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COME TI INTERVISTO UN POLLICINO – MAKING (of) LOVE - Pollicino era un grande
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COME TI INTERVISTO UN POLLICINO – MAKING (of) LOVE

POLLICINO sa cosa sia il SESSO e sa anche che spesso si crede di conoscerlo, ma non è così. Specie quando si entra per la prima volta nel mondo della sessualità e si decide di fare l’amore o anche solo di sperimentare il piacere. La sessualità è un mondo a colori che spesso si limita a mostrare due o tre toni, specie se si cresce a pane e youporn. Davanti all’assenza di un naturale accompagnamento a scoprire la propria sessualità, non è raro che gli unici insegnanti siano i porno attori e attrici. Loro fanno il loro lavoro, certo, ma non sono fedeli alla realtà e creano aspettative errate. Per questo trovare progetti come Making of Love è respirare.

 
Con chi parliamo oggi? Oggi parliamo con Anna e Lucio. Che sono il cuore di Making (of) Love, un progetto che ha più l’aspetto di un organismo vivo, tante sono le facce e le storie che lo compongono.

 

Perché Making (of) Love è più di un film, ma è esperienza di vita, racconto sul piacere, entrare in contatto, in connessione con emozioni e sensazioni, con momenti di vita diversi e desiderio. Molto desiderio. Il desiderio che è naturale parte della vita di tutte le persone, che si manifesta in modi differenti, magari non sempre secondo la convenzione, ma di certo non per questo “malato”. Il fondamento di questo progetto, sembrerebbe dare naturalità al desiderio, al piacere nelle sue molte forme, senza paura di essere sbagliat*, senza il limite spesso presente in certe visioni del sesso.

 

Lo Staff numeroso di Making (of) Love sembra scegliere di creare una possibilità di dialogo sulla sessualità che non sia imbrigliata in limiti e stereotipi ma che sia fresca e capace di disegnare un mondo affettivo il più possibile vicino al reale. E il reale, lo sappiamo bene, cambia in fretta.

 

Anna e Lucio si presentano come registi e produttori, sono i supervisori di tutto il progetto Making (of) Love. Il loro primo lavoro“Unlearning” è stato proiettato in 22 festival in tutto il mondo. Il secondo “Figli della libertà” dopo oltre 100 proiezioni in tutta Italia, si sta affacciando alla distribuzione internazionale.

 

Il loro progetto ha bisogno di sostegno, perché per realizzarlo e mettere insieme tutti gli ingredienti è necessaria una certa possibilità economica. Per questo è partita una campagna di crowdfunding che sta ottenendo molte adesioni. E anche molti professionisti della psicologia e della sessualità, stanno supportando questo progetto, nell’ottica di una sessualità aperta e consapevole.

 

Consapevolezza che non ha nulla a che vedere con il pornografico, anzi.

 

E’ nell’autoeducazione a cui molt* ragazz* sono “costretti” ad attingere che covano possibili problemi nell’immediato e nel futuro.

 

Specie se questa si nutre di sola pornografia e video, e riviste, dove il sesso è solo merce. Perché il sesso messo in scena è per lo più legato alla prestazione, al sensazionalismo, all’esagerazione. Il piacere completo e maturo è ben altro. Non vi trovano posto elementi come desiderio, intimità, sensibilità, ascolto. Che sono sempre presenti quando si sta bene con sé e con la persona, o le persone, con cui si entra in relazione.

 

Introduco con piacere queste cinque domande ad Anna e Lucio, così che possiate farvi una vostra idea su Making (of) Love.

 

 


 

BENVENUTI ANNA E LUCIO, RACCONTERESTE, A CHI LEGGE LA VOSTRA IDEA? COME NASCE MAKING OF LOVE?

 

Making of Love nasce nel 2017 dall’incontro con Paolo Mottana, docente dell’Università Bicocca di Milano. Era appena uscito al cinema il nostro secondo documentario (Figli della Libertà), non pensavamo ad un nuovo lavoro. Conoscevamo Paolo Mottana perché lo avevamo intervistato diverse volte; la sua voce era già presente nei nostri lavori. Ci invita a pranzo e ci chiede se siamo interessati a lavorare sul tema dell’educazione al piacere e alla sessualità. “Un tema necessario nelle scuole” ci dice. A noi sembra una buona idea e accettiamo.

 

La genesi del progetto è lunga e articolata perché ci rendiamo conto che il tema è difficile, che in Italia non si parla di diritto al piacere, che tre adulti non posseggono il linguaggio adeguato per parlare  a ragazzi +15.

 

ll rischio di fare un film tipo “lezione frontale” è alto, tipo “ io sono l’adulto, siediti e ascolta buono buonino”.

 

Cosi decidiamo di far entrare i ragazzi nel progetto con una call nazionale. 400 ragazzi rispondono e, dopo mesi di lavoro ne scegliamo otto: 4 ragazzi e 4 ragazze dai 18 ai 24 anni. Studiano, recitano, viaggiano, amano: sono ragazzi che possono raccontare il loro punto di vista con spontaneità. A questo punto il progetto è cambiato: noi adulti diventiamo supervisori, tutor del processo creativo di questi ragazzi che sono chiamati a scrivere una nuova sceneggiatura e a girare, con il nostro aiuto, un film utile sull’educazione sessuale che tratti tematiche attuali ma non con un taglio medico. Ragazzi che parlano ai ragazzi, ecco l’idea. Per finanziare tutta l’operazione io e Lucio pensiamo di utilizzare un crowdfunding che è ancora attivo.

 

I ragazzi scrivono il Manifesto,  per non dimenticare punti importanti. Eccoli:

 

Creeremo un immaginario per i ragazzi diverso da quello del porno, perché è lì che oggi si impara a fare l’amore.

Educare al piacere non significa trasformare gli adolescenti in un branco di pervertiti, ma a coltivare in loro la consapevolezza del proprio corpo e delle proprie emozioni in modo da essere pronti ad accettare o rifiutare un rapporto nel momento che se ne presenta l’ occasione.

Mostreremo i vari modi di vivere la sessualità senza discriminazioni di genere e gusto.
Si può scoprire il proprio piacere attraverso pratiche che non tutti si sentono di condividere ma non per questo devono essere categorizzate come “sbagliate” o “sporche”. La scoperta del proprio corpo e del proprio piacere è sacra e dovrebbe essere incoraggiata, non ostacolata.

Guarderemo negli occhi i tabù:
Per aiutare a superare i complessi, le paure, le ferite che troppo spesso gli adolescenti subiscono nel venire a contatto con la sessualità, perché possano finalmente accedervi con entusiasmo e curiosità. Conoscere e rispettare il proprio corpo è imprescindibile per avere accesso ad una conoscenza più ampia, di noi stessi e degli altri.

Mostreremo corpi veri, rigettando i canoni di bellezza contemporanea.
Riteniamo che la bellezza non sia metro di giudizio ma un qualcosa di unico che ogni individuo possiede.

Racconteremo le imperfezioni.
Fermarsi per andare a bere o in bagno, l’imbarazzo, le risate: tutto quello che può farci sentire strani o sbagliati durante il sesso ma che sono parte della normalità.

Contamineremo il linguaggio moderno usando l’arte erotica (poesia, pittura, scultura, cinema) che da sempre esiste e di cui raramente si parla a scuola.
Per parlare di cultura della sessualità: l’arte di amare, le sue tecniche, la cosmesi, la cura di sé, la danza, il massaggio, i profumi, l’abbigliamento, l’affinamento di tutti i sensi.

Mostreremo l’importanza della comunicazione:
Che avvenga tra le lenzuola o meno, è fondamentale per capirsi e conoscersi. Chiedere per ricevere piacere, coi dovuti modi e con il consenso del (o dei) partner, non va stigmatizzato come gesto egoista in quanto è parte del “diritto al piacere” che appartiene a ognuno di noi ed è alla base di una sana relazione sessuale.

Gireremo un film che inviti ad una condivisione aperta e al dialogo.
Per imparare a parlare di sesso, perchè il rispetto e la scoperta dell’altro sono pilastri della vita e la narrazione di sè senza sessualità è un discorso incompleto.




Tabù. Una parola che si incontra spesso se parliamo di sesso. Quali sono, secondo voi, i tabù che si fatica a superare? E quali sono i nuovi, quelli che ritenete siano legati al nostro presente?

 

I tabù nascono dalla paura e la paura è generata dall’ignoranza che partorisce mostri. Noi adulti siamo cresciuti, nella maggior parte dei casi, senza una vera educazione alla sessualità perché il tema non era argomento di dialogo né a scuola né a casa.

 

Il tabù più grande che dobbiamo affrontare tutti i giorni è il nostro corpo, i preconcetti che abbiamo sul nostro piacere e al rispetto per il piacere dell’altro.

 

Cos’è normale o socialmente accettabile? Chi decide le risposte a domande cosi personali e intime? Oggi la pubblicità e la pornografia dettano le linee guida sul consumo sessuale e sono, nella maggior parte dei casi, gli unici informatori delle nuove generazioni.

 

Come adulti abbiamo il compito di portare l’educazione sessuale nelle scuole per creare momenti di dialogo e di apertura con ragazzi di diverse età, religione, orientamento sessuale.

 

 

Comunicare è fondamentale, saperlo fare in modo da arrivare al destinatario giusto è un’arte. Cosa trovate sbagliato, o migliorabile, nel modo in cui, oggi, si parla di sesso e cosa intendete per un linguaggio moderno che utilizzerete in Making of Love– come segnalate sul vostro Manifesto.

Parlare senza censura e ipocrisie. Capire che la pornografia e i media sono un mezzo per conoscere il sesso ma non sono l’unico mezzo e neppure il più adatto per scoprire il proprio corpo e quello dell’altro. Che si può fare sexting ma è necessario conoscere le regole della comunicazione, senza andare allo sbaraglio su internet.

 

Che c’è una legge sul revenge porn che tutela le persone, ma bisogna informarsi perché è molto facile cadere nei tranelli e scoprirsi fragili e senza difese. Ma la cosa più moderna, e che la scuola non insegna quasi mai, è non dire “non si può fare” ma “ti insegno a farlo in sicurezza”.

 

 

Se pensate ai giovani alle prese con la sessualità, oggi, in cosa li accomunereste a Pollicino? Quali risorse trovate in loro?

Perché i ragazzi sono portatori sani di sogni ed è per questo che io e Lucio ne abbiamo voluto otto con noi in questo lungo e intenso viaggio che è diventato Making of Love.

 


Contro quale Orco combattono oggi ragazze e ragazzo? E secondo le armi segrete – o neanche tanto – che possono aiutarli a sconfiggerlo?

 

Penso che gli Orchi sono “i grandi”, o meglio gli adulti che si identificano in modello rigido e autoritario ed esigono rispetto incondizionato senza diritto di replica.

 

Quei “grandi” invecchiati senza farsi domande o senza mettere  in discussione un modello sociale ed educativo, che non rispetta angolature differenti del mondo.

 

Un mondo adulto fatto di divieti, obblighi, strade a senso unico e tanta paura di conoscersi più intimamente.  Come si impara a sconfiggere tutto questo? Con l’ironia, il talento e un film.

 

POLLICINO RINGRAZIA ANNA E LUCIO PER LE LORO PAROLE, MA CI PIACE PENSARE CHE IL NOSTRO GRAZIE ARRIVI A TUTTE LE NUMEROSE PERSONE COINVOLTE IN QUESTO PROGETTO EDUCATIVO. IL CORPO, IL PIACERE, LE EMOZIONI, I COMPORTAMENTI PARLANO DI NOI E CI DEFINISCONO, MA TROPPO SPESSO FINISCONO CON FARE IN PIENA IGNORANZA, NEL NON SAPERE CHE NON PERMETTE CONSAPEVOLEZZA. IMPARARE SORRIDENDO LE MERAVIGLIE DEL PIACERE E DELLA RELAZIONE, TUTELA TUTT* PERCHÉ PERMETTE DI SCEGLIERE E DI SAPERE COSA SI FA E SI PROVA.UNA STRADA DA COSTRUIRE VERSO UNA NUOVA POSSIBILE MATURITÀ’ SESSUALE, RIVOLUZIONARIA!

 
 

Avete voglia di saperne di più? Ecco a seguire alcuni link per informarvi sul progetto, leggerlo, vederlo e sostenerlo.

FB https://www.facebook.com/Making.of.love.documentary/

Sito https://www.makingoflove.it/

Instagram https://www.instagram.com/making_of_love/

Telegram  https://t.me/makingoflove

Mail love@unlearning.it

Ma soprattutto le informazioni per partecipare a sostenere il progetto.

Link crowdfunding https://supportaci.makingoflove.it/index.html

Casting Call: https://www.makingoflove.it/casting-call-location-making-of-love/

Marzia Cikada

Psicologa, psicoterapeuta, terapeuta EMDR. Libera Professionista, realizza laboratori di scrittura autobiografica. Si occupa di adolescenti e coppie. Ama le storie.

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