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Fingere per davvero. Il segreto è crederci. - Pollicino era un grande
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Fingere per davvero. Il segreto è crederci.

Una finzione alla quale si riesce a credere è una realtà.
Alessandro Morandotti, Minime, 1979/80

 

Avete mai fatto finta? Fatto finta per davvero, che vi ci siete impegnati!

 
Ecco, è quello che sto per chiedervi di fare. Fingere un po’.
 
Si inizia con il chiudere gli occhi, finché fuori sembra non esserci più e l’attenzione è tutta dentro di noi. Ora provate a pensare o immaginare, una situazione piccola piccola in cui avreste voluto fare diversamente. Quella parola non detta al ragazzo o alla ragazza  al tavolo accanto, quella frase al selezionatore che non vi è uscita, respirare più serenamente all’esame, ribattere guardando negli occhi quel losco figuro che per strada vi ha attaccato per nulla, proporvi per qualcosa, fare finalmente quella battuta che vi gira in testa mentre siete in mezzo ad un gruppo di amici. Uno di questi momenti. Uno di quelli che sapevate come fare, cosa dire, come volevate sentirvi, ma non ci siete riusciti. Ce l’avete? Ecco. Ora siete lì, di nuovo.
 
Ora immaginate come sarebbe andata se quella frase, quella battuta l’aveste detta e con il tono giusto, lo sguardo sereno, la voce ferma. Provate a pensare a come si sarebbe messo in sintonia con le parole il vostro corpo, alla postura che avreste presa, al modo fermo di tenere alte le spalle, al respiro fluido di chi sa cosa vuole e non teme il momento ma lo vive. Come vi sentite in questo nuovo scenario? Vi piace?
 

Non sarebbe interessante poter immaginare per poi agire diversamente?

 
Immaginando è bene avere la stessa determinazione che si aveva nel farlo da bambini, ma anche un po’ meglio, ancora più sul serio, sempre sia possibile essere più seri dei bambini.
 
I bambini non fingono, loro ci credono in quello che stanno raccontando, sempre che non si stia parlando di nascondere una marachella o di giustificare un compito non fatto. Adesso, da grandi, sappiamo che non è naturale, ci dobbiamo impegnare, ci dobbiamo sforzare e recuperare qualcosa dentro di noi che abbiamo un po’ perso, quella magia di credere che possiamo essere tutto, quella magia che poi, gli adulti che abbiamo incontrato  o qualche coetaneo senza rispetto, ha messo in discussione, fino a sgretolarla davanti ai nostri occhi. Almeno per buona parte di noi.
 

Da grandi sentiamo di non poter essere tutto quello che vogliamo, nel caso si dice che “è per finta” e la chiamiamo menzogna.

 
Ma in questo momento siete bravi abbastanza da far finta come meglio sapete. Ora siete in mezzo ad un palcoscenico, padrone e padroni di quello spazio che vuole solo vedervi come protagonisti. Tutto può accadere. Ed io sono qui perché qualcosa accada. Per prendervi per mano e condurvi dove vuole questa storia. In un posto dove fare finta va bene, anzi dove è necessario.
 

L'uomo è un animale che finge, e non è mai tanto sé stesso come quando recita. William Hazlitt

 
Molto spesso la sicurezza la dobbiamo imparare di nuovo, perchè è stata compromessa da mille fattori incontrati lungo la strada della nostra vita. Non significa necessariamente che non saremo più sereni di poter prendere parte alla nostra vita in maniera più soddisfacente. A seconda delle motivazioni, degli accadimenti, di quelle convinzioni negative che ci sono state insegnate, possiamo, con più o meno tempo, inventare e abitare un futuro diverso. Uno meglio!
 
Per esempio, parrebbe che l’amore stesso in buona dose, abbia bisogno di convincimento “razionale” o almeno lo aveva sostenuto Richad Wiseman nel suo libro Rip It Up per cui “allenarsi ad esserlo”innamorati, ovvero fingere, immedesimarsi nella parte dell’infatuato, ci trasforma al punto da diventarlo davvero. Anche se non sempre questo va a finire bene.
 
Il succo è cominciare con il conoscersi. Imparare come comunichiamo e come ci aiuta o complica le cose anche il nostro corpo in questo.
 
Per esempio, la postura è fondamentale per sentirci, parlare e per proporci. Inoltre, la postura influenza come ci sentiamo, il nostro stesso umore.
 
Se vogliamo apparire come desidereremmo, se vogliamo poi diventare quel desiderio, parliamo dalla postura, dal respiro, dal nostro corpo e iniziamo con il fingere quello che vogliamo diventi il nostro modo di essere, sentendolo sempre più reale e nostro.
 
La vita è fatta di allenamenti, quello che abbiamo appreso lo abbiamo ripetuto dentro di noi mille volte prima che diventasse la nostra realtà, possiamo apprendere altro, seguendo quello che vorremmo essere e i comportamenti che vorremmo adottare. Si inizia immaginando, si continua facendo finta. Perchè lì, dentro di noi, nella nostra immaginazione, abbiamo la migliore palestra, in uno studio di psicologia poi, tutto diventa più sicuro per allenarci al palcoscenico della nostra vita.
 

Se pensi di non essere all’altezza… puoi fingere di esserlo finché non ti scoprirai capace!

 
Iniziare può sembrare complesso ma tutti i cambiamenti comportano fatica.
Certamente, si deve imparare ad avere a che fare con se stessi e con la chimica del nostro corpo. Per esempio, prima di un colloquio o di un incontro importante dovremmo sapere che produciamo cortisolo, il famoso ormone dello stress, che il nostro corpo cambia e la nostra mente con lui per prepararsi all’evento per quello che lo abbiamo immaginato o per quello che ci suscita.
 
Cambiare postura, fare attenzione al respiro, allenarsi a essere come vorremmo nei singoli casi, fingere di sentirci a nostro agio, cambia anche le risposte interne alla nostra fisiologia e il linguaggio del corpo diventa un alleato capace di farci fare un bel salto di qualità nel nostro modo di presentarci. Fino a che non stiamo più facendo finta!
 

La nostra maniera di essere presenti nella situazione, potrebbe allora diventare più calzante dello stesso contenuto che portiamo con noi, anche se, certamente, quello è bene sia corretto!

 
Per quello immaginarci pronti ci aiuta ad esserlo. Fingerci capaci di rende capaci. In fondo stiamo solo stimolando delle risposte adattive positive che abbiamo dentro di noi, ma che abbiamo tenute in un angolo, sovrastate da risposte sempre uguali che ci facevano sentire inadeguati.
 
Fare come se ci da la possibilità di occupare lo spazio che meritiamo, ci aiuta a creare quel momento di gioia che volevamo per noi. Ci fa sentire che possiamo avere successo, qualunque cosa questo significhi per noi.
 

Il segreto è, semplicemente, accogliere l’idea, rivoluzionaria, che le cose possono essere come le vorremmo.

 
La vita è una palestra e possiamo allenarci a riscoprirci appassionati, entusiasti fiduciosi. A proprio agio nelle situazioni diverse. Magari all’inizi sembrerà tutto un poco strampalato, ma poi, con il tempo, la costanza e una buona guida, se ne avrete bisogno, quello che siete, anche facendo un po’ finta, diventerà quello che sarete, completamente vostro.

 


Pollicino: Chi per imparare all’inizio deve fingere un po’

L’Orco: Il terrore di cambiare, la vergogna di non farcela

L’arma segreta: Esercitarsi ad essere quello che si vuole diventare

Marzia Cikada

Psicologa, psicoterapeuta, terapeuta EMDR. Libera Professionista, realizza laboratori di scrittura autobiografica. Si occupa di adolescenti e coppie. Ama le storie.

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