Privacy Policy #andràtuttobene. Affrontare il Coronavirus dentro di noi. - Pollicino era un grande
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#andràtuttobene. Affrontare il Coronavirus dentro di noi. - Pollicino era un grande
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#andràtuttobene. Affrontare il Coronavirus dentro di noi.

Nessun luogo è lontano. Può forse una distanza materiale separarci davvero dagli amici? Se desideri essere accanto a qualcuno che ami, non ci sei forse già?

Richard Bach

Coronavirus. Covid19. Virus. Pandemia. Quarantena. Paura. Trauma. Sono parole che oggi stanno cambiando le nostre abitudini, il nostro sguardo verso l’altro, la nostra solidarietà, le regole della prossimità insite in ogni incontro.

 

Non ci avevamo pensato! Non lo aveva fatto nessuno. Come potevamo? Facciamolo ora.

 

Sono state fatte scelte forti per sostenere la situazione e ci prepariamo a mesi difficili che non finiranno con la guarigione dell’ultima persona contagiata ma avranno ripercussioni sulla nostra vita a lungo. Per questo chi lavora nella salute sta lavorando per aggiornarsi e per poter dare alle persone validi e attuali strumenti per “reggere”oggi la quarantena, domani le ricadute sul nostro quotidiano. Economiche, sociali, psicologiche.

 

Quello che stiamo vivendo è qualcosa di nuovo. E sì, finiremo sui libri di storia.

 

Difficoltà psicologiche ne abbiamo? Certo! E non mancano per nessuno.

 

In questo momento ogni persona sta affrontando l’emergenza come può. Le relazioni, di coppia, familiari, con i figli, con se stess*, ogni legame sta vivendo emozioni e situazioni a cui non era preparato.

Con gli studi di Psicoterapia chiusi, per molti la difficoltà aumenta. Viene a mancare lo spazio protetto che una terapia costruisce intorno alla persone, il cuscinetto emotivo che serve a gestire situazioni di malessere presenti o pregresse. Oggi le preoccupazioni sono molte e in molti casi sono giustificate da un contesto che a limitato le occasioni di lavoro, per esempio, su cui si basavano intere famiglie. Inoltre molte persone hanno vissuto in prima persona un lutto o la paura di perdere qualcon*.

 

Per fortuna, colleghe e colleghi si sono dati da fare e le possibilità di fare terapia ONLINE sono aumentate moltissimo. Se prima erano solo in parte ad offrirla, oggi è la buona parte, in modo da mantenere percorsi attivi e rendersi disponibili a chi ha bisogno.

 

Il sostegno online permette comunque una relazione professionale funzionale e adatta allo sviluppo di un cambiamento positivo.

 

In questo momento è possibile anche cercare aiuto specificatamente per il momento di ansia che la popolazione sta vivendo. Questo periodo sta acuendo fragilità presenti e aumentato gli stati d’ansia per uomini e donne, adulti e bambini che si trovano a dover gestire una assenza di routine da reinventare.

 

Prima di tutto? Basta con le abbuffate!

 

Che siano di informazioni o di cibo – come capita stando molto a casa, non sono una soluzione, anzi sono buona parte del problema. Se evitare tutto ciò quello che riguarda il coronavirus è negare la situazione è, comunque, segnale di stress, arrivando ad avere comportamenti poco protettivi per se e per gli altri, sono numerose le manifestazioni da indigestione di informazioni. TV, radio, pc, tutto parla solo e unicamente di Covid19.

 

Spegniamo tutto più spesso possibile, informiamoci solo alcune volte al giorno e su i canali assolutamente ufficiali.

 

L’esagerazione non è mai un buon comportamento.

Le emozioni che possiamo provare sono molte e diverse. Da vivere in uno stato di agitazione per la paura, in una faticosa iperallerta continua al timore di fare del male agli altri, ma anche al disinteresse totale delle conseguenze delle proprie azioni. Se vi nota di avere reazioni esagerate che non riusciamo a contenere è bene chiedere aiuto.

 

La costrizione in spazi limitati aumenta conflitti e malesseri

 

Per molte famiglie è stata la riscoperta dello stare insieme. Meraviglioso. Ma per molte persone è davvero difficile trovarsi forzatamente in stanze che, magari, si vorrebbero lasciare.

 

Se le cose non vanno bene normalmente, figuriamoci in una situazione che ci costringe a guardare in faccia la realtà delle nostre incomprensioni. Sia in famiglia che in coppia. Quindi è bene trovare le risorse e il modo per rendere vivibile questa lunga situazione di quarantena.

 

Se vivi in coppia

 

Le coppie si fanno compagnia, riscoprono momenti di intimità ma anche come lo spazio di vita è ristretto. Stare a lungo vicini non è sempre bello. Quindi non vergogniamoci se si possono usare i bonus per uscire separatamente per creare uno spazio individuale. Portare a spasso il cane, la spesa, la farmacia, fare i turni per permettere a tutte e due le parti delle mela di prendere aria anche dalla relazione. Creare spazio dove non c’è, anche rivoluzionando casa, se serve, per avere il proprio angolo dove stare in solitudine o a fare una telefonata ad amiche e amici e ridere un po’.

 

Non crediamo di essere troppo strani se ci manca quel pezzo di strada che si faceva ogni giorno per andare al lavoro! In fondo era spazio nostro che nessuno toccava e ora possiamo apprezzarlo davvero.

 

Si può scoprire in alcuni casi che la distanza emotiva è maggiore di quello che pensavamo. Parliamone. Potrebbe essere il momento in cui finalmente ci chiariamo e impariamo come stare insieme. E se non riusciamo a star bene, cerchiamo di trovare un modo per sopravvivere che non ci costringa troppo in una situazione dolorosa.

 

La distanza non è un ostacolo al tenersi in contatto − ma il tenersi in contatto non è un ostacolo all’essere distanti.
Zygmunt Bauman

 

Se vivi con bambini

 

Bambine e bambini, secondo la loro età, devono sapere e capire cosa sta accadendo. Senza spaventarli, hanno il diritto di comprendere e fare domande. Un video come questo, rende in maniera semplice l’idea di quello che succede e usa immagini facili da fare proprie.

 

Se poi capita di vedere un papà o una mamma che sono in tensione, ditegli che capita, in certi momenti, di avere paura. Anche a Super Mamma e Papà Fantastic.

 

Vince, comunque, la forza di quel #andràtuttobene. Sono moltissime le famiglie che stanno colorando e disegnando messaggi di speranza. Un messaggio positivo necessario che aiuta a sentirsi utili e allegri. Senza dimenticare che colore e sorrisi sono una ottima cura a certi pensieri negativi.

 

Restano dei momenti di fatica a fare le mamme e i papà di questi tempi, ma anche nell’ottica di mantenere una parte della solita routine, anche doveste essere sempre a casa, non è necessario essere disponibili per tutte le 24 ore del giorno. Definite dei momenti di gioco e altri dedicati ad altre attività. Mantenendo uno spazio per voi, dove possibile. I bambini per altro, si adattano in maniera serena ai cambiamenti, un po’ accompagniamoli dove hanno bisogno di capire, ma prendiamo anche l’esempio da loro. Da evitare che sia la nostra paura a trascinarli in emozioni e pensieri sempre negativi.

 

E poi per i bambini, sempre presi da agende strapiene, è l’occasione di conoscere Nostra Signora Noia, stendiamo per lei un tappeto rosso! Che sia la benvenuta. Anche dovessero vivere momenti vuoti, sarà per loro uno stimolo creativo. Una piccola frustrazione nei bambini, non è per nulla pericolosa. E mai gli adulti si riposano un po’.

 

Se, e comunque, si parte sempre da te!

 

Ma alla fine, ci siamo sempre noi. Partiamo sempre da noi. Stiamo in contatto con le nostre risorse, con i nostri punti di forza ma anche debolezze. Facciamo attenzione a quello che accade dentro e intorno a noi. Ci sono piccole cose che potremmo scoprire facendo attenzione.

 

Entra in contatto con la nostra consapevolezza profonda, esercitata con la meditazione o la scrittura, con il disegno o esercizi di rilassamento. Anche guardando fuori dalla solita finestra puoi scoprire un nuovo universo.

 

Si tratta di far caso alla maggior parte possibile di quello che c’è là fuori, e di impedire che le scuse e la noia degli obblighi in cui presto vi imbatterete limitino le vostre vite.  L’attenzione è vitalità. Vi connette con gli altri. Vi rende curiosi. Restate curiosi

Susan Sontag parlando ai giovani

 

Diamo voce al nostro racconto. E’ importante raccontarci. Scrivere, per esempio, è una ottima maniera di entrare in contatto emotivo con noi stess*. Un diario della quarantena è un buon modo per scoprire cose che intuivamo soltanto, darci piccoli compiti o esercizi.

Inoltre, queste giornate da riempire sono occasione di scoperta e di azione. Facciamo quello che ci riproponiamo da tempo. Quella lettera non scritta, quel progetto fermo da tempo, quella telefonata che “oggi non ho tempo”, facciamola!

 

E poi diamoci il tempo di entrare in contatto anche con la nostra ansia, per capire cosa ci cela, andiamo oltre la paura che proviamo. Il coronavirus rischia di diventare una distrazione che ci allontana da noi stessi, per riempire tutto il tempo e lo spazio a disposizione di ansia, paura. Facciamo in modo che la nebbia che questo crea, si diradi per lasciarci vedere chi siamo. Sotto la paura, abbiamo molto di noi a cui rispondere.

 

Come un tappetino non particolarmente piacevole ma utile, il virus è diventato il protagonista di tutto. In molte occasioni, alzare il velo che questo ha intessuto, ci mostra quello che abbiamo davvero bisogno di cambiare, di comprendere, di superare, di lasciar andare. Riavviciamoci a quello che siamo. Scoprendo quello che possiamo diventare.

 

La situazione cambierà. Avremo le nostre ferite di cui prenderci cura – sol* o con l’aiuto della persona/professionista giusta. Rendiamo questo tempo l’occasione di una fulgida metamorfosi in quello che siamo.

 

Marzia Cikada

Psicologa, psicoterapeuta, terapeuta EMDR. Libera Professionista, realizza laboratori di scrittura autobiografica. Si occupa di adolescenti e coppie. Ama le storie.

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