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Come ti intervisto un Pollicino - Secondo Round - Pollicino era un grande
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Come ti intervisto un Pollicino – Secondo Round

POLLICINO E’ da sempre dalla parte delle donne. Per questo sa quanto è importante l’autonomia e sentirsi in grado di affrontare sfide complesse come trovare o ri-trovare lavoro dopo una pausa, forzata o scelta. Spesso per le donne diventa un momento delicato, con possibilità di farsi male, con pensieri negativi e un peggioramento di stile di vita e autostima. Per questo si è deciso di incontrare chi, del lavoro delle donne over 40, ha fatto ragione di vita.

 

 

Con chi parliamo oggi? Oggi parliamo con Isabella Tosi, creatrice di Secondo Round. Di cosa si tratta? Un progetto per il reinserimento e orientamento lavorativo di donne over 40 e over 50.

La sua ideatrice ce lo racconta e si racconta così: 

Mi chiamo Isabella Tosi e mi sono occupata di comunicazione per molti anni, svolgendo mansioni importanti in ambito marketing e ufficio stampa in contesti di alto livello, dopo essere diventata mamma però ho rinunciato alla mia carriera – in parte per scelta, in parte per imposizione aziendale – e da quel momento sono diventata invisibile.

Credevo di aver raggiunto un buon, se non ottimo, livello di carriera, che però è stato completamente cancellato da una nuova identità personale (a me però sembrava di essere sempre la stessa), e anche dal fattore età.

Non mi dilungo sulle difficoltà che ho incontrato per ricollocarmi del come mi sono sentita incapace, inutile, inadatta a ruoli che avevo ricoperto con competenza e successo solo qualche attimo prima, ma sono riuscita a ripartire – grazie anche a un’esperienza come stagista da un consulente del lavoro – dalla formazione del personale, dedicata a persone disoccupate e inoccupate in cerca di un lavoro. 

La sua storia inizia così e oggi è Secondo Round. Facciamole alcune domande per capire meglio cosa significa per le donne, specie in questo periodo, cercare lavoro. 

 

Benvenuta Isabella. Raccontaci come nasce Secondo Round.

 

Secondo Round è un progetto che nasce dalla passione e dall’esperienza personale che è diventata una professionalità, come ti dicevo, la consulenza di reinserimento lavorativo e orientamento professionale dedicata alle donne over 40 e over 50.

Quando mi sono dovuta ricollocare ho incontrato tantissime donne, come me, che avevano le mie stesse difficoltà a trovare un lavoro, allora per aiutarle ho incominciato a interessarmi sempre più al settore Risorse Umane, a studiare e a comprendere come affrontare un mondo del lavoro cambiato e all’apparenza ostile ad accogliere persone che ne sono uscite o che ne sono state allontanate.

Dall’aiutare nello scrivere il curriculum più adatto, o la lettera di presentazione più efficace, dalla ricerca di annunci e aziende, fino al supportare durante e dopo i colloqui di lavoro, ma anche semplicemente ascoltare, in questo consisteva il mio contributo e ora è diventato il mio SecondoRound.

All’inizio è nato un Blog per dare spazio e concretezza a questi argomenti e ai mie studi, poi è diventata un supporto reale al reinserimento lavorativo delle donne che per qualsiasi ragione sono uscite dal mondo del lavoro. Un modo per imparare anche a comunicarsi meglio – dire vendersi sarebbe troppo forte – ed ecco che anche il mio background, insomma il mio primo round, ha preso senso in tutto questo.

I servizi di SecondoRound sono degli strumenti di ricerca attiva del lavoro e si basano soprattutto su una strategia personalizzata per chi è alla ricerca di un percorso di carriera che tenga conto delle proprie attitudini e aspirazioni, anche quelle mutate nel tempo. Un percorso che aiuta ad analizzare il proprio potenziale, capire in che modo attualizzarlo – se è necessario – e renderlo interessante ed efficace per il mondo del lavoro di oggi. Per chi ha le idee più chiare sono disponibili servizi come la revisione o scrittura del CV e del profilo LinkedIn, il supporto per lettere di presentazione e preparazione al colloquio.

Sto anche progettando dei piccoli gruppi che svolgano insieme questi percorsi, ne ho già sperimentati un paio prima della pandemia con grande successo, le donne insieme fanno sempre grandi cose.

Con la pandemia sullo sfondo, la perdita e la nuova ricerca del lavoro per le donne è un tema fondamentale. Dal tuo punto di vista cosa vedi sta accadendo?

 

La pandemia COVID-19 ha portato a grandi cambiamenti in tutte le nostre vite.

Tantissimi dipendenti sono stati licenziati – o saranno licenziati –  molte aziende hanno chiuso e la maggior parte ha subito anche solo un rallentamento in qualche processo. Come abbiamo letto sui principali quotidiani, c’è anche un esercito di mamme che ha dovuto rinunciare al proprio posto per occuparsi della propria famiglia.

Cercare un nuovo lavoro oggi può sembrare dunque la proverbiale ricerca di un ago in un pagliaio.

Se già in tempi “normali”, molte persone temono il processo di ricerca di lavoro, hanno difficoltà a creare un curriculum, rispondono a tappeto a ogni annuncio di lavoro online senza neanche aver letto bene di cosa si tratta o non sanno come gestire un colloquio, in questo periodo i dubbi e le paure sono raddoppiate. D’altra parte però le donne hanno sempre una marcia in più e molte si sono rivolte a SecondoRound in questi mesi perché avevano maggior tempo a disposizione da dedicare finalmente a se stesse.

La cosa fondamentale è analizzare chi sta ancora assumendo per cui è bene esplorare il proprio settore o il settore che interessa o ancora far leva sulle proprie capacità e competenze trasversali per passare ad un altro maggiormente appetibile. 

Le opportunità ci sono e pian piano stanno aumentando ma è bene dimostrarsi disponibili a creare una ricerca di lavoro flessibile che includa lo sviluppo di un ottimo curriculum certo ma anche una certa apertura mentale. Per esempio molti stanno ancora conducendo tele- e videocolloqui, un buon modo per mostrare capacità anche tecnologiche per le quali spesso noi donne over veniamo criticate.

 

In genere, e oggi nello specifico, quali sono gli errori più comuni che fanno le donne quando pensano di rientrare o aprirsi al mondo del lavoro?

 

Gli errori che poi le portano a fermarsi e non cercare e non proporsi più.

 

Secondo te, oggi, le donne, in cosa possono assomigliare al Pollicino della nota fiaba?

 

Per ricominciare bisogna partire sempre da se stesse e dalle risorse che spesso non ricordiamo di possedere.

Se è da tanto tempo che non una donna non lavora più e che non cerca lavoro spesso non sa da dove ricominciare. A volte ciò che blocca è la mancanza della motivazione, di un obiettivo chiaro, o magari entrambi.

La giusta motivazione spinge ad arrivare sempre alla meta, ma non sempre per tutti è chiaro né l’obiettivo, tanto meno il percorso ecco in questo potrebbero ricordare Pollicino o forse i suoi fratelli che si sentono smarriti mentre seguendo i sassolini lasciati nel bosco diventa facile ritornare a casa.

Reinventarsi, e dunque ritrovare, un lavoro a 40 o 50 anni, del resto, non per tutti è semplice, bisogna capire come e da dove partire, soprattutto se si è a casa da un po’ di tempo, oppure se non si ha più intenzione di ritornare al vecchio lavoro, perché il periodo di pausa è stato anche un momento di riflessione, e si è capito che la propria strada è un’altra.

Un obiettivo chiaro è il primo passo per ri-trovare lavoro, il pensiero “tanto mi va bene un lavoro qualsiasi” non è efficace, non è la via giusta e neanche capire i passi necessari da fare per ripartire.

Molte donne non hanno mai realmente cercato lavoro anni fa, perché 15 o 20 anni fa hanno seguito un corso di studi e si sono affacciate in un mondo del lavoro aperto, non filtrato da inglesismi, sistemi elettronici e socialmedia. Questo è uno dei problemi principali.

Molti settori inoltre sono sostanzialmente mutati per l’evoluzione che hanno subito, le competenze di allora hanno magari anche solo cambiato nome e quindi bisogna capire come trasferire le proprie competenze dando loro il giusto appellativo.

Molte storie lavorative, d’altro canto, sono variegate e non lineari, soggettive: si tratta di riuscire a tradurle nel nuovo linguaggio di oggi o far capire cosa ci ha spinto in una direzione e poi nell’altra, ma non è così semplice farlo da sole.

 

In questo periodo di pandemia, qual è il vero Orco che le donne stanno combattendo sul fronte del lavoro? E quale arma segreta potresti suggerire a chi lo incontra?

 

Io credo che l’Orco siano proprio loro. O meglio che sia dentro di loro, perché da una parte sono costrette a rinunciare alla propria vita professionale per colpa della famiglia, in questo periodo di lockdown la gestione di casa e figli è rimbalzata al primo posto e molte hanno dovuto fare una dolorosa scelta.

Riflettiamo, tutti quanti in Italia ma possiamo dire in tutto il mondo, stiamo sperimentando un trauma condiviso, il COVID-19, che sta influenzando i nostri pensieri, e questi pensieri potrebbero influenzare i nostri modelli, azioni o speranze sul futuro insieme a tutti i progetti che avevamo in mente.

Molte persone vivono in uno stato d’ansia perché pensano ad una perdita di opportunità, altre persone invece si sentono stressate perché non possono realizzare delle cose che avevano in mente prima questo periodo: come ad esempio trovare un nuovo lavoro.

L’arma segreta? Non demordere e continuare ad avere degli obiettivi lavorativi può aiutare a ritrovare quella sensazione di controllo, imparando a gestire almeno in parte l’ansia.

E’ importante considerare che la vita è sempre incerta e imprevedibile, e le attuali circostanze del Coronavirus stanno creando l’illusione che in precedenza avevamo una certezza e una direzione che non esiste più, ma in realtà, come ben sappiamo, non tutti i percorsi personali e lavorativi sono lineari e tante cose –anche assolutamente inaspettate– sono successe lungo il cammino.

La vita e il lavoro sono gli stessi di sempre o con ogni probabilità così ritorneranno, ora dobbiamo solo affrontare la situazione con informazioni e idee diverse da quelle precedentemente pianificate, ma probabilmente le donne ne sono anche già abituate, perché magari, proprio come me, si sono ritrovate senza lavoro da un momento all’altro, o hanno avuto figli o altre circostanze che hanno profondamente cambiato la loro vita, ma sono sempre riuscite ad adattarsi.

 

POLLICINO RINGRAZIA Isabella e il suo Secondo Round. Con l’augurio che le donne possano sentirsi al sicuro nel mondo del lavoro e riescano a dare valore a tutto quello che sono.

 
 

 

Volete saperne di più?

Sito – secondoround.com

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Marzia Cikada

Psicologa, psicoterapeuta, terapeuta EMDR. Libera Professionista, realizza laboratori di scrittura autobiografica. Si occupa di adolescenti e coppie. Ama le storie.

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