commerciale per fare razzia.

 

Se sono in uno stato ansioso esagerato, vedere altri fare azioni anche eccessive, scatena in me un bisogno di emulare, come strategia di sopravvivenza alla paura. Non al virus, alla paura. Ben più fatale in molti casi.

 

Siate il più possibile in preda alla ragione, scegliendo i comportamenti da attuare per prevenire ogni possibile contagio in maniera attenta ma non inutilmente rigida.

 

L’opinione ce l’hanno molti. La convinzione pochissimi. L’opinione arriva al volo dalla parola, dalla gazzetta, dal desiderio e dalla chiacchiera, riprende il volo al primo soffio di vento, è appiccicata ai fatti e sempre soggetta alla pressione dell’atmosfera, alla psicosi di massa. La convinzione nasce dall’esperienza vissuta, si nutre di cultura, resta personale e inerisce ai fatti. L’opinione è massa, la convinzione l’uomo.

Stefan Zweig
scrittore, giornalista e drammaturgo

 

Non stiamo giocando a è tutto un bluff VS moriremo tutti (o “molilete tutti” come canzonava all’inizio qualche post di bontemponi, quando, sbagliando, si pensava fossero le persone di nazionalità cinesi da dover evitare). Una situazione come questa amplifica alcune caratteristiche della nostra personalità, del nostro modo di vedere il mondo. Su questo la psicologia avrebbe molto da dire e da aiutare. Anche solo per comunicare alle persone cosa sta accadendo, senza sottolineare gli aspetti più “spaventosi” per scrivere l’articolo sensazionale.

 

La psicologia serve a comunicare

 

Per molti di noi è la prima volta che ci si trova a vivere un momenti di urgenza di questo tipo e questo può spaventare. E’ certamente un momento complicato. Ma possiamo usarlo per riflettere su tanto di utile.

 

Per esempio.

L’isolamento forzato che è stato vissuto da molte comunità, potrebbe essere occasione per provare a comprendere sulla nostra pelle, le emozioni che facciamo vivere, ogni giorno, a milioni di persone per cui non riusciamo a provare nessuna empatia. Un momento di riflessione su cosa significhi e su come con leggerezza, si crei isolamento ogni giorno, quando gli “appestati” non siamo noi. I racconti dei turisti italiani respinti o bloccati per il timore del virus, potrebbero farci immaginare cosa significa sentirsi allontanati, soli, denigrati per la propria appartenenza ad un territorio in stato di emergenza. Sempre e solo per esempio, eh!

 

 

Cosa succede negli studi delle psicologhe e degli psicologi intanto?

 

Negli studi privati è bene che ogni professionista faccia la sua scelta responsabile. Se non ci sono problemi, mantenendo un elevato – più del solito – livello di igiene è possibile lavorare, chiedendo cliente per cliente come stanno vivendo questo momento, anche per sostenere le persone più sensibili. In alcuni casi è bene proporre di spostare il setting online, utilizzando skype per fare consulenza o terapia.

 

Da parte sua, l’Ordine Nazionale ha redatto un Vademecum CNOP – Vademecum psicologico coronavirus per i cittadini – Perché le paure possono diventare panico e come proteggersi con comportamenti adeguati, con pensieri corretti e emozioni fondate. Come supporto alla cittadinanza.

 

Perché la paura deve comunque avere una proporzione con gli avvenimenti reali che si stanno vivendo.

 

Intanto.

Intanto cerchiamo di mantenerci tranquilli. Non sappiamo cosa accadrà ma possiamo immaginare che si troverà un modo per arginare e conoscere questo virus.

Usare precauzione è quanto di più prezioso abbiamo. Salviamoci dalla Fake news e dalle facili dietrologie, dalle visioni apocalittiche come dalla banalizzazione del “non sta succedendo niente”.

 

Non il “Moriremo tutti”, urlato dagli Ossessionati spaventati, né la sottovalutazione continua del pericolo che operano i Ma Figurati! che mette, la comunità, a rischio di contagi – su larga scala – evitabili. Quello che serve è l’attento e difficile equilibrio dei Responsabili. Ago della bilancia tra i due mondi tanto lontani, ci permette di camminare in equilibrio in queste giornate faticose.

 

Intanto non lasciamoci strozzare dal terrore immotivato. Cerchiamo di trovare il nostro modo responsabile di andare avanti e di non far diventare – come dice il poeta Franco Arminio – la paura una forma di intrattenimento. Usiamo il tempo in cui siamo costretti a fermarci per conoscerci, per dedicarci a qualcosa di bello, per riposare.

 

E proviamo a sorridere – che questo noi italiani lo sappiamo far bene – in maniera intelligente, come in questo video di una brava comunicatrice nostrana, la nonna di Casa Surace. Occhiolini a tutt*!

 


Marzia Cikada

Psicologa, psicoterapeuta, terapeuta EMDR. Libera Professionista, realizza laboratori di scrittura autobiografica. Si occupa di adolescenti e coppie. Ama le storie.

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