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Non dare quei consigli! Ferma l'influencer in Te - Pollicino era un grande
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Non dare quei consigli! Ferma l’influencer in Te

I consigli sono doni pericolosi, anche se scambiati fra saggi, e tutte le strade possono finire in un precipizio.
John Ronald Reuel Tolkien
 
Una idea errata, ma che torna spesso, su chi si occupa di psicologia è che il loro ruolo sarebbe insegnare agli altri come vivere. 
 

In fondo sembra un bisogno attuale. Insomma, il mondo è proprio quello che sembra richiedere a gran voce. Diteci come vivere! E’ un urlo che sale dalla pancia di moltissime persone. Un vero e proprio atto di seduzione per i milioni di psicologhe e psicologi. 
 

Non avendo tempo per comprendere da soli la nostra vita, non potendo far crescere consapevolezza e capacità di scelta, intorno a noi è tutto un fiorire di libri, manuali, parole, incontri, prediche su cosa fare e cosa non fare per una vita al Top. Non è suggestivo?  

 
Ma non è questo che fanne terapeute e terapeuti del mondo, almeno se ci tengono a costruire un lavoro solido per le persone che ricorrono alla loro professionalità. A dirla tutta, sarebbe bene non lo facessimo in generale, dare consigli su tutto ergendoci a chi la sa lunga abbastanza. Perché poi, alla fine, sempre di persone si tratta, con i fallimenti e i limiti del caso. 

 

NON seguite me 

 

Le strategie per cavarsela nella vita le abbiamo tutt*. Non sempre sono ugualmente valide se cambiamo destinatario. Per questo le risposte sono sempre e solo legate al contesto, emotivo-sociale-economico-storico-relazionale che viviamo. 
 

I Mass Media sembrano indirizzarci con una certa determinazione verso un certo tipo di stile di vita e di scelte. Ma non è detto che se vendono allora siano giuste. In fondo, davanti ad un tale pullulare di chi la sa meglio degli altri, e conosce tutte le risposte,  è bene prendere le distanza.

Quella spinta ad allontanarci è sana. E’ il richiamo di una scelta personale. Sebbene di imbonitori è pieno il web e il mondo a più dimensioni, non sempre abbiamo voglia di lasciarci guidare, preferendo costruire la strada che siamo certi funzionare. O anche, ci son momenti in cui l’unica cosa che si vorrebbe è essere lasciati in pace. 

Quello che le persone ti dicono di fare non è detto che funzioni. Anzi potrebbe essere il contrario. Anche perché, come diceva la saggezza dei Peanuts :
 

Quando pensi di avere tutte le risposte la vita ti cambia tutte le domande
Charlie Brown
 

Non possiamo dire agli altri cosa fare e come vivere la loro vita. Semplice, no?

 

In una conversazione al bar o peggio protetti dal ruolo di esperti, spesso ci affezioniamo molto alle nostre opinioni, sentendoci anche molto in gamba per il solo fatto di averne.  Quando va proprio male, il nostro comincia a sentire che sarebbe un orrore non fare proseliti, e si comincia a vendere una idea per la “Verità”, spesso con la sola nostra convinzione a farla da padrona e non uno straccio di prova scientifica.

Chi ascolta ha però un grande potere. Quello della libertà personale di credere o di cercare prove o di ascoltare se stessi alla ricerca di qualcosa di proprio e specifico. Esercitare la nostra libertà di scelta ci pone sulla difensiva e ci tutela da scelte inconsapevoli. 

Si sa che la gente dà buoni consigli
Sentendosi come Gesù nel tempio
Si sa che la gente dà buoni consigli
Se non può più dare cattivo esempio
Fabrizio De Andrè

Salviamoci quindi dall’insistenza di voler dare quanto non richiesto. Anche perché non è detto che porti benessere. 

Seppure ci sono momenti in cui la persona chiede la possibilità di appoggiarsi per continuare a camminare, il compito di ogni professionista è ricordargli di poter andare con le proprie forze, di allenare i muscoli perché possano correre di nuovo.

E veder correre chi prima poggiava appena i piedi a terra è una delle più grandi gioie di chi ama fare il mio mestiere. E non solo. 

Ma non sempre accade così. 

 

Perché il desiderio di dare consigli e indicare la strada è sempre molto allettante.  Ma è davvero utile per chi finisce con il seguirli e basta? 

 

Chi si occupa di persone ha l’obbligo di non prendere il loro posto. Sempre che non lo voglia fare per fini manipolativi – come accade nel mondo delle vendite, che sia di prodotti o idee prodotto . Nessun professionista eticamente corretto deve portare il suo sistema di valori ad essere quello della persona di fronte. La terapia, ma anche una consulenza, deve avvenire nel rispetto di chi si ha davanti. E’ un percorso per cui nascono nuove idee, non l’imposizione di quelle dallo/a psicologo/a 

 

E se sei psicolog*?

 
 

Dire cosa fare o non fare, in maniera semplicemente direttiva, è portare la persona ad adottare il proprio punto di vista personale, mentre creare un cambiamento si muove attraverso scelte e schemi mentali nuovi, se necessario, di chi chiede un consulto o un sostegno. Un conto è valutare insieme le variabili insite in ogni scelta, altra cosa è indicare come comportarsi. Anche perché, nessuno ha una sfera di cristallo abbastanza buona da presagire il futuro, tanto da sapere, davvero, cosa è meglio per qualcuno che non siamo noi stessi. 

Non intendo con questo che un uomo possa determinare precisamente come sarà il suo mondo o la sua vita. Un uomo, dopo tutto, è soltanto un uomo. Si trova da qualche parte tra la libertà assoluta da un lato, e l’impotenza totale dall’altro. Tutte le sue decisioni importanti devono essere prese sulla base di dati insufficienti. E’ sufficiente che un uomo accetti la sua libertà, scelga la possibilità migliore, faccia del suo meglio, affronti le conseguenze dei suoi atti e non offra scusanti. 

Sheldon B. Kopp  – Se incontri il Buddha per la strada uccidilo –   Il pellegrinaggio del paziente nella psicoterapia di (1975)

 

Mai sostituirsi a nessuno. Può sembrare allettante. Non lo è. Si nutre un circolo di dipendenza che, invece di rendere la persona più forte, la rende più legata a chi dice di saperla più lunga. Invece, nel gran casino della vita, è bene non seguire nessuno, perché siamo tutti persi e non è detto che stiamo cercando le stesse cose.

 

Quindi è bene frenarsi e insegnare, invece, ad avere fiducia nella possibilità di poter scegliere e di accogliere anche gli errori che, questa libertà, ci offre. 

 

La consapevolezza è un punto di arrivo che si nutre anche della possibilità di rischiare di sbagliare ma anche di riuscire in quello che si vuole. Dare consigli non è un gran lavoro. Può essere saggio, ma alle lunghe è come la storia di dare del cibo a chi ha fame o insegnargli a coltivare la terra. La soddisfazione di un momento deve poi essere nutrita con l’apprendimento di come trovare in se stessi la possibilità di una vita – e di una pancia – piena. Accompagnando le persone alla scoperta di chi sono, sono loro le protagoniste della loro vita e delle loro scelte. Anche di quelle che ci sembrano folli.  La fatica è il premio di decidere di essere padron* del proprio futuro. Una fatica che ci si scopre a fare sorridendo. 

 

C’è molto altro da fare che non sia fare risposte. 

 

In un percorso di terapia – ma non solo- la relazione che si instaura con chi chiede aiuto è fatta di possibilità di allenarsi a trovare alternative ai comportamenti che fanno star male, sviluppando nuovi punti di vista sulla propria esistenza. Un modo diverso di guardare se stessi nel mondo. Questo significa rinforzare le risorse che ci sono e scovarle se si pensa di non averne. Ci sono sempre, nascoste, a volte, solo troppo bene. A volte il percorso diventa un cammino verso una nuova storia dove cambia tutto o molto poco, dipende sempre.

 

E fuori da quella stanza, per chiunque, possiamo imparare a non dare consigli ma mostrare quale possa essere una alternativa, per noi migliore, a come vanno le cose. Con la capacità di attenderci che potrebbe non andare come vorremmo essere l’esempio che spiega la nostra visione del mondo. 

 

Sarà mica un consiglio il mio?


Pollicino: Chi si trova immerso in consigli – anche non richiesti
L’Orco: La tentazione di metterci al posto dell’altro
L’arma segreta: Dare il buon esempio e solleticare la capacità critica di ognuno e le risorse giuste per scegliere

Marzia Cikada

Psicologa, psicoterapeuta, terapeuta EMDR. Libera Professionista, realizza laboratori di scrittura autobiografica. Si occupa di adolescenti e coppie. Ama le storie.

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