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COME TI INTERVISTO UN POLLICINO – CAROLINA CAPRIA #L'HASCRITTOUNAFEMMINA - Pollicino era un grande
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COME TI INTERVISTO UN POLLICINO – CAROLINA CAPRIA #L’HASCRITTOUNAFEMMINA

POLLICINO e’ femminista. Non sarebbe possibile diversamente. Crede che le persone debbano avere tutte la stessa possibilità di essere felici, di stare bene, di costruire il loro futuro e di essere riconosciute per le loro qualità. Questo vale per donne, uomini ma non solo. Oggi essere femminista è avere una visione del mondo ampia, capace di abbracciare tutt*, indipendentemente dal proprio sesso, sessualità, stato sociale o luogo geografico di nascita. Pollicino è contrario ad ogni pensiero sessista, dal linguaggio alle discriminazioni in ogni area possibile della vita. Lavoro, amore, letteratura, famiglia, non deve esserci un mondo con due pesi e due misure. Per questo abbiamo incontrato Carolina che combatte il divario uomo-donna ( e non solo) pagina dopo pagina.

 
Con chi parliamo oggi? Oggi Pollicino vi racconta del suo incontro con Carolina Capria. Carolina è a Cosenza nel 1980 e oggi vive a Milano. Ama le storie, ne inventa di continuo e soprattutto scrive. Libri per ragazzi e ragazze che raccontano di avventure e aiutano a crescere ed insegnano ad amare la lettura. Era lo scorso anno, il 2018, quando Carolina da deciso di aprire una pagina Facebook e un profilo Instragram dal nome“L’ha scritto una femmina” uno spazio dove si raccontano libri scritti da donne, per dare visibilità alla letteratura che troppo spesso viene lasciata indietro. Uno spazio che è stato accolto da subito con attenzione da moltissime lettrici e lettori che hanno così avuto modo di ragionare e scoprire su questo aspetto della condizione femminile.

Questo anno Carolina ha pubblicato un libro nuovo e diverso dai suoi soliti, Un libro che arriva al cuore e parla di un tema delicato, i disturbi alimentari.La circonferenza di una nuvola (HarperCollins, 2019). Il libro è la storia di una ragazza di sedici anni, Lisa, ma anche delle ragazze che incontra a Villa Erica, l’istituto dove i genitori la portano nella speranza che possa star meglio e smetta di scegliere di sparire.
Abbiamo fatto qualche domanda a Carolina.

 

 

BENVENUTA Carolina. Tu scrivi e scrivi di femmine che scrivono. Il tuo profilo su
Instagram è molto seguito. Anche se te lo hanno chiesto mille volte, è importante,
temo, ripetere il concetto. Perché è necessario “L’ha scritto una femmina?”

 

Perché è necessario dare voce alle donne, che non significa ovviamente permettere loro di scrivere e parlare (a quello più o meno siamo arrivati, almeno nel nostro pezzo di mondo) ma dare alle loro parole credito e autorevolezza.

 

Purtroppo le scrittrici non godono della stessa considerazione di cui godono i colleghi, fanno molta più fatica ad avere riconoscimenti e superficialmente si tende sempre a credere che le donne abbiamo qualcosa da raccontare solo alle altre donne e non a chiunque.

 

Il punto di vista delle donne è fondamentale, perché altrimenti viene a mancare un pezzo di umanità che ha un modo di vedere ed esperienze proprie da narrare, ed è necessario che tutti facciamo qualcosa per garantire un ribilanciamento. Non è più accettabile che ci siano festival, mostre ed eventi pubblici di soli uomini, o sette tracce dell’esame di maturità in cui non compare una donna.

 

E dopo averti dato la spiegazione da attivista, ti do quella da lettrice: le donne scrivono pagine bellissime e io vorrei che qualunque ragazza crescesse nella consapevolezza che il mondo in cui vive è popolato sì da uomini eccezionali, ma anche da donne altrettanto eccezionali.

 




Il tuo ultimo libro “La circonferenza di una nuvola” ci porta in un mondo
delicato. Quello di giovanissime ragazze che vivono con un disturbo dell’alimentazione.
Sei stata tu a scegliere il tema o il tema ha scelto te?

 

Non ho una risposta, perché in realtà le cose si fondono. Da anni ho l’idea di raccontare le ragazze, come sia difficile e peculiare per un’adolescente crescere e diventare donna, e che fatica si faccia – e sì, la facciamo tutte – a imparare a usare il corpo, a pensare che sia solo un mezzo, ad amarlo perché è sano e non perché corrisponde a un canone.  E a un certo punto ho deciso di costruire una storia che mi permettesse di parlare degli argomenti a cui tenevo tanto. Ogni cosa è legata all’altra, ed è venuta in modo naturale, quasi fosse una scelta obbligata.


 

 

Nel tuo libro scrivi di mille piccole cose che hanno portato la tua protagonista,
Lisa, sedici anni, proprio lì dov’è. Si tratta di piccole frasi, di azioni semplici ma fatte senza consapevolezza del peso che hanno su chi le ascolta. In che modo, secondo te, la sua storia può aiutare le persone – genitori, amici, insegnanti, compagni di scuola – a fare attenzione a quello che dicono, a quello che fanno, alle parole che scelgono quando parlano con una giovane donna (o anche giovane uomo)?

 

Anche in questo caso rispondere è difficilissimo, ma posso dire come mi comporto io.

 

I comportamenti vanno educati, e ognuno di noi può scegliere con un po’ di impegno di essere una persona migliore.

 

Non faccio mai commenti sull’aspetto delle persone a meno che non siano loro a chiedermelo, e cerco in genere di pesare ogni parola che uso: non abbiamo idea del modo in cui il nostro linguaggio potrà essere recepito, non abbiamo idea di quali siano le fragilità e i punti deboli delle altre persone, quindi non dobbiamo dimenticarci di stare attenti sempre.

 

Se pensi alle ragazze che sono adolescenti oggi, in cosa ti sembrano simili a
Pollicino?

 

Nella capacità di adattamento. Pollicino non si scoraggia ma si guarda intorno e cerca di trovare una soluzione con quello che ha, e molte ragazze (vuoi perché il mondo oggi è estremamente complicato) hanno fatto propria questa qualità.

 


Contro quale Orco combattono oggi le ragazze? E sapresti indicare alcune delle
loro armi segrete per sconfiggerlo?

 

Le ragazze devono fare i conti con una società che da loro pretende tantissimo: devono essere brave, belle, dimostrare estrema competenza, essere misurate, non dare fastidio, non pretendere troppo, rispettare le regole.

 

L’orco allora forse è chi fa credere loro che essere tutto questo sia un dovere e non una scelta. Un’arma ce l’abbiamo e dobbiamo imparare a conoscerla e usarla: la sorellanza. Essere insieme, riconoscersi nell’altra, imparare a essere solidali e complici. E di conseguenza molto molto più forti.

 

POLLICINO RINGRAZIA Carolina per la gentilezza con cui ha risposto alle domande di Pollicino e per la sua energia nel portare avanti una quotidiana attività di informazione perché tutte le ragazze e i ragazzi possano godere di una letteratura senza voci che coprano altre voci, dove le adolescenti di oggi possano regalarci domani le loro pagine senza temere di dover fare più fatica del loro compagno di banco. Noi crediamo sia ancora possibile.

 
 

Avete voglia di saperne di più? A seguire trovi le pagine di Carolina e una possibilità, tra le altre, per comprare il suo libro.

FB – L’ha scritto una femmina

Instagram – L’ha scritto una femmina

Per comprare il libro di Carolina potete andare anche qui:
https://www.amazon.it/circonferenza-una-nuvola-Carolina-Capria/dp/8869054535

Marzia Cikada

Psicologa, psicoterapeuta, terapeuta EMDR. Libera Professionista, realizza laboratori di scrittura autobiografica. Si occupa di adolescenti e coppie. Ama le storie.

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