Top
Oggi è il Blue Monday, il giorno più triste dell'anno! – Pollicino era un grande
fade
11026
post-template-default,single,single-post,postid-11026,single-format-standard,eltd-core-1.1,flow-ver-1.3.5,,eltd-smooth-page-transitions,ajax,eltd-grid-1300,eltd-blog-installed,page-template-blog-standard,eltd-header-vertical,eltd-sticky-header-on-scroll-up,eltd-default-mobile-header,eltd-sticky-up-mobile-header,eltd-dropdown-default,wpb-js-composer js-comp-ver-5.0,vc_responsive

Oggi è il Blue Monday, il giorno più triste dell'anno!

Non v’è causa d’errore più frequente che la ricerca della verità assoluta.

Samuel Butler

30085726595_a0e6bf4ab7_b

Tutti pronti? Avete vicino cioccolata calda, abbracci affettuosi, il film giusto? Avete preso un giorno di vacanza? Avete detto in ufficio che oggi non potete andare? Perchè, sappiatelo, oggi è il giorno più triste dell’anno. Lo chiamano “Blue Monday” e quest’anno sarà proprio il 16 di gennaio. In tutto il mondo.

Il peggior giorno della nostra vita. Quanti ne abbiamo vissuti ? E ogni volta  diciamo che, quello che abbiamo appena superato, era di gran lunga il peggiore. Ecco. Per non sbagliare, nel 2005, uno psicologo britannico, si mise a far di conto. Si chiama Cliff Arnall e la sua notorietà è in buona parte legata alla formula con la quale ha definito, tra tutti, quale fosse il peggiore giorno dell’anno. I fattori che fa valutato? Il clima,  le conseguenze economiche legate alle spese dovute alle feste di Natale, il salario mensile, quanto manca al Natale successivo, il livello di motivazione  e il sentimento di fallimento per non aver ancora compiuto tutti quei buoni propositi fatti in vista del nuovo anno.  Risultato? Lo sapete già, oggi, ovvero ogni terzo lunedì del mese di gennaio, per sempre. Eccovi la formula:

formula-del-bluemonday

Buono a sapersi? Utile? Ebbene, vi aggiungo una piccola ma fondamentale informazione. La sua formula venne utilizzata/creata per la campagna pubblicitaria di una compagnia aerea ( la Sky Travel) e il nostro psicologo non trovò grande fortuna nei pareri dei colleghi. Insomma, sebbene ogni anno ci siano articoli che esaltano gli accorgimenti per superare indenni il giorno peggiore, siamo di fronte ad un esempio di Marketing avvalorato dalla pseudoscienza. D’altronde, chi non vorrebbe partire per evitare le conseguenze di un brutto giorno, avrò pensato la compagnia?

Ma se è vero che in amore e marketing tutto è permesso, è anche vero che il valore psicologico e scientifico di tutto questo è pari a quasi zero. Ebbene sì, la formula è l’anima stessa dell’antiscienza e la società scientifica ha preso le distanze da Arnall e dalla sua scelta di avallare una ricerca realizzata per creare profitto alla compagnia aerea. Negli anni sono stati diversi gli articoli, specie da parte di giornali britannici come il Guardian e scritti da seri ricercatori scientifici.

Eppure il fascino delle formule è sempre alto. Perchè? Perchè abbiamo spesso bisogno di avere qualcuno che trovi delle ragioni ai nostri comportamenti. Una formula che mi sostenga nella mia difficoltà a riprendere il lavoro dopo il periodo delle vacanze, che giustifichi il mio malessere per non essere riuscito a godermi la pausa o per non essere stato felice.

Perchè, benchè non scritta, esiste  una formula che regola il fatto che, a Natale, si debba essere felici giusto. La nascondiamo in fondo ai nostri pensieri ma è sempre lì pronta a ricordarci che non la stiamo rispettando. Una formula del giorno più triste, come molte altre,  potrebbe alleggerire dalla responsabilità di essersi sentiti meno capaci di sorridere di quanto ci sarebbe piaciuto. Ma la formula non c’è. Come spesso non ci sono soluzioni facili, unguenti magici e amuleti speciali. Se siamo tristi, fermiamoci a capire il perchè e potremo trovare la nostra serenità. Dobbiamo prenderci le nostre responsabilità e affrontare la giornata di oggi con quello che siamo, le nostre risorse, la nostra possibilità di felicità.

Possiamo misurare il livello di tristezza a livello globale di un giorno? Possiamo misurare l’amore? Possiamo davvero calcolare l’incalcolabile? Come i molteplici fattori di compatibilità per chi cerca un partner? Piccola storia. Da ragazzina, negli anni ottanta, era facile trovare una formula. In amore, per esempio,  se ti infatuavi del compagno di classe, si scriveva nome e cognome propri e dell’oggetto del desiderio, si contavano le consonanti e le vocali uguali o meno, si faceva un conto veloce e usciva quanto la grande storia d’amore fosse possibile. Sul momento scappava un sorriso compiaciuto o un sospiro mesto. Inutile dire che, anche le migliori prospettive (tipo un bel 95%) non abbiano funzionato allora ( e credo non funzionerebbero oggi) senza un atteggiamento pro- attivo da parte di uno dei due, un agire per creare un incontro, senza la collaborazione delle compagne di banco. Insomma, i numeri se li è mangiati il tempo, i ricordi delle azioni fatte e di quelle solo sognate, sono andati ad arricchire la quantità di ricordi, belli o tristi che siano stati, della vita di molti adulti di oggi.

Non ci sono formule per la tristezza. Ma azioni e atteggiamenti per creare felicità.

benesserecaffe

Pollicino: Il bisogno di formule  magiche intriso di Marketing

L’Orco: Lo spauracchio dell’antiscienza

L’arma segreta: La felicità che agisce contro la tristezza che si calcola

Marzia Cikada
Commenti

Rispondi