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Rinascite di Primavera. Cambiamenti e Psicologia - Pollicino era un grande
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Rinascite di Primavera. Cambiamenti e Psicologia

“La primavera sta arrivando?”
“Come è fatta?”
“E’ il sole che brilla sulla pioggia, ed è la pioggia che scende sotto il sole”
Frances Hodgson Burnett
 

Primavera. Tempo di rinascite.

 
La prima cosa che ci colpisce, usciti dall’inverno, è la luce. Ci riempie gli occhi, quasi con fastidio li aggredisce loro che, usciti di poco dalla tana invernale, quasi non ci riescono a vedere quanto è bello il mondo quando si risveglia. La luce è tutto intorno, la sentiamo addosso, miracoli della vitamina D, di cui tanto abbiamo bisogno e che per avercene abbastanza ci servirebbero 30 minuti di sole al giorno. Eh! Ad averceli in inverno. E infatti quando arrivano è una festa che merita di evitarsi la macchina, il bus e fare due passi.

La magia del risveglio. I pensieri cominciano a germogliare, anche quelli che erano rimasti in letargo nell’invero, qualcosa spinge per farsi notare, un solletichio nella pancia e poi lui, il corpo. Mani, braccia, pancia, il corpo è in festa la voglia di nuovo inizia spesso con un prurito, mette in disordine le giornate, si vive in subbuglio, emozioni, tensioni, quella percezione di qualcosa che “adesso basta” e insieme “oracambiatutto”.  Molti avranno la sensazione di dover fare uno sforzo immane per tenere in fila appuntamenti, impegni,  cose da fare che erano rimaste piacevolmente seppellite dalla neve invernale, sotto chili di coperte e calzettoni. Facciamo confusione tra gli impegni, può succedere, sogniamo in riunione una giornata libera da riempire di non sapremmo cosa. E’ l’emozione e la fatica del “nuovo inizio”. La voglia di mandare tutto all’aria, che più la nascondiamo più si fa sentire.
 
Facciamo attenzione ai segnali e prepariamoci al miracolo di una nuova fioritura, dei terrazzi, dei davanzali e dei corpi insieme con le menti. Siamo ancora abbastanza animali da godere del cambio di stagione e dell’armadio.

E venne un momento in cui il rischio di rimanere chiusi in un bocciolo era più doloroso del rischio di sbocciare. Anaïs Nin

 

Godiamoci la Sorpresa della rinascita facendo Spazio al NUOVO

 
Sapersi sorprendere è un’arte necessaria. Anche nel mestiere di psicologa. Per motivi diversi. Il primo è che quando si ha a che fare con la “variabile umana”, con le persone, le storie e le emozioni, non sorprendersi più diventerebbe un pericoloso passo falso. Perchè credere di non potersi più sorprendere di cosa sia capace una persona, è rischioso.
 

Chiudersi al nuovo, magari per il timore di uscire dalla nostra zona di comfort, è un rischio. Se decidiamo di smetterla di sorprenderci, diventiamo pericolosamente algoritmi.

 
E questo la comunità non può permetterselo. Specie quella che di lavoro entra in contatto con le persone, con le loro vite sempre in movimento in un mondo sempre meno fermo.

Cosa accade se non cambiamo mai niente? Che qualcosa perdiamo direttamente, in prima persona.
Perchè qualcosa o qualcuno che non ci si aspettava arriverà sempre, meglio farci trovare aperti alla possibilità. E poi sapersi sorprendere ampia gli orizzonti, fa vedere nuove le cose che pensavamo ormai scontate e insegna a non fermare mai il nostro potenziale creativo. Ora che le giornate sono più gradevoli e la mia mente è in fermento, cosa vorrei veramente fare? Quanti secondi dedicate ad ascoltarvi ogni giorno?

E per poter accogliere il nuovo della Primavera, iniziata a buttare via qualcosa. A partire dai vostri armadi, via quei vestiti vecchi che non vi rappresentano più. Inserite anche piccole novità che siano visibili fuori e facciamo insieme spazio dentro.
 

Coltivare la nostra Resilienza

 
La rinascita ci porta a pensare alla possibilità di qualcosa di nuovo. Un piccolo cambiamento nel look, un grande cambiamento nel lavoro, la propria casa, un qualcosa di nuovo nelle relazioni, non esiste piccolo/grande ma cambiare o no. Accettare nuove sfide è necessario per crescere, sempre. Dalle relazioni ad un impegno nuovo sul lavoro, le difficoltà, anche quando desiderate e piacevoli, possono metterci in crisi se non abbiamo una buona capacità di resilienza. Una buona capacità di reagire alla complicazione, affrontandola senza farci troppo male e reagendo nel migliore dei modi possibili/positivi per noi.
 
Sono tantissime le storie di persone che sono state in grado di resistere meglio di altre a episodi, lutti, eventi terribili, riuscendo poi a governare comunque la loro vita con serenità. Ci sono tante storie che ci insegnano come, anche nelle condizioni peggiori, possiamo trovare come resistere, allenando la capacità di vivere il lato positivo delle cose, fino a trovare come riprendere il cammino. E’ la ormai conosciuta resilienza e chiunque può migliorarla, renderla più forte, iniziando a comprendere come reagiamo, cercando di avere chiaro il nostro atteggiamento alla vita, le nostre risorse. Una volta chiare queste, possiamo renderci maggiormente capaci di cambiare. Provare, come fosse un esperimento a stimolare altre risposte, diverse e più adatte alla ripresa, più adeguate al nostro star bene.
 

Coltivate il vostro CORPO

 
La Primavera deve vederci fiorire, questo significa trovare come fare piccole cose anche per il nostro corpo. Chiuso negli spazi e nei vestiti per tutto l’inverno, questo è il momento di dargli attenzione.
 

Piccole cure che di solito non ci regaliamo, piccoli gesti di attenzione.

 
Dalla tisana per depurarci, che sia anche acqua e limone, al movimento che non abbiamo fatto tutto l’inverno, una piccola passeggiata invece del bus, un piatto più leggero in cucina, il cambiamento deve avvolgere anche la nostra pelle, i nostri movimenti, quello che siamo nella carne per essere reale. Bere di più significa anche fare più attenzione alle nostre necessità. Diamoci una mossa, ogni piccola novità che coinvolge il nostro corpo è concime per la nostra mente!
 

 

SCEGLIERE.

 
E’ il potere migliore che abbiamo. Possiamo scegliere sempre e lo facciamo anche quando pensiamo che non lo stiamo facendo. Anzi. Proprio quando pensiamo  che non stiamo scegliendo, le nostre azioni ci portano a prendere una strada piuttosto che l’altra, troppo spesso senza consapevolezza. Per questo è bene sapere cosa si vuole e scegliere in maniera responsabile la prossima mossa. Nel piccolo come nel grande.

Ogni giorno scegliamo il nostro domani e seppure ieri è stato oscuro e doloroso, questo non significa che non si possa ripartire con un domani un po’ più chiaro fino ad un dopodomani limpido e luminoso. Un giorno alla volta, ma possiamo costruire la vita che meglio vogliamo. Per questo la sola rivoluzione necessaria è dentro di noi.
 

Non possiamo scegliere da dove arriviamo, ma possiamo scegliere dove andare da lì in poi. Logan Lerman - Charlie nel film Noi siamo infinito


 
Dobbiamo imparare a capire cosa vogliamo, quali impegni possiamo permetterci e a quali dire “no grazie!”, quali persone vogliamo al nostro fianco e quali ci affaticano e fanno male. Scegliere ogni giorno, costruendo quella che vogliamo sia la nostra vita.
 

Dare una rinfrescata al modo con cui ci rapportiamo con gli altri. Gentilmente.

 
Si sta barattando qualunque cosa per un poco di notorietà, qualche “mi piace”, un tweet, una foto patinata. Abbiamo paura di svanire nel nulla, di essere dimenticati ma facendo in questo modo, rischiamo di perdere la nostra essenziale e semplice umanità. 

Alcune nostre scelte possono darci un forte gradimento sui social, la nostra azione di marketing può risultare vincente, ma si comincia a creare distacco tra chi ci è veramente vicino.  Nel lavoro come nelle relazioni private, nella corsa a chi la sa più lunga, perdiamo troppo spesso il contatto con i piccoli gesti gentili che danno gusto alle giornate e fanno belle le persone. Il buongiorno al mattino, il sorriso al vicino, rallentare la fretta per aiutare qualcuno, tirare la palla al cane, ascoltare una storia inventata da un bambino… Certo, essere popolari è bello, ma svanisce in fretta e mette addosso una fame che non arresta mai.

La gentilezza semina benessere nei nostri gesti, addolcisce il nostro sguardo e la nostra empatia verso gli altri. Inoltre si trova a stretto contatto con la capacità di provare gratitudine, e sono molte ricerche che ci ricordano quanto questa emozione ci faccia bene. Provare per credere.


 

Una piccola dose di scomodità può essere necessaria.

 
Non fuggiamola! Finché non cambiamo mai niente, finché percorriamo solo le strade conosciute, di certo non avremo a che fare con niente di spaventoso ma perderemo molte occasioni di crescita.  Impariamo a stare scomodi, anche su piccole cose, potrebbe valerne la pena. Partecipiamo ad un evento che ci piace ma ci mette a disagio, parliamo con quella persona che conosciamo poco e ci fa simpatia, mettiamo una scarpa insolita per noi ma che adoriamo, cambiamo di poco l’immagine che crediamo di dover rispettare anche se non ci piace – e magari badiamo bene a non metterla in discussione solo per paura del giudizio degli altri. Un pizzico di sana follia primaverile può farci solo bene.

Sfidare la comodità può farci scoprire che siamo i primi a sottovalutare le nostre possibilità, che dietro a quello che temiamo, si nascondono ballerini, scrittori, intrattenitori, gradevoli conversatori e persone piene di qualità.
 

Troviamo il nostro TEMPO

 
E’ ancora la più grande ricchezza a nostra disposizione. Invece di affannarci a cercare la verità assoluta, di cui spesso non importa a nessuno e probabilmente non esiste, dedichiamoci alla cura del tempo. Ogni giorno scegliamo quello che sarà il nostro domani. Ma non è pensando al futuro che dobbiamo muoversi, ma rispettando consapevolmente quello che siamo oggi. Forse, non tutti siamo in grado di riuscirci. Ma tutti possiamo provarci.

Restiamo in contatto con quello che siamo, impariamo a farci le domande giuste e non quelle per cui la risposta da altri. Il Tempo è tutto quello che abbiamo e sarà il nostro tempo vissuto quello che porteremo via alla fine. 

Dobbiamo fare attenzione a come lo riempiamo, avendo cura di non buttarlo malamente e di non illudersi che sia eterno. Il progetto migliore possiamo farlo partire già oggi, la dichiarazione giusta ugualmente, il viaggio che sogniamo non deve aspettare dieci anni e la lettura di buon libro non ha fatto niente di male da essere costretta a rintanarsi nelle pieghe del prossimo agosto. Ora è l’unità di misura del tempo che può bastare. Sapendo che i nostri progetti possono cambiare, restiamo fedeli a quanto basta di noi, nel rispetto degli altri, a farci quello che siamo.

 

Godiamoci i nostri SOGNI partendo da piccole cose

 
Non smettiamo di sognare, di avere aspettative, di andare oltre quello che abbiamo. Non per cambiarlo. Quello che abbiamo spesso è perfetto così, dobbiamo solo imparare a goderne. Non tutti devono rivoluzionare la loro vita per poter star bene e mettere da parte l’ansia. Imparare ad apprezzare quello che si costruisce e per cui si dedicano energie e fatica è una sfida altrettanto importante che cambiare tutto. Fermiamoci ogni tanto e guardare quello che si ha. Rifletterci o anche solo prenderne atto, serve a capire quanto ci piace, quanto è veramente adatto a noi, quanto sia il caso di metterci le mani e renderlo migliore per noi o sorriderne soddisfatti per tutto il lavoro fatto fin qui.
 

Non esiste una regola, ma è importante, ogni tanto, darsi una pacca sulle spalle e una spinta in avanti, insieme, separatamente, come decidete ma fatelo.

  
Non possiamo riuscirci se non ci lasciamo dello spazio per i sogni, per pensare a chi siamo o vorremmo essere, per fantasticare, soli, in coppia, con amici, colleghi e figli su cosa di potrebbe diventare, su cosa si potrebbe fare. Il sogno è un atto creativo e di costruzione, basterà poi calarlo nella nostra realtà per renderlo concreto, magari un poco diverso da quello che pensavamo ma concreto. La capacità di sognare va coltivata, prendiamo spunto dalla fantasia dei bambini e ricordiamoci di quello che potremmo fare noi se non avessimo smesso di dare spazio e tempo a questa capacità. E se non siamo mai stati capaci? Impariamo. E’ possibile, quasi sempre. Cominciamo a realizzare piccole cose che davvero vogliamo, piccoli cambiamenti che ci faranno rifiorire.

La Primavera è la stagione dei sogni, della creatività,  del costruire, collaborare, sentire che tanto è possibile.

Buona nuova stagione a tutt*


Pollicino:  La Primavere che arriva per tutt*
L’Orco : Non riuscire a far germogliare nulla di nuovo
L’arma segreta : Il motto “Praticate gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso”
Marzia Cikada

Psicologa, psicoterapeuta, terapeuta EMDR. Libera Professionista, realizza laboratori di scrittura autobiografica. Si occupa di adolescenti e coppie. Ama le storie.

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