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Come ti intervisto un Pollicino - Elena Grangiotti, psicologa - Pollicino era un grande
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Come ti intervisto un Pollicino – Elena Grangiotti, psicologa

Ci sono realtà meno conosciute di altre in Psicologia. Per esempio se parliamo di Invecchiamento.  Ma diventa sempre più una necessità quella di approfondire il mondo dell’anziano e delle malattie legate alla terza età. Come per esempio l’Alzheimer, la patologia più conosciuta  tra le forme di demenza, che segna ogni anno 9,9 milioni di nuovi casi. Pollicino ha deciso di dare voce ad una iniziativa legata a questa patologia, portata avanti da una collega psicologa che sta facendo della Neuropsicologia Clinica la sua strada.
Con chi parliamo oggi?  Oggi Pollicino incontra una giovane collega, la dottoressa Elena Grangiotti, classe 1989. Laureata in Mi sono laureata in Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione a Torino. Elena ha deciso di entrare nel mondo della Psicologia dell’Invecchiamento. Davanti ad una Italia sempre più bisognosa di professionisti in grado di accompagnare il gran numero di persona anziane, la sua formazione si è orientata a conoscere e apprendere come essere di sostegno non solo alle persone anziane ma anche ai loro familiari.
Attualmente sta ultimando il Master in Neuropsicologia Clinica dell’Adulto e dell’Anziano tenuto dalla LRPsicologia di Torino. Lavora come Psicologa presso l’RSA I.P.A.B Sant’Antonio Abate di Trino v.se (VC) e presso Villa Raffaella, comunità di tipo B sita in Moncalvo (AT).

 

 Benvenuta Elena, ci racconti un po’ come hai scelto di essere una psicologa?

 

Certo. Sono Elena Grangiotti. Ho scelto la strada della Psicologia nel 2001, con la presentazione del Liceo Socio-Psico-Pedagogico alle scuole medie inferiori, dove sono rimasta affascinata dalla proiezione delle immagini della Gestalt (in particolare dal Vaso di Rubin). Ricordo che dicevo di voler diventare la “Psicologa che somministra i test ai bambini”! Così, terminato il Liceo mi sono iscritta alla Triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche, a Torino; quindi ho completato il ciclo di studi con la Magistrale dove, grazie agli insegnamenti della Prof.ssa Emanuela Rabaglietti, sono entrata in contatto con la Psicologia dello Sviluppo Progredito. Un ambito di studio “nuovo” rispetto agli altri insegnamenti che riprendevano, seppure in modo approfondito, gli stessi argomenti della triennale. Insomma: Bowlby e Piaget ormai si conoscevano a memoria! Avevo bisogno di qualcosa che destasse la mia curiosità e alimentasse la mia motivazione allo studio.

Con Psicologia dello Sviluppo Progredito ho “aperto gli occhi” su un mondo che fino a poco tempo prima percepivo “lontano”, su un target di utenti con i quali mi era difficile entrare in relazione; forse perché il tempus fugit quotidiano non mi consentiva quella calma e serenità che, penso, debba contraddistinguere la relazione con l’anziano! Ho deciso di andare controcorrente e, rispetto a molti colleghi del mio corso che ad oggi sono “Psicologi che somministrano test ai bambini”, mi sono buttata in questa strada meno battuta ma certamente attuale a fronte di “un’Italia che invecchia”.

 

Oggi il tuo lavoro è molto definito, come sei entrata nel mondo dell’Alzheimer?

 

Mi sono avvicinata al mondo dell’Alzheimer, come spesso capita, per problemi familiari: il mio nonno paterno è mancato con questa patologia. Ricordo ancora i leitmotiv dei suoi discorsi, dai partigiani al grande Torino. Approfondire una tematica vicina è stato doppiamente motivante.

La tesi di Laurea magistrale, non a caso, è stata dedicata a questa patologia con il titolo “La demenza di tipo Alzheimer: un esempio di sviluppo atipico”. Ho cercato di spiegare come il concetto di “sviluppo” non si riferisce esclusivamente all’aumento di capacità, competenze, ruoli e relazioni caratteristico di bambini, adolescenti e adulti, ma che può essere utilizzato anche in relazione agli anziani. In questo caso, parlare di sviluppo “atipico” punta i riflettori su un percorso che segue un andamento del tutto opposto a quello sopra delineato, dovuto ad un deterioramento cognitivo graduale, irreversibile ed invalidante che arriva a compromettere la vita sociale, lavorativa e familiare.

Nonostante, ad oggi, ci siano molti studi e ricerche inerenti all’Alzheimer, la conoscenza della patologia rimane ancorata a stereotipi sociali. Per questi motivi, da anni sentivo l’esigenza di creare un evento per sensibilizzare alla problematica ma, a fronte della difficoltà di creare rete con colleghi e/o professionisti interessati all’argomento, quest’anno ho colto l’opportunità della tesina del Master per creare un mio progetto in occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer che verrà celebrata il 21 settembre 2018.

Come darai il tuo contributo a questa iniziativa?

 

L’idea iniziale era quella di sottoporre test di screening gratuiti ma, a seguito di una discussione con il mio compagno il quale pensava che preparassi un convegno (da sola?? SIGH!), ho deciso di avviare un sondaggio su un campione di 100 persone, in modo che fosse il più possibile rappresentativo della popolazione di riferimento. Quando si dice:“Dal caos nasce una stella!..”. Ho chiesto, pertanto, di esprimere la preferenza tra: 1) test di screening 2) convegno 3) consulenza psicologica.

La maggior parte delle persone ha scelto quest’ultima sottolineando il timore indotto dai test e dal sapere di essere esposti al rischio di AD.
 

Quindi ho deciso che il mio contributo sarebbe stato offrire una consulenza psicologica.
 

Creato il progetto, l’ho proposto ai Comuni del territorio monferrino, riscontrando l’interesse e l’entusiasmo da parte di Sindaci e Giunte di: Trino V.se, Casale M.to, Rosignano M.to, Olivola e Gabiano. I paesi e le città coinvolte sono volutamente distanti tra loro in modo da coprire, per quanto possibile, la zona interessata dando a più persone possibili l’occasione di aderire al progetto scegliendo comodamente la sede più comoda.
 

Si tratta di incontri di consulenza psicologica gratuiti inerenti all’AD della durata di 30 minuti: uno spazio protetto in cui porre domande, esternare dubbi, vissuti ed emozioni inerenti alla patologia.
 

E’ stato organizzato un evento, Chiacchiere di Memoria, potete trovare qualche informazione sulla mia pagina Facebook. Ci sono tutte le informazioni per prenotarsi e aderire alla iniziativa. Dal lunedì 17/09 al Venerdì, in spazi diversi sul territorio, sarò presente per rispondere a a tutte le domande, ai dubbi sulla patologia, ma anche ad accogliere i vissuti delle persone, che troppo spesso di sentono sole con la malattia.
 

Sarò a Olivola (AL), Trino ((VC), Rosignano M.to (AL), Gabiano (AL) e Casale M.to (AL)
 

Ma passiamo alle domande di rito. nella tua esperienza professionale, chi o cosa senti più vicino a  Pollicino?

 

Forse la risposta è un po’ scontata ma penso che Pollicino sia ognuno di noi calato nella propria quotidianità. Le fragilità insite nella nostra società sono le prime a metterci alla prova tutti i giorni, chiedendo di adattarci a lavori anche non consoni ai nostri titoli di studio o inducendo molti “cervelli” all’espatrio. Senza contare le problematiche familiari, relazionali, lavorative… Tutte dinamiche che alimentano quello che chiamo “traffico di pensieri”!

24 ore sono davvero poche per contemplarli ed affrontarli tutti con resilienza!

 

Quale orco combatti? Quale arma segreta hai dalla tua?

 

L’orco contro il quale combatto è, indubbiamente, l’indipendenza economica: la ricerca di un lavoro stabile e sicuro, che consenta l’iscrizione alla scuola di psicoterapia ed il coronamento del sogno “tipico” di una Psicologa: quello di avviare uno studio privato, ovviamente con uno spazio dedicato all’Alzheimer. Il “me-Pollicino” ha ancora molta strada da percorrere ma è motivato a raggiungere l’ambito traguardo che riassumo con il motto:“Scegli il lavoro che ami e non lavorerai neppure un giorno in tutta la tua vita!”.
 

Pollicino ringrazia Elena e si augura che il suo entusiasmo possa trovare uno spazio tutto suo e diventare una solida realtà. Così come augura che ci sia sempre più attenzione e informazione su un tema delicato come l’Alzheimer

 


Avete piacere di avere più informazioni?

La pagina Facebook di Elena: Psicologa Elena Grangiotti

Marzia Cikada

Psicologa, psicoterapeuta, terapeuta EMDR. Libera Professionista, realizza laboratori di scrittura autobiografica. Si occupa di adolescenti e coppie. Ama le storie.

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