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E ora come faccio? Come i genitori possono dare filo da torcere al Bullismo - Pollicino era un grande
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E ora come faccio? Come i genitori possono dare filo da torcere al Bullismo

Il bullismo è un’epidemia mondiale.

Macklemore

 
Una volta il bullismo era palese. Oggi le sue forme sono più sfumate e pericolose. Ma resta una piaga che fa male a chi lo subisce, a chi lo compie e a chi assiste senza far niente. Di più, il bullismo in ogni sua forma, dagli attacchi a scuola, al cyberbullismo, al bullismo omotransfobico, è una ferita per la comunità che non è in grado di difendere chi la abita, che non riesce a definire una cultura in grado di contenere questi fenomeni, specie tra i più giovani.

 

Bullismo o Cyberbullismo. Di cosa stiamo parlando.

 
Il bullismo agisce in varie forme, atti aggressivi ma anche piccole torture psicologiche. Insulti ma anche “scherzi”. Furti come denigrazione. Di solito avviene a scuola o nel gruppo dei pari. Tutto avviene in maniera ben visibile, sappiamo chi colpisce e chi si fa male. Invece, la rete, ha permesso che nascessero forme più sottili di violenza e bullismo, il cyberbullismo . Il bullismo esercitato online, attraverso una moltitudine di luoghi virtuali e strumenti. La parola diventa un termine usato da tutti nel 2002 (Belsey conia il termine) e da allora è cresciuto sempre di più.

 
La prima differenza? In questa forma la prevaricazione diventa sconfinata, perchè il campo di azione è il web. L’obiettivo è sempre ferire ma anche solo mettere a disagio o, talvolta, scherzare – più o meno bonariamente. La verità è che porta a conseguenze più velocemente drammatiche per le vittime e la cronaca ci racconta molte di queste terribili storie che finiscono con adolescenti o preadolescenti che decidono di suicidarsi per la violenza subita.

 
Le sue molte forme (flaming, cyberstalking, denigrazione, impersonation, cyberbashing, tricky, esclusione dal gruppo, harassment) hanno un potere diverso dal Bullismo che avviene per lo più in spazi piccoli – la scuola, il gruppo – per mano di poche persone conosciute – compagni di classe per lo più.

 
Il cyberbullismo potrebbe colpire senza che la vittima sappia chi sia il suo carnefice, l’online abbatte il confini della scuola per poter raggiungere  qualunque luogo. Il bullo che usa la rete per la sua azione non è detto sia un coraggioso, aggressivo, prevaricatore ma potrebbe agire solo perchè “protetto” dallo schermo del suo pc o smartphone. Si sente potente perchè invisibile, mentre solitamente il bullo che agisce vis a vis, vuole essere riconosciuto nel suo ruolo di potere, la sua aggressività dovrebbe dargli riconoscimento nel gruppo.

 

Se il bullismo come lo conoscevamo vuole ferire, o quanto meno è in parte consapevole del significato dei suoi gesti, i cyberbulli non si sentono responsabili di azioni terribili, spesso fino a quando la gravità viene resa visibile da gesti estremi della vittima. La colpa non viene percepita e non viene sentita nessuna empatia con la vittima.

 
Ma in ogni caso i ragazzi e le ragazze, fanno fatica a parlare di quello che vivono. Le vittime appaiono indifese, isolate, ansiose. Non dormono bene, perdono interesse sempre di più, sono tristi o con sbalzi di umore tendenti alla rabbia. Nelle vittime, peggiora il rendimento scolastico, non escono, hanno pochi amici e potrebbe manifestare sintomi fisici e desiderio di lasciare la scuola.

 

Un genitore cosa deve e cosa può fare?

 
Sostenere il ragazzo o la ragazza, cercando di capire cosa stia accadendo, anche quando è un bullo o cyberbullo. Avere certi comportamenti significa comunque aver bisogno di aiuto. E’ bene entrare subito in contatto con la scuola e con le eventuali persone coinvolte. Al momento sono molte le associazioni pronte ad accogliere una necessità di aiuto di questo tipo.

 
I genitori, o comunque gli adulti che hanno cresciuto i ragazzi, sono la risposta per un intervento con buone possibilità di riuscita. Sono essenziali per mettere fine a certi comportamenti, che i ragazzi non sanno più fermare perchè incastrati in pericolosi circoli viziosi. Inoltre sono gli adulti a poter creare una cultura diversa e coinvolgere i ragazzi in questo.

 
Certamente più la relazione con i figli è serena e solida più facile sarà comprendere come agire e che è sta succedendo qualcosa. Un rapporto ben costruito nel tempo, rende i ragazzi più forti e capaci di chiedere aiuto e permette ai genitori di rendersi più velocemente conto di cosa sta accadendo.

 

Prevenzione prima di ogni cosa

 
Una buona relazione è la migliore prevenzione. Permette di mettere in contatto genitori e figli e fare in modo che ci sia posto per l’ascolto e il racconto. Parlare di cosa sia il bullismo, vedere film, leggere libri, ascoltare e di nuovo parlare aiuta a creare il giusto supporto per evitare certi accadimenti. Partire anche solo dallo spiegare da subito che il divertimento e l’essere ok non è ridere degli altri, ma con gli altri. L’educazione che si respira in casa è il miglior anticorpo.

 
Coltivando la relazione con i figli, si insegna come proteggersi dal bullismo e come vivere cambiamenti ed eventi della vita. Fare attenzione a come crescono ragazze e ragazzi mette gli adulti in condizioni di poter riconoscere molti segnali.

 

Essere adulti non basta. Ci vuole autorevolezza e competenza

 
E queste si guadagnano sul campo. E bene non tanto non lasciare soli i figli ma non farli sentire soli. La solitudine rende più facile diventare a rischio di bullismo o cyberbullismo. La distanza emotiva, il sentirsi lontani o giudicati dai genitori, avvicina al fenomeno.

 

Ho vissuto sulla mia pelle la cattiveria gratuita del bullismo e ho sentito persone rivolgermi commenti malevoli. Ma ho sempre sentito l'amore incondizionato da parte della mia famiglia e degli amici; questo è quello che davvero conta, alla fine della giornata. Conchita Wurst

 

  • Parlare con ragazze e ragazzi quanto più possibile. Soprattutto è bene cercare di condividere alcune informazioni su di loro, fare in modo che si raccontino, almeno un po’, evitare che si isolino troppo. Parlare con loro di quello che vivono. Soprattutto della sessualità e dell’affettività. Sappiamo cosa succede se si entra in contatto con certi temi quando non si è pronti? Per i ragazzi e un trauma che coinvolge lo sviluppo delle relazioni di tutta una vita. Molti giovanissimi sono narcisi che mandano in giro pezzi di loro e non sanno  che possono avere l’effetto di un boomerang.
    Esiste una forte percezione del sesso come merce, sesso che rende più appetibili nel gruppo o che offre la visibilità che non si sente di avere altrove. Il mondo  è sempre più ipersessualizzato e bisogna esserne consapevoli. Dobbiamo accompagnare i ragazzi a scoprire e conoscere cosa sia reale e cosa no di certa sessualità ostentata, costruire una cultura dell’affettività e dell’intimità positiva invece che lasciare che crescano pensando al corpo come un mezzo, corpo che deve essere e mostrarsi in un certo modo – moda, video, social e tv mostrano modelli spesso pericolosi.  Le ragazze soprattutto, possono sentirsi inadatte e rischiano di maturare disturbi, dalla bassa austostima alla depressione, o più facilmente disturbi nel rapporto con il loro corpo e del comportamento alimentare. Su questi temi il cyberbullismo e il bullismo giocano facile. Insulti, critiche, ridicolizzazione quotidiana di vittime fragili porta a conseguenze estremamente traumatiche e dolorose.
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  • Accompagnare i ragazzi significa educarsi ai media e ai social. Non si può avere un figlio o una figlia e non entrare in rete, non conoscere cosa siano i social, comprendere la realtà che loro vivono tra chat, Instagram, Facebook, tutte le chat nate solo per i minori, youtuber e influencer del momento.
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  • Rendere i ragazzi capaci di capire cosa significa bullismo e cyberbullismo anche in termini legali. Conoscere le leggi e le conseguenze penali aiuta a prendere le distanze comprendendo le conseguenze del proprio operato. Per esempio si parla di sexting aggravato quando il video o la foto arriva a creare un clima di persecutorio, estorsioni, minacce.

 

La rete non dimentica MAI!

 
Per i ragazzi esiste solo il presente. Non sono consapevoli, anche se lo sanno, del fatto che un gesto compiuto online resta impresso e alla luce di milioni di sguardi. Non capiscono che l’insulto resta per sempre, la foto viene salvata e continua a girare per sempre. Quando si accorgono che lo scherzo non è più tale ma è diventato bullismo e il compagno/compagna è nell’occhio del ciclone potrebbe essere troppo tardi.

 

Il gioco di oggi è la tortura di domani.

 
Bisogna aiutare i ragazzi a capire che la rete ha memoria di tutto e non sarà possibile tornare indietro una volta messo online qualcosa. Per aiutarli è possibile fargli vedere molti dei film che raccontano storie finite male. Fare prima di pensare è la grande sfida. Sebbene non siano ancora completamente maturi nel processare quello che accade intorno a loro, le loro azioni hanno comunque una peso e sviluppano reazioni terribili. Motivo per cui è fondamentale insegnarli a respirare prima di fare scelte impulsive di qualsiasi tipo.

 

Insegnare il pensiero critico e la realtà

 
Passare anche attraverso la discussione senza paura del confronto è un mondo per sviluppare il pensiero critico e la capacità di pensare nei ragazzi. La relazione con ragazze e ragazzi va curata in ogni momento non solo davanti alla preoccupazione. In questi contesto le regole finiscono con l’essere accettate. Il limite ci deve stare. Non sono “solo ragazz*” ma persone che possono creare sofferenza e allo stesso tempo, vittime che possono vivere una forte traumatizzazione.

 

Quello che non faresti di persona non farlo e basta!

 
Spesso al bullo manca il senso dell’empatia. Fermarlo e insegnargli a fare attenzione lo aiuta a capire cosa prova. Fargli notare le cose è il modo migliore per imparare. Facendo attenzione a stargli vicino, non per controllare ogni loro mossa, ma per monitorare. Seguirli da lontano, pronti ad intervenire.

Così è bene insegnare che quello che non faremmo se avessimo la persona di fronte, non va fatto di certo nascosti da un video. E questo vale anche per molti adulti.

 
Il Cyberbullismo non ha confini di età. Purtroppo.

 



 

Marzia Cikada

Psicologa, psicoterapeuta, terapeuta EMDR. Libera Professionista, realizza laboratori di scrittura autobiografica. Si occupa di adolescenti e coppie. Ama le storie.

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