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Sense8 - The End - Proud to be in Love- Pollicino era un grande
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Sense8 – The End – Proud to be in Love-

Tutto ciò che sai a proposito della paura, dell’amore, della connessione, dell’identità sta per cambiare; noi sei più solo te stesso.

Dal “concept trailer”. Cfr. Sense8. 2015

 

– attenzione spoiler-
 

 

Sense8 ha fatto innamorare un sacco di persone.

 
Strano! Non è una serie particolarmente ben fatta, la sceneggiatura ogni tanto zoppica, i dialoghi così così eppure, quando l’anno scorso si è deciso di non rinnovarla, le persone sono saltate dalla poltrona e un coro di “nooooo” si è fatto strada per la rete.
 
Quando era iniziata? La storia di Sense8, serie tv delle sorelle Andy e Lana Wachowski , inizia il 5 giugno 2015. Erano state pensate come 5 stagioni, ma il 1º giugno 2017 viene cancellata da Netflix . Era solo finita la seconda stagione. In pochi giorni, la protesta fa il giro del mondo. Letteralmente. E il 29 dello stesso mese i fan vincono! La fine ci sarà e l’hanno vista tutti o quasi, il giorno 8 di giugno del 2018.
 
Ora, di che parla Sense8? Otto persone sconosciute e diverse tra loro connesse una all’altra in maniera telepatica. La loro forte connessione psichica, li mette in contatto con persone simili a loro, i sensate, e sono collegati in maniera estremamente forte con gli otto della loro cerchia. Mentre cercano di capire cosa sia successo e come funziona la loro percezione extrasensoriale, si scontrano con figure enigmatiche o pericolose e senza scrupoli, che gli daranno la caccia.
 
Chi sono gli otto?Persone diverse, per personalità, nazionalità, orientamento sessuale, storia, immagine diverse. Entrano in contatto, vivono le emozioni una dell’altra e scoprono complotti contro chi ha il loro stesso potere, si innamorano, scoprono cosa l’amore e il sesso siano realmente. Abbiamo Will (l’attore Brian J. Smith) poliziotto in America,  Wolfgang (Max Riemelt) criminale tedesco dal passato violento e sofferto, Riley (Tuppence Middleton) dj islandese ma che vive a Londra, Sun (Doona Bae), campionessa di arti marziali coreana, in lotta con il fratello criminale, Nomi (Jamie Clayton), hacker a San Francisco, sempre in lotta con la famiglia che non accetta la sua transessualità e continua a chiamarla Michael, Lito (Miguel Ángel Silvestre) attore messicano che finalmente fa coming out nel suo mondo per poter vivere il suo amore pubblicamente, Capheus (Aml Ameen  e poi Toby Onwumere) autista kenyota di bus che diventerà il volto politico del cambiamento etico nel suo paese, Kala (Tina Desai) biologa indiana, molto religiosa e legata al suo fidanzato/marito.
 

Cosa ha fatto Sense8 per farsi amare tanto?

 
Sense8, semplicemente, mette in scena un tipo di sentimento che tutto unisce. Ama la possibilità di amare, supera i limiti dati dai km, dalle storie di vita, dalle lingue e dice a gran voce “E’ possibile! Credici!“. A differenza di tutto il combattere, tirar calci, sparare, correre con la macchina e varie ed eventuali dei combattimenti, pur spettacolari, Sense8 ha creato un vero e proprio stile narrativo, basato sul raccontare la consapevolezza di sé e la crescita attraverso la scoperta della libertà di amare a tutto tondo.
 
Le immagini, che spesso fanno vedere come il piacere, anche sessuale, e la tristezza di uno degli otto diventa il dolore e/o il piacere di tutto il gruppo, sono un inno all’empatia, alla condivisione e soprattutto, all’amare chi vuoi, come sei, senza tabù o limiti.
 
Sense8 è certamente una serie lgbt friendly, che cerca di accompagnare anche i più duri a capire la bellezza del sentire il legame con l’altro e del lasciare che le persone possano vivere le loro emozioni. Durante un episodio, si vive come una festa dell’anima oltre che del corpo, la parata del Gay Pride di San Paolo. Tutti sono, con la loro unicità, portati a partecipare. Il loro benessere, accompagna tutti, in tutto il mondo. Nell’ultima puntata, I Feel You dei Depeche Mode viene cantata in modo corale, ognuno nel pezzo di mondo che sta vivendo, ognuno sentendo quello che vivono otto volte più forte.
 

I feel you
Your sun it shines
I feel you
Within my mind

 

 

Amor vincit omnia

 
La scena finale della tanto desiderata ultima puntata,vede ogni protagonista mentre fa l’amore con la persona che ama o le persone che ama. Lentamente, il loro piacere, la loro connessione diventano una esperienza di tutti, in una sorta di unica orgia pansessuale dove i corpi perdono i loro confini e diventano un unico sentimento di piacere e amore. Certamente una scena abbastanza forte che ha regalato alla serie una serie di polemiche – non che non ci fossero state scene simili in precedenza nella serie!-  eppure che ha voluto lasciare netto e chiaro il messaggio a cui tengono le creatrici, le sorelle Wachowski, l’amore vince tutto.
 

Il messaggio vuole essere quello di una naturale predisposizione dell’essere umano alla condivisione e all’empatia, a stare in connessione al di là di ogni differenza, nel rispetto di ogni differenza, che viene vista come arricchimento e possibilità e non come qualcosa da etichettare e rifuggire.

 
Le sorelle Wachowski conoscono il tema di cui parlano, sulla loro pelle, e scrivono una storia che si nutre di altruismo, dove l’umanità può ancora salvarsi se si apre alla possibilità di riconoscere la bellezza di ogni persona, l’amore senza etichette, l’amore che supera ogni confine. Un po’ New Age in salsa contemporanea ma certamente di un ottimismo seducente e colorato che permette, a chi vede la serie, di pensare un “sarebbe bello, facciamolo” e sorridere pensando ad un cambiamento possibile.
 

L’unico atto sessuale contro natura è quello che non è possibile eseguire. Alfred Kinsey


 

I personaggi più amati? Quelli che travalicano ogni confine per incontrare se stesse

 
I personaggi più amati della serie sono certamente quelli che si trovano a vivere al centro di molti mondi, Nomi e Kala.
 
Kala è il personaggio che sembrerebbe all’inizio più lontano da un mondo sensuale di piacere  come ce lo racconta Sense8, per questo ne diventa il simbolo romantico. Religiosa nella sua amata India, ama castamente il fidanzato fino al matrimonio, per poi entrare in contatto sensate con il più ruvido e duro dei protagonisti della serie, Wolfgang. Divisa tra l’amore puro e la sensualità che vive con il tedesco, capirà che non è necessario rinunciare a nessuno dei due, amandoli entrambi in una troppia (coppia a tre) in cui anche il marito indiano sarà ben felice, in fondo, di partecipare.
 
Nomi sarà la protagonista del matrimonio finale, in cima alla Tour Eiffel con la sua amata Amanita, figli di molti papà, simbolo della bellezza di chi vive con profonda integrità e delicatezza la vita. Nomi è nata nel corpo di un uomo, la sua famiglia ha sempre negato il suo esser passata da uomo a donna (MtF) e la madre continua a chiamarla con il nome di battesimo. Eppure lei è riuscita a diventare quello che era, una donna capace, bella, non spezzata dai pregiudizi e dall’amore negato della sua famiglia, ricca ma rigidamente incapace di superare i suoi stereotipi. Nomi conosce la donna di cui si innamora in una famosa libreria di San Francisco, la City Lights di San Francisco, ricordata più volte perchè culla della beat generation che aveva a cuore la liberazione dai pregiudizi sul sesso e sulla libertà dell’essere umano. Lo stesso nome di Nomi è significativo, nasce dall’inglese KnowMe che significa, appunto, conoscimi. Non giudicarmi, conoscimi. A questa coppia bellissima e innamorata sarà dato il compito di terminare la serie, con un simbolo di libertà sessuale e gioia, uno strap on arcobaleno che resta protagonista assoluto dell’ultimo fotogramma della serie.
 

La speranza non tacerà mai. Harvey Milk

 

La libertà sessuale è politica

 
Sense8 arriva come un manifesto che non solo ha fatto innamorare per la sua forza emotiva, ma si è reso un messaggio di liberazione sessuale e rivendicazione politica. Una liberazione che è riconoscimento delle differenze come ricchezza naturale dell’umanità. Accogliere queste differenze è l’inizio per una nuova umanità più consapevole e inclusiva. Un pensiero che accompagna le lotte Lgbt+ per il riconoscimento dei diritti di ogni essere umano, quale sia il suo orientamento, ceto sociale, identità. Una serie che riesce a mettere in scena tutto l’arcobaleno delle differenze tra le persone, o almeno una buona parte, come una bandiera dove coesistono serenamente eterossessualità, bisessualità, omosessualità, valori femministi, poliamori, transgender contro ogni pregiudizio o stereotipo. Una rivendicazione politica che vive nella speranza di una comunità sensate e sensata. Che farebbe dire “Fate il sensate non fate la guerra!
 
Ancora oggi,  sono molte/troppe le persone in tutto il mondo che non possono essere se stesse.
 

Troppe persone non possono manifestare la loro reale essenza, la loro identità, per quello che sono vengono messe in gabbie, mentali quando non terribilmente reali, da cui non riescono a liberarsi a volte, purtroppo, se non senza vita. Manca il riconoscimento al diritto di essere quello che si è. Un diritto che dovrebbe essere garantito, sempre e a tutt*. Ovunque.

 
Il coro che ha reso possibile la realizzazione dell’ultima puntata di questa piccola serie ci dice che le persone sono pronte e vogliono poter credere che meritano rispetto, gioia, amore chiunque amino e sentano di essere. Per questo Sense8 merita uno spazio nella nostra memoria. Non è stato solo un fenomeno di costume, ma un desiderio capace di sperare nella sua realizzazione.

 


Pollicino: Chi crede in una connessione tra le persone

L’Orco: Il divieto di essere se stessi

L’arma segreta: L’empatia, la comunità

Marzia Cikada

Psicologa, psicoterapeuta, terapeuta EMDR. Libera Professionista, realizza laboratori di scrittura autobiografica. Si occupa di adolescenti e coppie. Ama le storie.

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