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Perché le donne hanno bisogno di felicità - WHAP - Pollicino era un grande
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Perché le donne hanno bisogno di felicità – WHAP

Harry ti presento Sally è un film che ha fatto innamorare moltissime persone. Ad un certo punto lei è in crisi. Il suo ex si sposa. E mentre abbraccia il suo amico, a breve non più solo tale, lamenta, tra le lacrime, tutta la sua disperazione. Tra poco avrà 40 anni. Ne mancano ancora 8, a dire il vero, ma per lei è terribile. Non come per gli uomini, dice, che possono avere figli fino a 73 anni come Charlie Chaplin, per lei, donna, è la fine di tutto. Sally è una donna esagerata. Ma se guardi quel film e hai intorno ai 40 anni, le credi. Senti la sua stessa paura.

 

Oggi 40 fanno ancora paura e non potete immaginare i 50.

 

E’ tutta una pioggia di imbarazzanti luoghi comuni che però feriscono, in maniera non comune, moltissime donne che finiscono con il crederci.

 

Si diventa invisibili. Pare. Il sesso peggiora. Pare. Non ci si innamora più. Dicono. Il corpo crolla e non ci puoi fare nulla – sempre che tu non sia Jennifer Lopez, ma lei ha i soldi. Tutte brave così! Perché la verità è che ci si dimentica delle donne adulte. Sembrerebbe. Ebbene, non è così. Sebbene molte donne ci credono ancora, per altre sta iniziando la consapevolezza che i 50 sono gli anni della pienezza. Perché si può essere pienamente se stesse. Ma i pregiudizi ancora ci sono. Una bella donna, sana e serena, che racconti con serenità di vivere la menopausa, viene subito guardata strana.

 

 

Se non hai tre gobbe e il naso peloso, non vesti con scialli di lana e emani buon profumo e voglia di vivere, prova a comunicare che sei in menopausa. Sarà una pioggia di “non si direbbe”! Come se dovesse essere visibile. Come se ci si aspettasse, uomini e donne, che un segno divino, tipo cicatrice di Harry Potter, debba segnare il volto delle donne che non hanno più il ciclo.

 

Perché menopausa questo vuol dire. Non essere più fertili, non avere più le mestruazioni. Certo non solo. Significa che cambia l’equilibrio ormonale dentro di noi, che l’alimentazione va controllata, si deve imparare – se non lo si è mai fatto – a muoversi un poco di più, le emozioni sono cavalli imbizzarriti di cui non troviamo le redini. E il sesso? Non avere più il ciclo può essere il più eccitante dei contraccettivi, se non si sta cercando un bambino, ma per molte può essere una esperienza meno piacevole. In assenza di cambiamenti importanti nella relazione, potrebbe essere che i nostri ormoni e il nostro corpo, attuino una serie di cambiamenti che, se non li conosciamo, potrebbero rendere meno piacevole il piacere.

 

Per questo la donna adulta, alle prese con i suoi anni anta, deve potersi conoscere in maniera multidisciplinare. Io sono una psicoterapeuta, posso fare molto. Ma non tutto. Se per crescere un bambino ci vuole un villaggio, per far vivere serena una donna dopo i quaranta, ci vuole un team. Quali figure possono fare al caso nostro? Ginecologa, psicologa, esperta del pavimento pelvico, nutrizionista, endocrinologa, personal trainer – non necessariamente personal- esperte di rilassamento, consapevolezza, metodi in grado di rimettere la persona al centro di se stessa. Perché capita che il centro si perda. Perché talvolta la vita non ti permette di restare al centro del tuo mondo e ci si confonde, disorienta. Amori, lavoro, figli, ritmi, famiglia di origine, portano spesso le donne a dimenticare cosa, alla fine, davvero volevano dalla loro vita. E forse è qualcosa di – in misura variabile da poco a moltissimo – diverso da quello che sta vivendo. Certo, non servono necessariamente tutte queste figure insieme, ma è bene sapere che ci sono e a cosa servono.

 

Ci vuole un team per rendere felici le donne. Ma quando imparano come fare, non le ferma nessuno.

 

Perché le donne sono ancora molto brave a star dietro a tutto, a tutti ma si dimenticano di loro. Quindi se c’è da portare il piccolo a karate, da riprendere la grande al concerto, la suocera da andare a trovare e il nipotino da cullare, se ci sono cose da fare, spesso sono i suoi bisogni ad andare in un angolo. Ma nessuno dovrebbe mettere le donne in un angolo. Non che i bisogni degli altri siano meno importanti. Sono importanti anche i suoi. E questo, signore mie, molte non lo hanno ancora compreso appieno e quando gli anni aumentano, troppo spesso l’angolo diventa ancora più stretto e solitario. Invece le donne hanno moltissimo da dare, a loro stesse, alle persone che amano, al loro corpo, alla società. Per quanto stiamo cercando di mandare in malora questo pianeta stupendo, moriremo ancora ad una età avanzata, rispetto a quella delle donne prima di noi.

 

Abbiamo più anni davanti, come vogliamo passarli?

 

Io che mi occupo di donne, lo so. Al meglio possibile. Se la società ci vuole spegnere, se la vita di coppia non ci soddisfa, se lo fa ma vorremmo ancora di più, ecco, partiamo da noi. E’ il momento migliore per realizzare quello che ancora non si è fatto. Non sono, le donne, felci che abbelliscono casa. Sebbene una certa cultura ancora le disegna in questo modo, necessariamente belle, se ne sta scrivendo un’altra da anni. Ogni donna è chiamata ad aggiungere qualcosa di suo, che resterà nel dna delle donne che verranno. Imparare a conoscerci è la nostra arma migliore per smetterla di abbandonarci in un angolo. Come una felce, appunto.

 

Una donna oggi può informarsi, toccarsi, dare e ricevere piacere, conoscersi, trasformarsi, divertirsi e giocare. Il tutto in armonia con le altre donne e gli uomini, se sa come farlo. E lo sanno sempre di più! Ma per chi non è ancora consapevole, è bene imparare a prendersi cura di sé, del corpo, dei propri ritmi, della propria salute e sessualità.

 

E qui arriva Whap – Women’s Happiness Project. Il progetto che vuole le donne felici. Non felci.

 

Di cosa si tratta? Di incontri organizzati da un team di sole donne dove si tratteranno temi legati al benessere, alla salute sessuale, fisica, all’alimentazione, al rilassamento, al rapporto con se stesse attraverso un lavoro di scrittura, teatro e di creazione artistica.

 

Il team è un gruppo di professioniste affiatato, legato dalla volontà di far star bene le donne che si incontrano e che faranno parte del gruppo.

 

Eccolo qui: Marzia Cikada (coordinatrice), Sonia Tarallo, Giovanna Verde, Mariangela Porta, Ambra Munafò, Monica Balmas, Federica Paschetta, Caterina Bossa, Monica Manni, Giorgia Bartolini, Irmachiara Malaroda, Claudia Peiretti, Cristina Raso, Ursula Gama Kipulu, Grazia Amendola.

Incontri che si terranno a Torino e Torre Pellice – Val Pellice. Ma se non c’è Whap nella tua città, informati. Chiedi. Scrivi. Leggi. E ridi, moltissimo. Ne hai motivo, se riesci a guardare bene. Sei una donna, ancora e sempre. Quindi, non lasciare che il tempo ti passi addosso, indossalo con la disinvoltura di una star. C’è una Jennifer Lopez anche dentro di te. Magari meno tonica, ma ugualmente splendente

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Potete scoprire di più sul progetto Whap sulla pagina Facebook o sul profilo Instagram (https://www.instagram.com/womenshappinessproject/) o, ancora,leggendo qui:

 

 

Marzia Cikada

Psicologa, psicoterapeuta, terapeuta EMDR. Libera Professionista, realizza laboratori di scrittura autobiografica. Si occupa di adolescenti e coppie. Ama le storie.

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