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La Chimica del Sesso - 1. Psicologia del piacere e Sessualità - Pollicino era un grande
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La Chimica del Sesso – 1. Psicologia del piacere e Sessualità

Il sesso deve essere innaffiato di lacrime, di risate, di parole, di promesse, di scenate, di gelosia, di tutte le spezie della paura, di viaggi all’estero, di facce nuove, di romanzi, di racconti, di sogni, di fantasia, di musica, di danza, di oppio, di vino.
Anaïs Nin

 

Il sesso è magia, abbandono, emozione e chimica. Come esseri viventi ci contraddistingue il bisogno di contatto, di relazione. Non possiamo esistere completamente soli. Anche se i motivi e le modalità per dare voce al nostro bisogno possono essere completamente diverse dall’una all’altra persona.
 

Eppure manca spesso una componente nel parlare di sesso. La chimica.

 
Quello che accade nel nostro corpo è chimica. Il nostro corpo prova e reagisce parlandosi attraverso brevi ed essenziali messaggi che corrono da una parte all’altra di noi, dalle mani al cervello e poi di nuovo, alle mani, alle gambe, ai genitali.
 

 
Da quando si è cominciato a parlare di sessuologia, facendone una vera e propria disciplina che mette insieme le varie facce del sesso, la conoscenza e l’attenzione al sesso si è fatta più precisa e consapevole. Perché nel nostro piacere abbiamo una parte ben legata alla fisiologia umana. Anche se la nostra sessualità è sempre relazionale, partendo da noi stessi, parte comunque da segnali che il cervello manda al corpo. La chimica nel piacere è fondamentale.
 

Il sesso è come il bridge: se non hai un buon partner, meglio che tu abbia una buona mano. Charles Pierce

 

Avere un rapporto sano con la sessualità ci rende più forti.

Quando il sesso va bene, la nostra pressione migliore, le difese immunitaria si sentono più in forza, il dolore ci sembra più sopportabile.

 


 
Il piacere erotico coinvolge delle zone definite del cervello, e fa sorridere che siano le stesse della preghiera. Eppure non è così strano. E’ infatti la parte destra del cervello che si mette all’opera quando viviamo momenti di piacere intensi. Ci viene in mente come, negli anni passati, si facesse un gran parlare di sesso tantrico, legato alla disciplina orientale. Una pratica nata in India e che permetterebbe di fare l’amore per ore e ore e di vivere una esperienza estremamente avvolgente e consapevole. Il cantante Sting pareva primeggiare in questa pratica, legata al rimandare l’orgasmo, e si era costruito parte del suo fascino sulla sua abilità in merito.
 

Prima c’è una specie di lungo urlo che ti fa sobbalzare, come il grido di un bambino. Potrebbe essere un’esclamazione di sorpresa, un’esplosione di gioia incontenibile, o una dichiarazione di felicità. Poi si trasforma in un sospiro di piacere, avanza serpeggiando lungo un bellissimo canale, e infine si dissolve dolcemente in un luogo sconosciuto e armonioso. Haruki Murakami

 
Ormoni maschili, testosterone, e ormoni femminili, estrogeni, sono protagonisti dell’attività sessuale, spingendo nei secoli le persone ad accoppiarsi per mantenere viva la specie. La spinta era primariamente quella della procreazione, anche se oggi non è più la sola motivazione che muove il desiderio.
 
Se ci sono ormoni che facilitano il percepire il corpo pronto all’attività sessuale, ce ne sono altri che cercano di inibirla.  Pensiamo alla prolattina, legata all’allattamento nelle donne ma presente anche nei maschi e che, se in eccesso, diminuisce il desiderio. Uso di sostanze chimiche come alcuni tipi di droghe possono infatti inibire il piacere e creare squilibri in questa area della vita.
 

Lo stimolo a fare sesso ha diverse nature, affettive come cognitive.

 
A spingere ed attivare la chimica dentro di noi, abbiamo il bisogno di sentire vicina la persona amata, con cui abbiamo una relazione amorosa e affettiva. Il sentirla intimamente connessa porta a cercare il contatto fisico. Anche se sono anche sensazioni e sentimenti spiacevoli a solleticare il desiderio. Come la tristezza o il bisogno di intimità emotiva dopo una giornata stressante. Ma il sesso può essere motivato anche da valutazioni mentali che possono fungere anche da buone ragioni per evitare di avere rapporti con persone che percepiamo pericolose, per il loro modo di fare o perchè temiamo potrebbero essere negative per noi. In molti casi, sebbene l’istinto ci spingerebbe a tutelarci, le esperienze passate, spiacevoli e una bassa autostima, potrebbe non proteggerci, facendoci finire in relazioni tendenzialmente dannose. Per esempio, quando non evitiamo rapporti a rischio pur avendo idea di quello che questi potrebbero comportare.
 

Nostra Signora OSSITOCINA che porta la felicità

 
Nella chimica del piacere un ruolo importante lo gioca l’ossitocina, ormone che viene prodotto dall’ipotalamo e secreto dalla neuroipofisi, nel nostro encefalo. Dopo anni e anni di ricerche oggi è universalmente riconosciuto come l’ormone della felicità. Favorisce il desiderio e ci lega alle persone che amiamo, ma non solo. Per esempio è presente nella relazione che abbiamo con i gatti. Infatti, il contatto con il loro pelo, produce ossitocina e ci permette di combattere stress e depressione.
 
In campo sessuale, l’ossitocina ha un ruolo definito nell’orgasmo e in quel senso di pienezza e sazietà subito successivo. Ma resta comunque un elemento cardine nella formazione della relazione vera e propria e non solo nel momento del rapporto sessuale. Più ossitocina produciamo, meno stress sentiamo, favorendo una serie di miglioramenti nella salute del nostro corpo, compresa la soglia del dolore che si alza e il sonno, che gode di un bel miglioramento anche grazie a questo ormone.
 
Una sostanza così utile per sentirsi meglio che veniva servita in alcuni party accendi-passione, anni fa, non so se la moda ha poi perseverato. In quelle occasioni, per dare agli ospiti sensazioni e senso di fiducia reciproche e dare una mano al naturale evolversi degli eventi (anche se qui, il potere della mente di credere di sentirsi più ben disposti al vicino di tavolo fa la sua parte) veniva servita in pasticche.
 
Quindi nelle nostre relazioni sessuali, da sol* o con altre persone, la chimica ha il suo e non poco. Ogni fase della vita e del rapporto sessuale cambia e funziona diversamente passando per la chimica del nostro corpo.  E’ interessante scoprire come, anche per dare un senso a molte conseguenze dirette nella nostra vita.

 

[questo è il primo di una serie di articoli sulla chimica del piacere…a presto!]

 

Marzia Cikada

Psicologa, psicoterapeuta, terapeuta EMDR. Libera Professionista, realizza laboratori di scrittura autobiografica. Si occupa di adolescenti e coppie. Ama le storie.

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