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Come ti Intervisto un Pollicino: Paola Ducci, autrice di "Lista di Nozze" – Pollicino era un grande
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Come ti Intervisto un Pollicino: Paola Ducci, autrice di "Lista di Nozze"

Con chi parliamo oggi? Si chiama Paola Ducci, autrice, sceneggiatrice e medico veterinario. Vive a Roma. lista55.jpgSi è occupata di cartoons, fiction televisiva, thriller e noir.  Ha pubblicato short stories e un romanzo noir e ha sta per pubblicare un saggio su cinque autrici noir. Insegna scrittura creativa e letteratura in genere. Ama le storie e gli animali smisuratamente. Noi la conosciamo oggi come autrice della Web Serie  “Lista di Nozze” una serie comica che affronta un tema che spesso non racconta di sorrisi, ma di lacrime e sofferenza. Il sogno di una coppia gay di poter vivere naturalmente e senza pregiudizi il proprio amore e matrimonio.


1Come nasce l’idea della serie “Lista di Nozze”?

Nasce da un episodio del tutto casuale e da una mia associazione mentale, da un paradosso. Ero in palestra e ascoltavo un ragazzo che si lamentava al cellulare della sua quota, destinata a un regalo di nozze… “ma che, tutta ‘sta cifra?? Quei due tanto massimo un anno si separano e poi magari ci ritocca un altro regalo!! ma per carità!!” Ecco, ascoltando le lamentele, anche poco amicali peraltro, di un invitato di nozze riflettevo sul fatto che il matrimonio alla fine fosse solo questo per molti: un grande business, un momento di quelli da red carpet per chi forse non sogna altro o sa che quella è l’unica occasione di essere davvero protagonista di una specie di red carpet e via dicendo… e poi ho pensato che tutto questo per la maggior parte di noi è normale, è acclarato, mentre magari coppie più autentiche, meno tentate dall’immagine ma più salde nella sostanza e che combattono tutti i giorni contro i pregiudizi, come le coppie gay, non possono sposarsi.

Questo mi ha spinto a pensare a un paradosso comico: una coppia di gay, Arnaldo e Leone, che più diversi fra loro non si può, (Arnaldo etereo e poco ancorato alle materialità terrene, Leone invece un pragmatico anche molto sensibile alle problematiche dei diritti dei gay), che si amano e gestiscono un negozio di liste di nozze e quindi assistono i loro primi clienti in tutte le fasi della preparazione al matrimonio, dalla scelta delle bomboniere alla torta nuziale, dal parroco all’abito da sposa al tableau mariage… insomma, condividono con i promessi sposi tutto quel “delirio” che gira intorno ai preparativi per il Gran Giorno, un Gran Giorno che loro però non potranno mai vivere. Certo, ne parlano, ne sognano, si interrogano e, come tutte le coppie del mondo, NON si trovano d’accordo su nulla!

Ora, con l’approvazione della legge sulle unioni civili apparentemente qualcosa si modifica, ma rimane fuori da questa legge parziale la step child adoption e la possibilità di adozione per coppie gay e single. Direi che alcuni aspetti legali cambiano davvero con il riconoscimento di diritti alle coppie gay, ma il matrimonio rimane comunque sempre una faccenda per eterosessuali. Sancito dalla Costituzione.

Ho condiviso questa idea con l’altro autore della serie, Francesco Calella, che ha aderito entusiasta al progetto e cosi è nata “Lista di nozze”. Ma davvero la famiglia che Arnaldo e Leone vorrebbero costruire è meno vera di quella tradizionale? Questa è la domanda intorno alla quale gira la serie. La risposta, per noi, è ovviamente: no. Non è affatto meno vera, anzi.

E’ una produzione indipendente: vuol dire che ci siamo autoprodotti, con grande fatica e grande impegno, e con l’appoggio di molte persone che hanno aderito al progetto: attraverso un crowdfunding, grazie al consenso di alcuni sponsor che nonostante i tempi di crisi hanno creduto in noi e nel progetto. Questa grande partecipazione e solidarietà da parte di persone a cui piaceva l’idea , idea che fino ad allora era solo su carta, ci ha fatto capire che eravamo sulla strada giusta in termini di condivisione della tematica e che quindi non eravamo destinati solo a un pubblico sensibile al problema ma a un pubblico più ampio e multiforme, a dimostrazione che il tema della discriminazione può essere declinato -e riconosciuto- in molti modi, e di cui l’omosessualità è solo un’ opzione fra le altre.

Ne è nata quindi una serie di dodici puntate, visibili su YouTube sul nostro canale dedicato con un appuntamento ogni giovedì.

2 Tra i tanti linguaggi possibili, come mai hai scelto proprio quello di una sitcom?

Una comedy perché è il genere che per questa tematica mi è sembrato più adatto. Trattare con levità un argomento difficile, per molte persone fonte di ansia, dolore e paure è forse un modo per affrontare il problema e offrire un punto di vista sereno, lieve, appunto. Perché parlare di discriminazione in modo garbato e solo apparentemente “leggero” è un modo anche per avvicinare più gente all’argomento e, attraverso il sorriso, permettere un momento di ascolto e riflessione. Ed è forse anche l’arma migliore per disinnescare un meccanismo di chiusura ma anche di indifferenza. Dobbiamo sempre ricordare, secondo me, che i discriminati siamo sempre e siamo tutti, si sposta solo l’asticella. Parlarne è importante e parlarne così, dando visibilità a un amore “diverso” ma vissuto nel quotidiano in modo assolutamente ovvio, normale, consueto. E poi perché in Italia sitcom che abbiano come protagonista una coppia gay non ce ne sono. Le coppie gay, al pari di etnie diverse, trovano spazio nella logica delle quote nelle produzione USA ma da noi questo approccio è ancora molto limitato probabilmente perché nella società italiana esiste una integrazione ancora incompleta, ancora circoscritta.

I nostri protagonisti sono entrambi consapevoli del pregiudizio nei lorolista58.jpg confronti ma hanno diversi modi di reagire: uno si solleva sopra il problema e non lo affronta, l’altro è fin troppo calato nella dimensione di lotta e rivendicazione. E anche la figura del wedding planner che nega l’evidenza è, per semplificare, un altro modo di sfuggire al problema rimuovendolo per provare a vivere come si desidera. La coppia dei promessi sposi riunisce in sé, -e volutamente da parte degli autori!- un mucchio di stereotipi al contrario ma nemmeno troppo stereotipi. Talmente tanto concentrati sull’eccezionalità sociale del fenomeno matrimonio, tutto declinato all’apparire e allo sfoggiare, da non rendersi conto non solo di essere fortemente discriminanti, ma anche molto ridicoli. Che poi è il problema del pregiudizio: nasce dal non ascolto dell’altro ma anche dal non ascolto di aspetti di sé che vorrebbero forse essere considerati. Questa sorta di cecità è purtroppo reale ma anche surreale, e talvolta davvero molto molto comica. Peccato ingeneri angosce e sia fonte di dolore e ansia. Noi l’abbiamo voluta raccontare così, puntando sulla leggerezza come la intendeva Italo Calvino, e anche su aspetti di surrealtà che sono un tratto caratteriale degli autori, evidentemente.

3Ci racconti le tue aspettative, fra sogno e realtà, legate a questa serie?

Io personalmente vorrei andare verso una seconda stagione, perché i nostri personaggi sono cresciuti con noi e aspirano ad avere un futuro, possibilmente fulgido, che scriveranno loro: perché noi autori saremo solo umili depositari delle loro aspirazioni e del loro percorso, al servizio delle loro creature e delle loro storie. È una sorta di maternage, in fondo. Gli autori desiderano vedere i propri figli crescere e andare nel mondo a farsi largo, magari a gomitate, magari attraverso larghi e splendidi sorrisi. Questo è il mio sogno e il mio auspicio. Sono poco pragmatica, purtroppo, ma spero che l’aspetto produttivo in un futuro possa divenire più semplice, più ricco e più articolato, così da permettere a noi scrittori di fare quello che più ci piace, cioè creare, dare voce, inventare storie. Perché raccontare storie è il lavoro più bello del mondo. Sono una sognatrice, lo so.

4La tua coppia, Arnaldo e Leone, in che misura sono un po’ Pollicino?

Sono un po’ Pollicino perché hanno capito principalmente due cose: che la discriminazione può essere affrontata in modi diversi, ma è essenziale non perdere mai di vista la propria strada, essere il più possibile fedeli a ciò che si prova. E che l’autenticità dei sentimenti, nei confronti degli altri ma principalmente verso sé stessi, pur nelle mille contraddizioni, è vincente e aiuta a trovare modi sempre nuovi per superare ostacoli e vivere al meglio ciò che si desidera. E’ quello che spesso Leone rimprovera al suo Arnaldo: “ non ti schieri, non affronti, forse non mi ami”. E Arnaldo si difende: “tu, sempre in prima linea, sempre così esagerato”. Non c’è un modo giusto o sbagliato di affrontare le cose. Esiste il proprio modo. Però i miei protagonisti si amano. Quindi sapranno trovare insieme la strada verso la loro casa. Qualunque e ovunque essa sia.

5Nella tua web serie si parla di pregiudizio, che per molti è un vero e proprio orco, e la cronaca ci racconta come sia mostruoso il suo operato. Quale è l’arma segreta che la storia ci offre per sconfiggerlo?

Esatto, l’orco della mia comedy è proprio il pregiudizio. Che è carnivoro, si autoalimenta e non conosce sosta. Si autoalimenta per insipienza, per ignavia, per indifferenza. Spesso è così incontrollato e incontrollabile che nemmeno ci rendiamo conto sia di provocarlo sia di subirlo. Penso alla strage di Orlando, alla diatriba che si consuma un po’ dappertutto in questi giorni sui social e sulla carta stampata ( e che la dice lunga sul pregiudizio pervasivo diffuso ovunque): sono morte 50 persone, sono morti 50 gay. Io credo siano vero entrambe le affermazioni, ma è davvero un discorso difficile, serve costante attenzione. Serve ascolto, non essere pigri, cercare di non essere indifferenti. Non dico certo sia facile. E, naturalmente, l’arma segreta dei miei supereroi è l’ironia e la leggerezza. Si combatte l’orco mettendolo in ridicolo, mostrandolo per quello che è: una creatura piccola e spaventata, pericolosa ma sciocca. Ridere è imprudente, destabilizza, getta discredito, l’ombra lunga della critica e del dubbio su idee consolidate, che sono diventati preconcetti. Usare l’ironia contro il pregiudizio è un modo per disinnescarlo. E si usa la leggerezza perché essere lievi aiuta a vivere meglio. E a combattere gli orchi. Nella sitcom metto in evidenza proprio questo. La sciocchezza pericolosa dell’orco e l’ironia come cura, perché sorridere fa bene al cuore.

Pollicino ringrazia Paola e concorda con le sue parole ( tratte dalla sua presentazione sul sito) quando dice che “niente è più horror in Italia che parlare di pregiudizio e discriminazione”. Ancora una volta questo Blog e la sua psicologa, vogliono ribadire l’importanza di dare voce, ascolto, dignità a tutt* sempre. 

Per saperne di più
Se volte avere più informazioni, vedere la serie, scoprire le avventure che vivranno i suoi protagonisti ma anche conoscerne anticipazioni e curiosità, vi segnaliamo a seguire alcuni link per restare in contatto. Attualmente la serie è arrivata alla settima puntata, l’invito di Paola è quindi di collegarsi quanto prima!

La pagina Facebook della Web Serie: Lista di Nozze

  Sito della Web Serie: www.listadinozzewebserie.it

Canale dedicato su YouTube: Lista di Nozze

Contatto diretto di Paola: paoladucci@virgilio.it

Marzia Cikada
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